
In occasione dell’uscita del volume fotografico Pride (Scripta Maneant) intervistiamo uno degli autori dei quattro contributi scritti, Emiliano Reali, e segnaliamo che la Happy Productions ha acquistato i diritti cinematografici del suo romanzo di maggior successo “Bambi. Storia di una metamorfosi” e il Ministero della Cultura ha di recente stanziato un contributo economico per lo sviluppo del film, la cui regia verrà affidata a Mario Sesti.
Benvenuto Emiliano su Liberi di scrivere e grazie di aver accettato questa nuova intervista. E’ in uscita, nei primi giorni di giugno, il volume fotografico bilingue Pride (Scripta Maneant) di cui sei autore assieme a Silvia Ranfagni. Ce ne vuoi parlare?
E’ un progetto meraviglioso e sono stato molto felice quando mi hanno chiesto di parteciparvi. Pride è un volume fotografico che ripercorre momenti significativi e pregnanti del movimento LGBT+ e delle sue rivendicazioni dai moti di Stonewall a oggi.
Oltre alle foto ci sono anche quattro contribuiti scritti, di cui uno tuo dedicato alla tua mamma. E’ un contributo sofferto ma nello stesso tempo molto gioioso, allegro. Tua mamma era una mamma molto combattiva e tenera, quali sono i valori che ti ha trasmesso, quale è il più grande insegnamento che ti ha dato?
Lei mi ha amato, mi ha fatto sentire che quel bene lo meritavo a prescindere dalle mie imperfezioni o dagli errori che commettevo. Mi ha messo davanti a ogni altra cosa. E’ stato un esempio di ciò che davvero significhi amare.
Dignità, gioia, allegria, rispetto, amore, perché pensi che in un mondo ancora segnato da odio, divisioni, guerre, che sono i veri scandali che ci dovrebbero turbare e rattristare, ancora si giudichino i sentimenti, l’amore. Ognuno non dovrebbe essere libero di esprimere se stesso secondo la sua sensibilità?
E’ un momento storico molto difficile, si sta cercando di riportarci indietro, tentando di intaccare anche i diritti che sembravano ormai acquisiti. Siamo molto lontani da una società inclusiva e dobbiamo tenere la guardia alta rispetto ai rigurgiti fascisti che arrivano sempre più frequentemente.
Ho letto il pezzo dedicato a tua madre e mi ha colpito il fatto che morendo non ha pensato a se stessa ma a te, che avrebbe voluto lasciarti con qualcuno che ti amava e si sarebbe preso cura di te. Non pensi sia una delle forme più alte d’amore?
Accipicchia, non volendo, con la risposta precedente ho bruciato questa domanda! Comunque lei non è morta, è libera.
Parlami del libro, come avete raccolto le foto? Chi sono i fotografi che hanno contribuito? Di chi sono gli altri contributi scritti? Essendo bilingue è destinato anche al mercato estero?
Le immagini non hanno lingua, in più il fatto che le parti scritte del volume siano anche in inglese ne sottolinea la natura internazionale. Questo lo si evince anche dai firmatari dei vari contributi. Infatti oltre me e Silvia Ranfagni (autrice insieme a Giovanni Piperno del podcast “Corpi Liberi”) ci sono personalità incredibili. Shrouk El-Attar, attivista per i diritti dei rifugiati LGBTQIA+ nel Regno Unito, dove vive come rifugiata dal 2007, e per i diritti della comunità queer nel suo Paese natale, l’Egitto. Nel 2018 la BBC l’ha inserita tra le 100 donne più influenti del mondo. Sue Sanders, professore emerito dell’Harvey Milk Institute. Attivista per i diritti LGBTQIA+, co-presidente di “Schools Out” per l’uguaglianza delle persone LGBTQIA+ nel sistema scolastico. Il suo impegno concreto è stato riconosciuto con l’assegnazione di numerosi e prestigiosi premi. Non essendomi occupato della raccolta foto ho chiesto alla responsabile di redazione Asia Graziano di cui riporto le parole: “Per la raccolta immagini, vista la natura del volume, ci siamo affidati alla collaborazione con diversi archivi internazionali, per ottenere una documentazione il più variegata possibile, come AGF, Alamy e GettyImages. Più che per fotografi, ci siamo resi conto, per questo progetto editoriale specifico, di dover ricercare per territori: spesso infatti le fotografie dei Pride sono realizzate da giornalisti locali o da partecipanti alla parata stessa. In questo modo siamo riusciti a selezionare interessanti e autentiche testimonianze da ogni continente del mondo. Purtroppo, seppur preziosa, la collaborazione con le diverse associazioni e i circoli LGBTQIA+ nazionali e internazionali, non ha portato alla pubblicazione di materiale fotografico da loro direttamente fornito, perché non incontrava i criteri di alta risoluzione necessari ai fini di una stampa qualitativamente fruibile. I contatti con le associazioni, sono stati comunque vitali nella realizzazione del progetto, sia per l’individuazione delle figure internazionali di rilevanza cui affidare il racconto testuale dei Pride, che per l’attività di divulgazione e promozione del volume”.
