Cara Giulia, ti rendi conto della responsabilità che ti sei presa? Sai che, essendo un tipo fantasioso e giocherellone, ti potrei chiedere di tutto, anche le cose più scabrose. Anzi, a dirti il vero, la tentazione di chiederti di tutto di più è fortissima, quindi… perché hai scelto di affidare a me l'onore della tua prima intervista?
Innanzitutto grazie a te e devo dirti che passare anche dalla parte dell’intervistato non è esattamente come me l’ero immaginato. Qua si aspetta che sia simpatica e dica cose intelligenti e non so se sarò all’altezza ma insomma spara.
Ho l'impressione che tu sia una persona di poche parole, prometti di smentirmi?
Effettivamente i lunghi discorsi lasciano il tempo che trovano preferisco i fatti, il duro lavoro, mi impegno parecchio e spero che tutto ciò dia nel tempo buoni frutti.
La tua impressione sul mondo dei blog dedicati alla scrittura in generale, poesia, racconti. Come ti sembra la qualità media?
C’è molta vitalità ed entusiasmo sia da parte dei professionisti che da parte dei cosidetti dilettanti anzi spesso il confine è molto labile. Avere un blog per uno scrittore o per chi più in genere si occupa di libri è un ottimo punto di partenza, si possono fare cose interessanti, conoscere gente, diffondere cultura. Trovo molto bello il fenomeno dei blog letterari e grazie a questo mio impegno per esempio sono stata invitata a presentare alcuni scrittori ad un festival letterario che si terrà a giugno a Sarzana. Quindi i blog portano bene.
Ti sei mai imbattuta in qualche blog e, a prescindere dal numero delle visite e dei commenti, hai pensato, questo autore, escluso il sottoscritto ovviamente , ha delle qualità molto superiori alla media? In caso affermativo di chi si tratta?
Molto spesso e farei torto a qualcuno citando solo alcuni e non altri per cui preferisco non fare nomi ma posso dire che le caratteristiche che più attirano il mio sguardo sono la sincerità e la spontaneità, i blog troppo costruiti mi annoiano subito.
Credi che un blog dedicato alla scrittura per un aspirante scrittore sia una vera palestra o, più semplicemente, un piacevole passatempo?
Tenere un blog con contenuti originali e sempre rinnovati non è uno scherzo ,parlo per esperienza, ti coinvolge e ti spinge al confronto, a vedere cosa capita in giro, a cercare di capire i meccanismi che regolano la rete e questo sicuramente è anche d’aiuto specie per un aspirante scrittore che vuole farsi conoscere.
Hai conosciuto aspiranti scrittori che grazie ai loro blog hanno intrapreso tale professione? Se si, chi sono?
Ti dico il primo nome che mi viene in mente: Pulsatilla.
Nel blog liberidiscrivere ospiti scrittori affermati e aspiranti scrittori completamente sconosciuti. Parlami delle differenze che ti vengono subito in mente. Eventuali pregi o difetti o, se preferisci, punti di forza e punti deboli.
Allora innanzitutto devo dire che la professionalità fa la differenza. Gli scrittori affermati non sono alla prima intervista per cui è inevitabile che si trovino spesso a rispondere alle stesse domande cosa che non succede con gli esordienti che quindi sono più entusiasti e quasi si chiedono perché questa intervista proprio me. Quando abbiamo intervistato Camilleri per esempio, devo ammettere che non è stato facile. Ho dovuto penare parecchio, poi non sempre le interviste vanno a buon fine. Molte per esempio si perdono nell’etere come quella fatta all’editore Marco Vicentini o a Jo Nesbo o a Jeffery Deaver, ma io non mi arrendo e ogni giorno spero di trovare le loro risposte. Per quanto riguarda i punti di forza o i punti deboli posso parlare solo per me stessa e invocare l’attenuante dell’inesperienza.
Parlami dell'intervista pubblicata nel tuo blog che ti ha dato più soddisfazione e/o che ti è rimasta nel cuore, indicando, possibilmente, i motivi.
Ne ho fatte tante e sicuramnete nel mio cuore c’è posto per ognuna di esse ma ti posso dire che l’intervista a James Lee Burke è tra tutte quella che mi ha sconvolto di più. Praticamente è stata la prima o seconda che ho fatto in assoluto, ad uno scrittore come Burke per me un mito assoluto. Quando mi ha rispsoto che acconsentiva, con un’ umiltà davvero straordinaria, credo di aver fatto un salto sulla sedia letteralmente.
Quella che ti ha deluso di più?
Deluso non mi sembra sicuramente la parola adatta, diciamo sconcertato. Si una c’è stata ma dato che non ho soldi sufficienti per pagarmi un eventuale avvocato per difendermi in tribunale preferisco tenermelo per me.
