In questo ultimo mese non ci ha lasciati solo Gabriel Garcia Marquez, ma anche un’ altra autrice, molto amata in Francia ma nota anche in Italia, soprattutto una ventina d’anni fa, quando conobbe una notevole stagione di successo.
Regine Deforges, classe 1935, se ne è andata dopo una breve malattia, e fin dall’adolescenza aveva mostrato ribellione e anticonformismo. Negli anni Quaranta scandalizzò i benpensanti del paesino di Montmorillon per un amore proibito allora per una coetanea, da adulta lavorò come libraia e fu la prima donna in Francia a fondare una casa editrice, specializzata in romanzi erotici, beccandosi anche querele e sequestri.
Negli anni Ottanta creò un’immagine forse più tranquillizzante di sé scrivendo la saga al femminile La bicicletta blu, che racconta le avventure di una giovane donna, Lea Delmas, partigiana durante la Seconda guerra mondiale e poi cacciatrice di nazisti, trasposta una quindicina d’anni fa in tv con una giovanissima Laetitia Casta. La bicicletta blu le valse un processo per plagio da parte degli eredi di Margaret Mitchell, l’autrice di Via col vento, che vedevano troppe somiglianze tra la vicenda di Lea e quella di Rossella O’Hara: dopo varie condanne, Regine Deforges fu assolta, anche perché l’eventuale analogia era solo iniziale, poi le vicende si sviluppavano, in maniera abbastanza ovvia, diversamente.
In Italia i primi tre libri della serie, La bicicletta blu, Avenue Henri Martin 101 e Le vigne di Montillac, uscirono con molto successo negli anni Ottanta, per Rizzoli e con le copertine realizzate niente meno che da Milo Manara. Due dei libri successivi, Nero come un tango e Sulla via della seta, uscirono invece per Salani, mentre restano inediti tutti i libri successivi. Sempre della Deforges in Italia era uscito negli anni Ottanta ancora per Rizzoli Sotto il cielo di Novgorod, storia di una principessa francese che nel Medio Evo diventò regina della Russia.
Purtroppo i libri di Regine Deforges in Italia non sono più reperibili se non nel mercato dell’usato e in qualche biblioteca, e non sarebbe male che il triste evento della sua dipartita avesse come conseguenza una loro riproposta nelle librerie. In attesa, una loro ricerca e rilettura, anche se frammentaria, può dare non poche soddisfazioni.
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:: Regine Deforges (1935-2014) a cura di Elena Romanello
28 aprile 2014:: Luigi Bernardi (1953 – 2013)
17 ottobre 2013
Nell’anniversario della morte di Luigi Bernardi avvenuta il 16 ottobre 2013 ripropongo queste mie parole ancora oggi attuali.
Si è spento ieri nella sua Bologna, Luigi Bernardi.
Se frequentate il mio blog, avrete letto mie recensioni dei suoi libri.
Era un grande scrittore. Attento, intelligente, severo, essenzialmente con se stesso, generoso e sincero.
Una bella persona.
Forse in vita non ha ottenuto il successo letterario che avrebbe meritato, ma penso che in realtà non era il successo quello che cercava. Ogni suo commento, ogni suo giudizio non era mai superfluo, inutile, aveva il dono di “vedere” oltre le cose e dentro le persone. Non a caso molti scrittori devono a lui la possibilità di fare il mestiere che fanno. Più che vedere riconosciuto il suo talento, voleva che fosse riconosciuto quello degli altri.
E la sua ironia, la sua sferzante sincerità, il suo amaro disincanto, ne facevano una persona rara, infinitamente necessaria in questo nostro mondo editoriale e non solo.
E’ stato un editore, un traduttore, un appassionato di fumetti, un talent scout, e uno scrittore e resterà un amico, per molti. Perché aveva il dono di farti sentire suo amico anche se solo l’avevi incrociato a qualche fiera o presentazione, o avevi scambiato con lui qualche mail.
Per chi non l’ avesse conosciuto di persona restano i suoi libri, e il suo blog sul Fatto Quotidiano, qualche post in cui ci parlava di sé, della sua vita che purtroppo non vedremo mai raccontata in una sua autobiografia. Il progetto c’era, ma non ha fatto in tempo. E di cose da insegnarci ne avrebbe avute ancora tante.
Ora non c’è più, mancherà a molti. E i morti vanno lasciati in pace.
Questo è il mio ultimo addio a Luigi, o più che altro un arrivederci. Presto o tardi tutti passeremo oltre. Il difficile è spendere al meglio il tempo che ci resta.
:: R.I.P. Ray Bradbury
6 giugno 2012Addio Stu
11 ottobre 2009Con tristezza apprendiamo della morte di Stuart M. Kaminsky avvenuta venerdì 9 Ottobre. Un autore che ci mancherà e avremmo tanto voluto intervistare. Porgiamo le condoglianze ai familiari e ci uniamo al dolore dei tantissimi amici che Stu aveva sparsi per tutto il mondo. Era una persona davvero gentile e divertente, sempre disponibile e in grado di trasmettere autentica passione per il lavoro che faceva. Personalmente il personaggio di Porfiry Petrovich Rostnikov resterà sempre vivo nella mia memoria.



























