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:: Visioni di cinema: Grosso guaio a Chinatown di John Carpenter

4 luglio 2026

Parodia caciarona di tutti gli action movie statunitensi con eroe nerboruto alla Silvester Stallone o alla Arnold Schwarzenegger, anche se Kurt Russell (il “quasi” protagonista Jack Burton) per tutto il film si è ispirato burlescamente agli eroi portati sullo schermo dal mitico John Wayne e John Carpenter inizialmente pure ne voleva fare un western, (chissà che film meraviglioso sarebbe stato), Grosso guaio a Chinatown (Big Trouble in Little China, 1986) di cui quest’anno cade il quarantennale, è uno di quei film che hanno fatto la storia del cinema e sono diventati cult dopo un (quasi) flop al botteghino. A dimostrare che non sempre si è compresi dai propri contemporanei e se vogliamo il successo arriva dopo, ed è a volte spropositato. Non che non sia un film fantastico, ma non fu prodotto per diventare una colonna portante del cinema d’azione, si un bel budget ci fu, ma non così tanto come ci si aspetterebbe.  

Qui, genialata di Carpenter, l’eroe è un cinese Wang Ci (Dennis Dun), che salva capra e cavoli, a cui rapiscono la fidanzata che ha la sfortuna di avere gli occhi verdi, cosa che serve a uno stregone dannato per rompere la maledizione che lo perseguita, ma alt fermo immagine tornate indietro e rileggete ciò che ho scritto. Non so voi dove eravate negli anni 80, o anche prima, nel cinema hollywoodiano classico e meno classico, i cinesi, o gli asiatici tutti per meglio dire facevano i camerieri o erano tradizionalmente i cattivi della storia, il nemico atavico, il pericolo giallo.

Al massimo leggetevi “Tutte le indagini di Charlie Chan” di Earl Derr Biggers in cui Il protagonista è un brillante ispettore di polizia di origini cinesi, noto per il suo ingegno, i proverbi e il metodo deduttivo basato su sette virtù (cortesia, umorismo, pazienza, lentezza, rassegnazione, umiltà e prudenza). E correlati film. Ma insomma un cinese eroe di un film d’azione hollywoodiano non si era mai visto. E questo se vogliamo fu il motivo principale perché subito non fu accolto, e il pubblico si trovò sconcertato e un po’ offeso. Non che Kurt Russell interpreti una parte di un americano scemo e disprezzabile, anzi precorre i tempi è amico di Wang Ci, lo aiuta per quanto può travestendosi anche da cliente di bordello, (dai in quelle scene con gli occhiali fa ridere da matti) a liberale la sua bella prigioniera del cattivissimo David Lo Pan (James Hong), ma non è l’eroe, anzi quando infuria la battaglia finale spara al soffitto e gli cadono i cocci in testa e crolla K.O, strappando una risata al pubblico.

È insomma un personaggio buffo, anche tenero, un finto duro dal cuore d’oro. Un buono certo ma non un eroe classico che sgomina da solo tutti i malvagi. Qui gli eroi sono altri, Wang Ci innanzitutto, Egg Shen (Victor Wong) il mago buono con forze magiche comparabili a quelle del cattivissimo Lo Pan, pure una donna la bella Gracie Law (Kim Cattrall). Meriterebbe un saggio questo film, e non è detto che non lo scriverò, per ora vi basti sapere che è un film adatto a tutti, anche ai bambini, coniuga azione, avventura, commedia, arti marziali, un po’ di horror, magia taoista e leggende cinesi che ispirarono la materia tutta inventata della narrazione. Se vogliamo è più un omaggio al cinema fantasy di Hong Kong i cui echi proprio in quegli anni stavano arrivando in occidente. Manca Jackie Chan, se lo contattarono o no per il film non so, ma per fare il suo ingresso a Hollywood dobbiamo aspettare Rush Hour nel 1998.

Una curiosità: ha 97 anni ma è vivo e vegeto James Hong, il terribile David Lo Pan. Buona visione!