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:: La vicevita. Treni e viaggi in treno di Valerio Magrelli (Einaudi 2019) a cura di Nicola Vacca

5 giugno 2019

cop magrelliLa vicevita. Treni e viaggi in treno è un piccolo e prezioso libro scritto da Valerio Magrelli, uno dei pochi poeti italiani contemporanei che vale la pena leggere.
Prose e frammenti in cui lo scrittore romano si cimenta con il tema del viaggio, in mondo particolare con quello lento e contemplativo che si fa utilizzando il treno.

«Chi sta in treno, è segno che vuole andare da qualche parte. Il suo scopo, cioè risiede altrove. È ciò che chiamerei: la vicevita».

La vicevita, scrive Magrelli nella nota introduttiva, allude al tempo morto dell’attesa, un tempo morto che le sue parole provando a rianimare annotando sul suo personale diario quotidiano di viaggio in treno impressioni e osservazioni per disegnare la mappa di un’antropologia culturale e umana dell’essere in movimento tramite le rotaie dell’esistenza.
Magrelli parla dei suoi viaggi in treno, delle persone che incontra, scrive una piccola enciclopedia del mettersi in viaggio.
Racconti brevi, anzi brevissimi, in cui l’uomo e il poeta si mettono a nudo raccontando le esperienze autobiografiche di una vita che corre sulle rotaie.
Il treno è una chiusura lampo che fila sui binari. Ma è anche il luogo dove accade tutto o non accade niente, dove il viaggiatore scopre a proprie spese che le coincidenze non servono a nulla.
Tra cuccette, stazioni, errori di destinazione, freni d’allarme tirati, Magrelli disegna una stravagante geografia del viaggio in treno. La sua vice – autobiografia di viaggiatore e di uomo che osserva la commedia dantesca di tutti i giorni, condividendo la sorte con gli altri che come lui si sono messi in cammino per andare.

«In effetti, tutti noi continuiamo a viaggiare come se, da un momento all’altro dovessimo venire deportati».

La nostra condizione umana è il tema fondamentale degli appunti di viaggio in treno di Valerio Magrelli.

«Ma come si fa a viaggiare in treno? Da quando ho letto che le pupille si strappano, si scollano, si sfilacciano, a forza di guardare troppo dal finestrino, per me è diventa un inferno».

Anche il treno è un condominio di carne e Magrelli quando scrive non smette di ascoltare il suo cuore di poeta.
Queste prose si illuminano di lampi di poesia: il viaggio in treno è la vita che va, è la vita che viene. Ma soprattutto è la vita che accade.

Valerio Magrelli, nato a Roma nel 1957, è scrittore, traduttore e professore ordinario di Letteratura francese all’Università Roma Tre. Ha pubblicato Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980), Nature e venature (Mondadori, 1987), Esercizi di tipologia (Mondadori, 1992). Le tre raccolte, arricchite da versi successivi, sono poi confluite nel volume Poesie (1980-1992) e altre poesie (Einaudi 1996). Sempre per Einaudi sono usciti Didascalie per la lettura di un giornale (1999), Disturbi del sistema binario (2006) e Il commissario Magrelli (2018). Fra i suoi lavori critici, Profilo del dada (Lucarini 1990, Laterza 2006), La casa del pensiero. Introduzione all’opera di Joseph Joubert (Pacini 1995, 2006), Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell’opera di Paul Valéry (Einaudi 2002, L’Harmattan 2005) e Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire (Laterza 2010). Ha diretto per Einaudi la serie trilingue della collana «Scrittori tradotti da scrittori». Tra i suoi lavori in prosa: Nel condominio di carne (Einaudi 2003), La vicevita. Treni e viaggi in treno (Laterza 2009), Addio al calcio (Einaudi 2010), Il Sessantotto realizzato da Mediaset (Einaudi 2011), Geologia di un padre (Einaudi 2013), La vicevita (Einaudi 2019) e Sopruso: istruzioni per l’uso (Einaudi 2019). È fra gli autori di Scena padre (Einaudi 2013). Ha pubblicato per Einaudi anche due raccolte di poesie: Il sangue amaro (2014) e Le cavie (2018). Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Collabora alle pagine culturali di «Repubblica» e tiene una rubrica sul blog il Reportage.

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Si ringrazia l’Ufficio Stampa.