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:: “Meno male che non siamo nati Lui” (2018) di Angelo Zabaglio feat. Andrea Coffami. A cura di Daniela Distefano

16 ottobre 2018

ANGELO ZABAGLIO- Meno male che...Delirante litteram

Mare in tilt e prendi la scossa se ti bagni
stacca la spina di pesce prima di mangiare
devi nuotare per almeno tre ore altrimenti ti strozzi.
Titoli sballati per film doppiati peggio
peggio per te che armeggi nella pirateria
assolata in casa della prateria di pianto.
Delirante litteram
in rami e teli.
Tenda da campeggio per lei che si asciuga.
Pioggia fredda in estate torrida
corrida di toro sanguinante litteram.
Delirante litteram
in lite a rate.
Ante socchiuse che sbattono senza certezza
noi che balconi o terrazzi
o finestra pericolante litteram.

“Anarchico e corrosivo outsider”. E’ così che Angelo Zabaglio (alias Andrea Coffami e viceversa) è stato definito sulla scorta delle sue recenti pubblicazioni. Ed è una definizione esatta, anche alla luce di queste poesie che rivelano uno stato d’ animo sul bordo della ribellione; quasi impiastricciate di parole sudicie e insieme sfolgoranti. Il libro si avvale delle illustrazioni di Liz Castelletti e reca come titolo della prima poesia “Carboni senza Luca”, un vero e proprio manifesto della sua aguzza poetica.

Da dove

…Io sono uno scherzo di mestiere culturale,
rido di gioviali correzioni editoriali.
Fortunatamente ho cromosomi di
un anarchico suicida.
Con la stima sotto i piedi e la speranza
che mi aiuta.

Si tratta di una maniera in cui si percepisce l’autore, che di lirico mantiene l’ossatura di versi non precipitosi.
L’amore è qualcosa che difficilmente eleva. Si dipana l’ossessione del sesso che compensa questa granata di emozioni.

Cerchi in testa

Cerchiamoci a mo’ di amo
rompiamoci a mo’ di noci
strizziamoci a mo’ di mocio
baciamoci a mo’ di baco che ha sete.

Nella altre poesie di questa silloge – autoprodotta, ed è giusto precisarlo – ricorrono temi che forse tabù non sono più. Ma è fresca l’inventiva di associarli ad una lingua vivace, veloce, a volte torbida però sincera, fruttifera di associazioni mentali, rigorosa per l’affettazione giudiziosamente evitata.
I miti dei nostri giorni, le parole che rimbombano nel cervello per via degli stimoli pubblicitari, per via del moto elettronico della nostra ottusa comunicazione, sono serviti con la sagacia del demolitore.
Al macero l’idea stessa di vivere, di vederci topi microscopici che ruotano ciclicamente, che non hanno tempo per fissare sulla carta quello che più conta davvero nella vita, cioè la vita stessa per volare “liberi come un tozzo di pane”.
Meno male non siamo nati Lui” è una prova di come galleggiare tra gli impulsi esterni e il bisogno interiore di un canale, di una via d’uscita per gridare col megafono che, se esistiamo, un cammino potremmo sempre farlo tra le rocce del grottesco, le pietre della dissacrazione, le nuvole dei pensieri marci.

Angelo Zabaglio è nato a Latina. Dopo variegate esperienze lavorative, è approdato nel cosmo letterario pubblicando le raccolte poetiche “Ne prendo atto” (2013); “Serio f’aceto” (2012); il saggio umoristico “Sovvertire il cinema”(2010); la raccolta di racconti “Lavorare stronca” (2008) e la raccolta di poesie “Non tutti i dubbi sono di plastica” (2007). Nel 2016, è uscito il suo libro “L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire”, edito da Gorilla Sapiens Edizioni.

Source: libro inviato al recensore dall’autore.

:: L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire di Angelo Zabaglio aka Andrea Coffami (e viceversa) (Gorilla Sapiens Edizioni 2016) a cura di Daniela Distefano

19 marzo 2018
Angelo Zabaglio

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Il giocattolaio matto, Oggetti smarriti, La coppia perfetta, Io sono superman, Crash, E’ quasi magia Johnny, Il perdente, Pigiami scandalosi, Pubblicità occulta, Il brodo Star, Dormiamoci sopra, La buona volontà, Il problema igienico, Offerta speciale etc…

Sono solo alcuni dei racconti flash che compongono il volume “L’interpretazione dei sogni di Freud Astaire” (Gorilla Sapiens) di Angelo Zabaglio – (in arte Andrea Coffami), scrittore, musicista e performer di Latina – una raccolta che per gli argomenti trattati e il linguaggio utilizzato è consigliata a un pubblico insensibile. Si tratta di brevi storie surreali ed esilaranti, umoristiche, amare, gravitanti su un universo di stranezze, pulsioni e trasgressioni dall’ordinario. Lo scrittore ci porge un immaginario bizzarro e grottesco, non ci sono censure, solo il filtro di uno sguardo naïve. A definire lo stile pop di quest’opera contribuiscono il pastiche linguistico di dialetti, gerghi e stile colloquiale e i frequenti riferimenti alla cultura televisiva e cinematografica. Non c’è un filo conduttore che lega questi brandelli della mente, si segue lo sviluppo della stucchevolezza. L’eccesso, l’ironia spinta, lo sboccato stile dell’irriverenza non è un genere nuovo, ma vecchio quanto il sole. Già i latini si trastullavano con le sfacciataggini del riso tra i denti. Oggi la verve letteraria del comico pensante raggiunge livelli di parossismo per catturare le orecchie e gli occhi dei lettori più impressionabili. Questo libro vuole essere un ulteriore declinazione della provocazione, un pugno nello stomaco e un disegno a volte spinto. Ma è l’effetto voluto dalla scrittore, tutto fa parte del copione. Sfogliando le pagine ci si abitua a ricacciare indietro lo sberleffo, ed è allora che si rivela la natura di questi pensieri, di questi scorci, di questo scorrere della vita guardandola da un albero. Come quello del “Barone rampante”. Si sta bene lì in alto, si vedono tutte le piccolezze umane, tutte le impudicizie dello spirito. Non c’è però moralità, non c’è condanna, c’è solo umanità, quella che a volte manca anche negli esseri più eccelsi, e fluisce invece tra i reietti del mondo.

Chi è Angelo Zabaglio?
“Angelo Zabaglio è nato e già questo potrebbe bastare, ma andiamo oltre… Angelo vendeva i suoi libri per strada e se ne vanta ancora (ora è passato ai marciapiedi). Per un periodo si è esibito nelle metropolitane dove ha fatto amicizia con un sacco di zingari e zingare libere. Angelo è un ragazzo di una simpatia unica al mondo (e di questo siamo tutti grati al Signore). Un giorno decise di suicidarsi ma lasciò perdere. Angelo si drogava pesantemente per sentirsi un vero giovane. Angelo ama la musica e da circa una decina di anni collabora con l’artistoide Vertigo che gli remixa le sue poesie miscelandole con dei suoni elettronici che crea campionando lavori altrui. Le musiche di Vertigo sono scaricabili gratuitamente in rete. Il discorso legato al rap però continua sempre, nei testi dello zabaglione c’è sempre una gradevole sonorità che ricorda la musicalità legata al mondo hip hop. Quando più di una persona gli disse questa cosa (quella che avete appena letto) Angelo prova a partecipare ai vari slam poetry organizzati in giro per il mondo. Qualcuno lo vince, qualcuno lo perde, qualcuno si diverte, qualcuno non ci va perché perde la coincidenza del treno. Ma Angelo è un tipo che in fondo capisce che da soli non si va da nessuna parte intraprende quindi collaborazioni artistiche e sessuali con vari artisti che pian piano conosce durante il suo peregrinare. Il gruppo al quale vuole più bene è l’Anonima Scrittori di Latina, prende poi parte al progetto Folli Tra Fogli di Milano e inizia una bella collaborazione con il maestro esimio compositore illustrissimo Marco Russo. Con il Marco Russo incide il cd Pene che uscirà in allegato gratuito sulla rivista Underground Press (Nicola Pesce Editore). Suoi testi e testicoli sono apparsi sulle riviste Toilet, Underground Press eccetera eccetera. Ha pubblicato pure qualcosa tipo una raccolta di racconti denominata Storie brutali (Ed. Il Foglio) seguito poi dal romanzo breve Ed ora cominciamo (Prospettiva Editrice), dalla raccolta poetica Non tutti i dubbi sono di plastica (Arcipelago Edizione) ed infine dalla raccolta di racconti Lavorare stronca (Casa Editrice Tespi). Ma Angelo non vuole farsi mancare niente e allora entra in redazione del programma Camera car (Mithril Production) e intanto scrive pure per il cinema (o cimena) dai cortometraggi ai video/arte fino alla stesura a più mani del lungometraggio I write (in post-produzione). Poi lo chiamano a fare l’ispettore “Gadget” di produzione per il lungometraggio “Colpevole” di Vincenzo De Carolis e si mette a fare l’assistente alla regia per la commedia “Almeno speriamo che sia domenica”. Di notte, dopo le due ore di prostituzione sulla Salaria, lavora alla stesura di una nuova silloge poetica (in realtà il libro è finito ma non riesce a trovare il titolo giusto); tenta di ultimare con Vertigo il cd “Maniscalco” e scrive sceneggiature che non verranno mai realizzate. Nel tempo libero fuma, ripensa alle cose belle della vita, parla con i suoi amici immaginari… Angelo Zabaglio è affetto da personalità multiple ed ogni personalità ha un suo nome e cognome: Andrea Coffami, Marisa Schifani, Giuseppe Lotrito e Pino Malosi. Ultimamente si firma come Angelo Zabarzotto”.

Source: Libro inviato dall’Editore al recensore. Ringraziamo l’Ufficio stampa di Gorilla Sapiens Edizioni.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.