Molti bloggher, la grande maggioranza di quelli che ho incontrato, scelgono l'anonimato perché, a loro dire, riescono ad essere più veri. A questo punto, partendo dal presupposto che rispetto questo tipo di scelta, emerge una mia curiosità personale forse perché ne ho fatta una opposta, ritieni questa interpretazione verosimile? Vale a dire, è possibile, attraverso la scelta di restare anonimi, fare emergere quello che si considera il lato più vero del proprio carattere a prescindere da tutto il resto che rimane avvolto nel mistero?
Sono scelte personali, io non ho molto il culto della personalità poi interpreto più il mio lavoro come servizio comunque non ho alcun problema a firmare le mie recensioni e le mie interviste con il mio nome su diversi siti letterari. Ho iniziato comunque con uno pseudonimo Shanmei con cui firmo ancora i miei racconti.
Parliamo ora del tuo lato forse meno conosciuto, la tua passione per la scrittura. Quando hai iniziato a scrivere?
Da molto ma ho iniziato a conservare cosa scrivevo solo da alcuni anni e potete trovarne un esempio sul mio blog personale http://shanmei.splinder.com.
Per te cosa significa scrivere?
Non sono una scrittrice vera e propria, di quelle che hanno il fuoco dell’ispirazione dentro, molti miei racconti sono per esempio il frutto di esercizi di stile come quando mi ero messa in testa di imitare lo stile di Raymond Chandler e mi ero messa a rivaleggiare con il compianto Robert B. Parker che sicuramente fece un lavoro molto migliore del mio.
A quale racconto sei più affezionata e perché?
A Jake, l’etate non è una stagione felice, che più di un racconto è un vero e proprio romanzo di più di 80 capitoli un omaggio al noir americano degli anni 50 e a al Grande Gatsby di Fitsgerald.
Parlami di quello che credi rappresenti al meglio la tua personalità o la parte di te che preferisci?
A dire il vero non mi amo molto, vedo in me più difetti che pregi, ma essenzialmente sono sincera cosa che mi ha creato non pochi problemi.
Cosa ti ispira maggiormente e quando preferisci scrivere?
A dire il vero non so prendo una penna e scrivo le storie nascono da sé.
Hai mai pubblicato un libro? Se si quale? Hai un romanzo nel cassetto?
Confesso di averlo fatto. Era un libro di poesie e me ne pento, innanzitutto perché era un editore a pagamento, errore che non rifarei più. Poi ho pubblicato qualche racconto e un saggio storico con una casa e
ditrice di Hong Kong. Ci hanno recensito su Panorama qualche tempo fa. Comunque sì mi piacerebbe trovare un editore che avesse voglia di credere in me e di pubblicare i miei racconti ma sono troppo prigra per essere io a cercare lui.
Un libro che ti piacerebbe scrivere?
Un libro a quattro mani con James Ellroy.
Quali libri ti piace leggere? Parlami di un libro e di un blog che ti è rimasto nel cuore.
Il paradiso per me è una stanza piena di libri. Già da bambina per farmi stare buona bastava darmi un libro da leggere. Leggo di tutto ma i mei autori preferiti sono Flannery O’Connor, Graham Green, James Joyce, Dereck Raymond, Leo Malet, James Ellroy, Carlo Lucarelli, Raymond Chandler, Francis Scott Fitgerald, James Lee Burke, Henning Mankell, Georges Simenon, e amo la poesia Paul Valery su tutti.
Dalla lettura di alcuni tuoi brani e dal nick che hai scelto per il blog nel quale li pubblichi, Shanmei, sembra emergere la tua passione per l'oriente. Cosa significa Shanmei e raccontami un po' la tua passione per il mondo orientale.
Shanmei è una parola cinese che significa “lampone” mi piace il suono e il significato. Si amo molto l’Oriente e specialmente la Cina argomento che ha occupato la mia tesi di laurea e molti saggi che ho scritto. Avrei fatto la storica in un'altra vita, forse.
I tuoi progetti i futuri e, se possibile, il tuo sogno nel cassetto.
Continuare a occuparmi di libri e farne una professione.
Descrivi un lato della tua personalità di cui ti piacerebbe parlare ai tuoi lettori.
Sono molto spiritosa ma ho un senso dell’umorismo molto acido che tendo a contenere. Mi ha fatto perdere non pochi amici.
Hai mai scritto qualcosa o vorresti scrivere qualcosa che, per pudore, non hai mai pubblicato o non pubblicheresti mai? In caso affermativo, anche restando sul vago, genere e motivi. Ti prego…
Il mio diario. Oltre a non ritenere che interessi a nessuno non lo pubblicherei mai e poi mai.
Sei soddisfatta della tua esperienza fatta fino a questo punto nel mondo dei blog? Cosa ti è piaciuto di più e in cosa la vorresti migliorare?
