:: Recensione di Carenze di Futuro di Roberto Saporito

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CARENZE_DI_FUTURO_-_copertina_solo_primaIl gioco d’azzardo per alcuni può essere una malattia, una condanna, una dannazione. Non è una attività innocente, senza conseguenze. Si può perdere tutto: la posizione, l’impresa di famiglia, la casa, gli amici, la moglie, i figli, la stima di se stessi. Oltre a questo come se non bastasse si entra in contatto con individui equivoci, pericolosi, gente che ti presta i soldi magari per poi richiederti interessi che ti scavano dentro, ti distruggono completamente. E’ quello che succede al protagonista di Carenze di Futuro edito da Zona Editrice di Roberto Saporito, un noir insolito, breve, disperato, un noir in cui i demoni interiori deformano le vite dei personaggi crocifiggendoli e lasciandoli in balia di una vita senza futuro, persa, sconfitta. Ma la sete e la fame di futuro è un’ esigenza primaria, insita nell’uomo, se non avessimo la speranza o almeno l’illusione di un domani, di una risoluzione dei nostri guai, di un ipotesi di riscatto, moriremo mummificati. In questo noir potremo dire esistenziale tutte queste sensazioni vengono analizzate, corteggiate, e non sempre è il pessimismo a farla da padrone. No, il protagonista si ribella, accetta la sua condizione di disperato, di emarginato in una società che idolatra il successo e il benessere ma inizia una fuga, dagli usurai, dalle sue responsabilità, da tutto, una fuga che lo porterà dal Piemonte nel sud della Francia a fingere di fare il custode di un residence nella stagione morta. Qui sempre braccato, solo, arrabbiato con se stesso e con il mondo avrà modo di incontrare una donna, Sophie, anch’essa sola, tormentata da un passato misterioso e senza scampo. Ma il destino non fa sconti a nessuno, rema contro, separa i due naufraghi per sempre, non lasciando spiragli e al protagonista non resta che continuare la fuga da solo e  a bordo di una sgangherata bici dirigersi verso Parigi, la città della sua giovinezza, di una donna amata e perduta, un’ oasi, un miraggio o per meglio dire l’ultima occasione che gli resta per guadagnarsi una fetta di futuro. Carenze di futuro, terzo romanzo di Roberto Saporito, è un romanzo si può dire breve, immediato, tagliente come una lama, che mette addosso un’ansia sottile un desiderio di punti fermi, di certezze. Scritto alternando la prima e la terza persona ci porta ad analizzare sia da dentro che da fuori una realtà scomoda, ma nello stesso comune, quotidiana. Pregio maggiore di quest’opera è l’essenzialità, ogni parola ha un suo perché, una sua funzione, un suo operare silenzioso e terminata la lettura si resta incerti, incuriositi, in attesa forse di una possibile seconda occasione. 

2 Risposte to “:: Recensione di Carenze di Futuro di Roberto Saporito”

  1. mariluoliva Says:

    brava Giulia, gran bella recensione!

  2. utente anonimo Says:

    Mi è venuta proprio voglia di leggerlo!

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