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:: Il movimento delle foglie di Tom Drury (NN Editore 2019) a cura di Fabio Orrico

12 settembre 2019
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Dopo la bellissima trilogia di Grouse County Tom Drury continua a illuminare angoli perduti d’America con la sua prosa limpida e partecipe. Il movimento delle foglie racconta la storia di Pierre Hunter, giovane barista con qualche talento musicale (suona la batteria e il violoncello, a dimostrazione del fatto che gli abbinamenti banali non fanno per lui) e abita in una regione del Midwest chiamata Driftless Area, un luogo la cui superficie geologica è costellata di burroni, canyon e foreste. Non è un particolare secondario perché, oltre a occupare la copertina dell’edizione americana in quanto titolo originale, questa Driftless Area, con la sua geografia inospitale gioca un ruolo decisivo nella vicenda terrena di Pierre. Se dico vicenda terrena è perchè questa volta Drury tenta un affondo ulteriore. A differenza del ciclo di Grouse County, tenacemente realista, Il movimento delle foglie ci porta in territori che flirtano col sovrannaturale. Sarebbe sbagliato però, inquadrare questo romanzo, gentile ma implacabile, come una storia dai risvolti horror. A tratti, Il movimento delle foglie, mi ha richiamato alla mente il capolavoro di Frank Capra, La vita è meravigliosa, per la capacità di aprire un punto di osservazione sulla vita degli uomini partendo dalla loro morte, facendo epica di quel complesso meccanismo di più o meno meditate scelte e false piste che spesso sembra essere l’esistenza. Il movimento delle foglie inanella senza un ordine preciso pezzi della vita di Pierre Hunter, la sua storia d’amore con la bellissima ed enigmatica Stella Rosmarin e, una volta scelto il focus del racconto, si concede una deriva crime che scuote le giornate di un ragazzo qualunque come Pierre, un ragazzo nel quale identificarsi è davvero molto facile.
Prima ancora del cosa si mette in scena, in Drury diventa importantissimo il come. Scrittore tenero e anarchico, innamoratissimo dei suoi personaggi, Drury illumina il personaggio di Pierre attraverso la descrizione, di volta in volta quasi impressionistica poi più accurata, di fasi cruciali della sua vita. Si parte con l’adolescenza e il primo amore, per poi riferire di un incidente che agisce da acceleratore per il suo destino. Libro stratificato eppure di cristallina semplicità, Il movimento delle foglie è un anti-manuale di scrittura creativa, idiosincratico e poetico, nel quale Drury si prende tutto il tempo che gli serve per dire ciò che gli preme dire e dà prova di una libertà stilistica senza pari.
Abilissimo nello scolpire il carattere e la fisionomia di una personaggio con due frasi, Drury crea in quest’ultimo romanzo un’altra memorabile galleria di tipi. Non solo Pierre ma anche il suo antagonista Shane Hall, criminale scalcinato e senza sensi di colpa, una versione più dark del Tiny de La fine dei vandalismi, e poi il misterioso Tim Geer, sorta di deus ex machina su cui Drury mantiene un riserbo che è dei grandi narratori, quelli che per comunicare non hanno bisogno di spiegare nulla.
Nota a margine preziosa e prismatica del mondo descritto in Grouse County, Il movimento delle foglie è il segnale della spigliatezza e del coraggio di uno scrittore come Tom Drury, tra i più imprevedibili in circolazione.

TomDrury_sitoTom Drury (Iowa 1956) è uno scrittore americano che ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui la fellowship della Fondazione Guggenheim. Dopo aver insegnato nelle università americane, attualmente vive e insegna a Berlino. La fine dei vandalismi, il suo primo romanzo, è uscito negli Stati Uniti nel 1994 ed è stato subito acclamato come miglior libro dell’anno dalle maggiori testate americane.
Uscito a puntate sul New Yorker, ha ricevuto il premio come Notable Book dell’Ala, l’associazione delle biblioteche americane.
NN Editore ha pubblicato anche gli altri due volumi della trilogia ambientata a Grouse County: A caccia nei sogni e Pacifico; nel corso dei prossimi anni pubblicherà la sua intera opera.

Source: libro inviato dall’ editore al recensore. Ringraziamo Francesca Rodella ufficio stampa dedicato.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.