
La conosciamo come la santa dei viaggiatori: la tradizione racconta che Santa Francesca vedesse chiaramente il suo angelo custode, il quale le rischiarava la strada e la guidava di notte tra i vicoli noir di Roma mentre andava ad aiutare i poveri. E poi la bilocazione: le si attribuiva il dono miracoloso di trovarsi in più luoghi nello stesso momento, una capacità di “spostamento rapido” ideale per chi viaggia. Sin qui il Manifesto della sua santità, ma questo Lume acceso in eterno per il Signore seguì nei suoi ultimi anni di vita un complesso itinerario mistico, nel corso del quale fu ricompensata da altre grazie soprannaturali dovendo però anche subire gravi e dolorosi tormenti, persecuzioni crescenti e aggressioni persino fisiche di spiriti maligni; fu gratificata da doni straordinari come visioni e profezie.
In questo prismatico volume, ci si inoltra nel viaggio che l’umanità compie alla fine della vita terrena per purificarsi dei peccati se non si è caduti nella Bolgia infernale o se non si è raggiunto il grado della perfezione in Terra per poter godere immediatamente il suolo etereo del Paradiso. Santa Francesca Romana lo ha compiuto per noi catapultandoci nel mondo della Purgazione e dell’Attesa.
L’unica differenza forte tra processo catartico terrestre e ultraterrenno riguarda la possibilità dei meriti e dei demeriti. Poiché la possibilità di scegliere è riservata solo al periodo terrestre della nostra esistenza, ne consegue che la capacità di crescere nell’amore o di aggravare lo stato personale di colpa e di pena si può espletare solo nel mondo di quaggiù e non nell’altro: “Bisogna riconoscere che il purgatorio è uno stato davvero simile a quello degli uomini santi della terra, a parte l’assoluta incapacità di meritare e di demeritare”.
Stando così le cose si può affermare che coloro che hanno deciso di trasformare l’esperienza esistenziale terrena in un purgatorio anticipato, optando coscientemente e volontariamente per una vita moralmente ordinata e inzuppata di penitenze nelle sue varie forme(digiuno, preghiera, elemosina, opere buone, pazienza nelle tribolazioni), non sono affatto persone da compiangere, ma al contrario, persone da ammirare ed emulare, in quanto hanno compreso, anche se per grazia divina, che soltanto nel cammino di purificazione, per unirsi di più a Dio, si può sperimentare la gioia più grande e autentica sulla terra. Non si tratta di poveri uomini stupidi che rinunciano a vivere, ma di persone illuminate e fortificate dalla grazia divina, per cui le cose terrene sono viste come polvere e le cose celesti come beni reali, come valori imperituri, interiormente appaganti e degni di essere amati, ricercati, e vissuti.
Il Purgatorio di Santa Francesca Romana è dominato dalla presenza degli angeli e risuona del canto dolente della preghiera penitenziale. Il tema del dolore e del tormento espiatorio abbandona ogni riferimento alla corporeità. Il Purgatorio di santa Francesca infatti è il regno della speranza e del perdono; esso è diviso in vari livelli, a loro volta raggruppati in tre regioni distinte, una Inferiore, una Mediana e una Superiore, nelle quali le pene sono commisurate in relazione alla gravità dei peccati commessi in vita. La Regione Inferiore è molto vicina all’Inferno, l’anima che è ivi posta non solo è assistita dall’angelo custode che le fu affidato dall’infusione dell’anima nel corpo, ma è costretta a sopportare oltre al castigo della fiamma mondatrice, la continua presenza del demone, che continua a tormentarla, seppur, spiritualmente, esso sia estraneo al Purgatorio.
Nei Messaggi a Medjugorje la Santissima Vergine Maria avrebbe detto ai Veggenti: “In Purgatorio ci sono tante anime e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater Ave Gloria e Credo. Ve lo raccomando! Molte anime sono in Purgatorio da molto tempo perché nessuno prega per loro. Nel Purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicino all’ Inferno mentre quelli elevati si avvicinano gradualmente al Paradiso”.
Il luogo Inferiore del Purgatorio
L’ancella di Cristo, comandata dall’obbligo di obbedienza imposto dal confessore, rivela la Visione di questo luogo di purgazione delle anime.
Ella vide infatti, all’ingresso di questo luogo delle parole scritte che così dicevano: “Questo è il Purgatorio, luogo di speranza, ove le anime qui esistenti compiono un intervallo”. Accompagnata dall’Arcangelo San Raffaele, il Divin Principe così le spiega quella enigmatica frase: “… Questo è il luogo del Purgatorio, nel quale le anime stanno a mondarsi dei loro peccati, ed è chiamato anche con l’altro nome di Luogo di Speranza…”.
Difatti, quel luogo inferiore era pieno di fuoco limpido, diversamente dal fuoco infernale che è scuro e tenebroso. