:: Casa è dove noi di Serena Venditto (Giallo Mondadori 2026) a cura di Patrizia Debicke

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Ci sono case che diventano quasi parte di chi ci abita. Non sono più solo stanze, con mobili, porte e finestre, ma serbano confidenze, litigi, risate, momenti difficili. Per Malù Ferrari, Ariel, Samuel e Kobe, via Atri 36 ormai è questo. Ah, poi non scordiamoci il quinto inquilino, Mycroft, il gatto nero che, di diritto ormai, vive la loro vita.
Serena Venditto torna per raccontarci il suo piccolo universo, ma stavolta mette alla prova proprio ciò che li tiene insieme. Cominciamo da Malù, libraia, traduttrice e ricercatrice, e dalla sua settimana complicata: la discussione della tesi di dottorato è vicina, Marco, il suo fidanzato, sta per partire per la Svizzera, vorrebbe che lei lo seguisse, finiscono con litigare…
Ma in via Atri arriva una notizia decisamente peggiore. Il padrone dell’appartamento sarebbe costretto a vendere e, se davvero fosse così, loro dovrebbero andarsene.
Una brutta doccia fredda. Trovare casa a un prezzo abbordabile a Napoli non è certo facile. La città è sempre più affollata da strutture destinate ai turisti e gli appartamenti sul mercato, oltre a essere merce rara, costano un botto.
Ma dietro l’inattesa decisione del proprietario si nasconde una vicenda drammatica: sua moglie è agli arresti domiciliari, accusata di avere ucciso il vicino. Pagare l’avvocato per difenderla costerà molto, moltissimo.
Le circostanze dell’omicidio sembrano non lasciare spazio a dubbi. La donna è stata trovata accanto al cadavere con un coltello da cucina insanguinato in mano. È ancora sotto choc e continua a ripetere di non ricordare nulla. Si dice innocente, ma le prove sembrano raccontare un’altra storia.
Storia che Malù e gli amici, però, non intendono accettare. Se la polizia crede di aver chiuso il caso accusandola, devono fare qualcosa, darsi una mossa. Bisogna trovare l’assassino onde evitare un trasloco… Anche perché per loro quell’appartamento è diventato il posto dove hanno riunito la loro famiglia elettiva.
Con Malù come capo, sarà anche stavolta un’indagine sui generis, in cui il metodo investigativo lascia spazio all’intuizione, alla curiosità e a una buona dose di improvvisazione. Interrogatori poco ortodossi, improbabili incontri, un segreto piano B con visite alla ricerca di una nuova casa. Si parla d’arte, intervengono lezioni di yoga e alcune pause sentimentali si intrecciano alla caccia al colpevole.
La soluzione è a portata di mano, anche se sembra avvicinarsi e allontanarsi continuamente, mentre emergono segreti che potrebbero cambiare certe apparenze.

Malù, con la sua curiosità e il suo fiuto, resta il motore dell’indagine, con Ariel che mantiene il suo ruolo di persona forte e positiva e Samuel e Kobe che completano un gruppo nel quale le differenze possono diventare un vantaggio.
La professoressa Papararo guadagna spazio e personalità, confermandosi una figura importante nell’equilibrio della serie. E naturalmente Mycroft continua a fare il gatto, cioè a osservare il mondo con quella superiore indifferenza che gli consente di essere, contemporaneamente, presenza silenziosa e irresistibile protagonista.
Poi c’è Napoli. Una Napoli diversa dalle cartoline, rumorosa, contraddittoria, capace di cambiare rapidamente sotto la pressione del turismo. La trasformazione degli appartamenti in bed and breakfast non resta una battuta sul mercato immobiliare, ma diventa uno degli elementi tramite i quali il romanzo guarda alla città contemporanea. Case che cambiano destinazione, quartieri che si trasformano, abitanti costretti a fare i conti con una realtà in cui trovare un alloggio può diventare un’impresa. Ma per fortuna la vena ironica di Serena Venditto impedisce alla trama di appesantirsi. Divertente è il gioco che fa con la voce narrante, rivolgendosi direttamente al lettore, e coinvolgendolo nella storia e affidandogli quella complicità che par quasi trasformarlo in un altro coinquilino di via Atri.
Casa è dove noi, più che un giallo comunque brillante, appare soprattutto il racconto di un affetto. Sì, l’indagine serve a scoprire chi abbia commesso un omicidio, mentre la storia racconta piuttosto il bisogno di avere un posto nel mondo da chiamare casa. Anche quando è solo un appartamento di via Atri 36, condiviso da quattro coinquilini, un gatto nero e… ohimè, parecchi guai.

Serena Venditto è nata nel 1980 a Napoli, dove lavora al Museo Archeologico Nazionale. Ha esordito nella narrativa con la commedia Le intolleranze elementari (Homo Scrivens, 2012). Nel 2018 ha pubblicato con Mondadori Aria di neve, il primo volume della serie gialla dedicata al gatto Mycroft e ai quattro coinquilini di via Atri 36, seguito da L’ultima mano di burraco (2019), Grand Hotel (2021), Commedia gialla con gatto nero (2023), Sette vite come i libri (2025). Gli stessi personaggi compaiono nell’antologia Gatti neri e vicoli bui (Homo Scrivens, 2022) e in E cosy sia (Giallo Mondadori Big, 2024). Nel 2025 è uscito il suo podcast narrativo E alla fine arriva il gatto, prequel della serie dei romanzi, prodotto da Mondadori Studios. Collabora con Homo Scrivens in qualità di editor e come direttrice della collana dedicata al giallo. Cura la rubrica #Barsport per il sito Napoliclick.


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