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:: Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche, Paolo Borgognone, (Zambon Editore, 2015)

17 marzo 2015

BoVorrei iniziare questa recensione partendo da una premessa: non è necessario condividere o abbracciare acriticamente le tesi di un autore per leggere un suo testo. Sembra sciocco dirlo, ma non è un’ovvietà come può a prima vista sembrare, e se mi seguirete capirete il perchè. “Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche” di Paolo Borgognone, Zambon Editore, è un testo fortemente schierato, filorusso, e dichiaratamente critico dell’appoccio statunitense quando si tratta di relazioni internazionali. Se agli americani non dà dei nazisti poco ci manca, (Giulietto Chiesa nella sua prefazione lo fa piuttosto apertamente citando Brecht).
Comunque le idee non attaccano la lebbra, non corrompono, non inquinano le menti, (a fare il lavaggio del cervello già ci pensa egregiamente la tv, e il testo è piuttosto critico con la società dello spettacolo occidentale di debordiana memoria) bisogna unicamente avere gli strumenti adatti per interpretarle, classificarle, ordinarle. Insomma, non diventerete tutti filorussi e dichiaratamente putiniani leggendo questo libro, ma avrete l’accesso a una quantità di informazioni, ampiamente documentate tra l’altro, che vi aiuteranno a farvi un’idea del mondo e della storia, e soprattutto vi aiuteranno ad avere un approccio critico della realtà, qualsiasi ideologia seguite (anche l’agnosticismo di Carrére può essere una scelta).
I fatti, e solo i fatti sono il collante dell’opera, le conclusioni e le tesi argomentate che seguono possono essere accolte favorevolmente, contestate o rigettate in toto, ma tuttavia creano un dibattito critico che a mio avviso è necessario se non indispensabile nel mondo contemporaneo.
Di cosa parla questo libro? Be’ il titolo è chiarificatore, Capire la Russia ha l’ambizione di capire un paese-continente, metà Europa metà Asia, o meglio di capire le sue dinamiche politiche e sociali, partendo dalla sua storia recente, e per farlo non si limita a proporre teorie, ma presenta fatti, fa nomi, indica date, crea collegamenti che ai più potrebbero sfuggire.
Direte voi: è per un pubblico di lettori specialistico. In parte, ma non del tutto. Non è solo per addetti ai lavori. I concetti guida sono semplici e immediati, lo stile discorsivo, è sì un testo politologico, ma si presta a diversi piani di lettura. Non è indispensabile conoscere l’opera omnia di Fukuyama o Samuel P. Huntington (tra l’altro ex direttore degli Studi strategici e internazionali di Harvard) per dire, due autori statunitensi citati spesso, per avvicinarcisi, dopo aver superato l’ostacolo principale, ovvero non essere spaventati davanti della mole del testo.
I pro e i contro. Di Capire la Russia ho apprezzato grandemente il metodo di studio (scientifico), la passione dello studioso che fortemente crede in ciò che argomenta e soprattutto la vastità del materiale disponibile, raccolto in anni e anni di studio. La vastità delle informazioni (e la preparazione dell’autore) è davvero enorme, considerate 670 pagine fitte di rimandi bibliografici, citazioni di interviste, link ad articoli del web. Insomma leggere questo testo è piuttosto impegnativo, ma premia con discreta generosità. L’autore certo presenta ciò in cui crede senza cedimenti, c’è poco margine per il dubbio (linea guida che ha invece da sempre guidato i miei studi) ma è piuttosto incoraggiante per far luce in una materia magmatica e in continuo movimento. Cosa penso io della situazione Russia non è oggetto di questa recensione (grazie a Dio direte voi), mi limito a indicarvi alcune vie interpretative, per non perdersi nella grande quantità di informazioni (che se è apprezzabile, almeno per me) capisco che possa essere dispersivo per altri.
In conclusione, la politologia, dopo tutto, è una scienza a dir poco interessante, e se anche avrò con questa mia recensione avvicinato o per lo meno incuriosito, qualche lettore che guarda la tv e si chiede come è possibile che sia successo in Ucraina quello che è successo, avrò fatto un buon lavoro.

Paolo Borgognone (1981), astigiano, si è laureato in Storia all’Università degli Studi di Torino nel 2008. Fa parte del Comitato Scientifico del Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia (www.civg.it). Per la casa editrice Zambon ha pubblicato “Il fallimento della sinistra “radicale” e, nel 2013, una trilogia sul tema della disinformazione strategica, dedicata rispettivamente ai casi latinoamericano, eurasiatico-mediorientale e italiano. Capire la Russsia è in corso di traduzione in tedesco.