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:: Recensione di L’occhio indiscreto di George Harmon Coxe (Polillo Editore 2011) a cura di Giulietta Iannone

28 dicembre 2011

L’occhio indiscreto (Murder with Pictures, 1935), opera prima dello scrittore americano George Harmon Coxe, (che introdusse il personaggio del fotoreporter Kent Murdock, per oscuri motivi ancora inedita in Italia), è da poco uscita nella collana I Mastini n° 10 della Polillo, con traduzione di Francesca Stignani, e per gli amanti dell’ hard boiled classico fatto di donne fatali, gangster dai capelli azzimati alla grande Gastby, poliziotti duri e puri e fotoreporter con l’hobby del delitto magari per risolvere un caso e prendersi la ricompensa è una lettura senz’altro imperdibile.
Siamo a Boston, davanti alle porte di un’aula giudiziaria si accalcano i giornalisti e i fotografi dei più importanti giornali della città in attesa di sapere se il gangster Nate Girard, uno di quelli che hanno fatto i soldi al tempo del proibizionismo con il contrabbando di liquori, verrà condannato alla sedia elettrica per omicidio.
A sorpresa il verdetto è di assoluzione, grazie anche al suo avvocato Mark Redfield che per l’occasione si guadagna una parcella da cinquantamila dollari.
Per festeggiare Redfield organizza un party a casa sua e invita anche Kent Murdock fotoreporter del Courier Herald che con Girard ha qualche legame essendo il gangster l’attuale amante di sua moglie Hestor, avida ex ballerina di fila proveniente dal burlesque, dalla quale cerca di ottenere disperatamente il divorzio.
Tra gli invitati Murdock nota un’affascinante biondina vestita di blu il cui volto spicca per onestà tra quelli degli altri invitati, ma il suo tentativo di attaccare discorso con la ragazza finisce miseramente. Murdock tornando nel suo appartamento situato nello stesso stabile, nota per le scale il fratello dell’uomo ucciso presumibilmente da Nate Girard.
La mattina dopo mentre si fa la doccia, la biondina del party si nasconde nel suo appartamento un attimo prima che il tenente Bacon della Squadra Omicidi faccia irruzione e gli comunichi che Mark Redfield è stato ucciso. Murdock nasconde la ragazza e si getta a capofitto nell’indagine per guadagnare i diecimila dollari della ricompensa che gli consentiranno di divorziare da Hestor.
Ecco in breve la trama di questo romanzo decisamente gradevole e pieno di verve, con un tocco di ironico romanticismo che spinge Kent Murdock a fare la sua dichiarazione d’amore ad una stranita e divertita Joyce Archer, sorella del principale indiziato scappato con la vedova della vittima.
Mark Redfield non sarà il solo a morire in questo romanzo forse minore, ma sicuramente interessante sia per lo svolgimento della trama, per l’effervescenza dei dialoghi e per il fascino discreto del protagonista, Kent Murdock, un fotoreporter gentiluomo capace di innamorarsi, ammansire poliziotti, subire aggressioni, e risolvere delitti, accompagnato dalla sua fida macchina fotografica, dal sorriso disarmante e dalla sua incorruttibile (non si sa fino a che punto) onestà.

George Harmon Coxe (1901-1984), nato a Olean, nello stato di New York, dopo aver abbandonato gli studi trovò lavoro dapprima come boscaiolo, poi in una fabbrica di automobili. Ben presto, però, il suo amore per la scrittura lo spinse a dedicarsi al giornalismo e tra il 1922 e il 1927 collaborò con varie testate. Nel 1927 si trasferì a Cambridge, Massachusetts, dove lavorò in un’agenzia di pubblicità fino al 1932 quando decise di rimettersi a scrivere. Tre anni dopo diede alle stampe il suo primo romanzo, Murder with Pictures (L’occhio indiscreto), nel quale introdusse il suo personaggio più famoso, il fotoreporter Kent Murdock. Fu per lui l’inizio di una lunga carriera letteraria durante la quale pubblicò 63 opere, 23 delle quali con Murdock come protagonista. Dal 1936 al 1938 lavorò per la MGM come sceneggiatore. Stimato dalla critica e dai colleghi («Il più professionista dei professionisti», lo definì il noto critico e scrittore Anthony Boucher), nel 1964 fu insignito del Grand Master Award dai Mystery Writers of America, associazione della quale era stato presidente nel 1952. Il suo ultimo romanzo, No Place for Murder (Fenner: la morte mi perseguita) fu pubblicato nel 1975, nove anni prima della sua morte avvenuta a Old Lyme nel Connecticut.