Grazie Emiliano della disponibilità e in attesa di sfogliare questo libro, puoi parlarci dei tuoi progetti futuri?
Sono impegnato felicemente con un progetto che più che ‘futuro’ definirei ‘imminente’. Stiamo scrivendo la sceneggiatura per il film tratto dal mio “Bambi. Storia di una metamorfosi” ed è un’emozione che brilla come il cristallo, un progetto che si è fatto largo con forza e che oramai cammina spedito.
Vi raccolgo i brevi profili degli autori del libro:
Emiliano Reali
si occupa da sempre di diri civili e inclusione, autore di libri per ragazzi ulizza anche nelle scuole, ha dato vita alla prima trilogia transgender d’Italia “Bambi. Storia di una metamorfosi” (Avagliano). Dopo la vendita dei diri cinematografici e un finanziamento del Ministero della Cultura, è in lavorazione il film trao dal suddeo romanzo.
Reali ha collaborato alla realizzazione della serie “Refuge LGBT” (Lucky Red), del testo universitario “Manuale di studi LGBTQIA” (UTET) e scrive per Il Mattino, HuffPost , Il Riformista.
Silvia Ranfagni
assistente alla regia per Bernardo Bertolucci e Giuseppe Tornatore, sceneggiatrice per Carlo Verdone, Ferzan Ozpetek e Lamberto Bava, candidata al David di Donatello con “Il mio miglior nemico” (2006) e “La Dea Fortuna” (2020). Docente di Scriura Creava e Sceneggiatura presso la Rome University of Fine Arts (2017-2019). Con Giovanni Piperno, è autrice del Podcast “Corpi liberi”, che racconta la storia di Mark, Alex e Silvia: una persona trans, una non binaria e una madre spiazzata in cerca di risposte.
Shrouk El-Attar
attivista per i diritti dei rifugiati LGBTQIA+ nel Regno Unito, dove vive come rifugiata dal 2007, e per i diritti della comunità queer nel suo Paese natale, l’Egitto. Si esibisce nello speacolo “Dancing Queer” per raccogliere fondi per le spese di difesa legale delle persone LGBTQIA+ in Egitto.
Nel 2018 è stata inserita dalla BBC tra le 100 donne più influenti del mondo.
Sue Sanders
Professore emerito dell’Harvey Milk Instute.
Avista per i diri LGBTQIA+, co-presidente di “Schools Out” per l’uguaglianza delle persone LGBTQIA+ nel sistema scolasco. Il suo impegno concreto è stato riconosciuto con l’assegnazione di numerosi premi importanti, tra cui il Crown Prosecution Award for Equality and Diversity (2012). Nello stesso anno ha ricevuto un encomio dal Metropolitan Police Service per la sua avità nel MPS LGBT Advisory Group, che ha contribuito al miglioramento dei servizi di polizia per la comunità LGBTQIA+ inglese. Nel 2014 è stata candidata per il premio alla carriera nell’ambito dei Naonal Diversity Awards. Nel 2019 le è stato conferito il premio alla carriera dal Rainbow Honours Board e nel 2024 ha ricevuto il premio alla carriera dal Naonal Educaon Union.

Buongiorno Emiliano, benvenuto su Liberi di scrivere e grazie di aver accettato questa intervista. Scrittore, blogger, giornalista. Parlaci di te, che studi hai fatto, che ricordi hai della tua infanzia?