Vorrei diventare una brava intervistatrice ma i miei maestri sono ancora anni luce da me.
È la mia prima intervista e, molto probabilmente, l'ultima. Ti saresti immaginata altre domande? Allora, a questo punto, un classico del tuo blog, copio il mio amico virtuale Michele Ciardelli e ti dico fatti una domanda e datti una risposta.
Ti senti in debito con un certo Nicola Fabio Vitale? Risposta. Sì, enormemente.
Ti ringrazio per la tua disponibilità e per aver soddisfatto tutte o quasi le mie curiosità, un abbraccio.
Ricambio l’abbraccio e chiedo umilmente perdono ai lettori di Liberidiscrivere per aver implorato Nicola di intervistarmi e aver ceduto alla mia vanità. Prometto che da domani torneranno le interviste che tutti voi conoscete.
Benvenuto Maurizio su Liberidiscrivere. Iniziamo con le presentazioni. Descriviti ai nostri lettori. Chi sei, dove sei nato , che studi hai fatto, pregi e difetti.

Benvenuto Alfredo su Liberidiscrivere e grazie per aver accettato la mia intervista. Presentati ai nostri lettori: i tuoi studi, i tuoi viaggi, la tua città.
Benvenuta Paola, è un piacere per me ospitarti su Liberidiscrivere. Come prima cosa inizierei con le presentazioni. Descriviti ai nostri lettori, studi, abitudini, difetti, pregi. Raccontati come se fossi un personaggio dei tuoi libri.
Ciao Sacha e benvenuto su Liberidiscrivere. Partiamo con il tuo identikit, sei nato a Grosseto nel 76, fai lo scrittore, so che sei una persona con un forte senso dell’umorismo e dell’amicizia, ami i ragni, vuoi aggiungere qualcosa?
Il gioco d’azzardo per alcuni può essere una malattia, una condanna, una dannazione. Non è una attività innocente, senza conseguenze. Si può perdere tutto: la posizione, l’impresa di famiglia, la casa, gli amici, la moglie, i figli, la stima di se stessi. Oltre a questo come se non bastasse si entra in contatto con individui equivoci, pericolosi, gente che ti presta i soldi magari per poi richiederti interessi che ti scavano dentro, ti distruggono completamente. E’ quello che succede al protagonista di Carenze di Futuro edito da Zona Editrice di Roberto Saporito, un noir insolito, breve, disperato, un noir in cui i demoni interiori deformano le vite dei personaggi crocifiggendoli e lasciandoli in balia di una vita senza futuro, persa, sconfitta. Ma la sete e la fame di futuro è un’ esigenza primaria, insita nell’uomo, se non avessimo la speranza o almeno l’illusione di un domani, di una risoluzione dei nostri guai, di un ipotesi di riscatto, moriremo mummificati. In questo noir potremo dire esistenziale tutte queste sensazioni vengono analizzate, corteggiate, e non sempre è il pessimismo a farla da padrone. No, il protagonista si ribella, accetta la sua condizione di disperato, di emarginato in una società che idolatra il successo e il benessere ma inizia una fuga, dagli usurai, dalle sue responsabilità, da tutto, una fuga che lo porterà dal Piemonte nel sud della Francia a fingere di fare il custode di un residence nella stagione morta. Qui sempre braccato, solo, arrabbiato con se stesso e con il mondo avrà modo di incontrare una donna, Sophie, anch’essa sola, tormentata da un passato misterioso e senza scampo. Ma il destino non fa sconti a nessuno, rema contro, separa i due naufraghi per sempre, non lasciando spiragli e al protagonista non resta che continuare la fuga da solo e a bordo di una sgangherata bici dirigersi verso Parigi, la città della sua giovinezza, di una donna amata e perduta, un’ oasi, un miraggio o per meglio dire l’ultima occasione che gli resta per guadagnarsi una fetta di futuro. Carenze di futuro, terzo romanzo di Roberto Saporito, è un romanzo si può dire breve, immediato, tagliente come una lama, che mette addosso un’ansia sottile un desiderio di punti fermi, di certezze. Scritto alternando la prima e la terza persona ci porta ad analizzare sia da dentro che da fuori una realtà scomoda, ma nello stesso comune, quotidiana. Pregio maggiore di quest’opera è l’essenzialità, ogni parola ha un suo perché, una sua funzione, un suo operare silenzioso e terminata la lettura si resta incerti, incuriositi, in attesa forse di una possibile seconda occasione.
Ciao Nick e benvenuto su Liberidiscrivere! Parlaci un po’ di te e dell’ inizio del tuo interesse per la scrittura.
Grazie Dennis per aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te, il tuo background, i tuoi studi.
Dal 4 febbraio è in edicola per il Giallo Mondadori “Bambole pericolose”. Vuoi parlarcene?
























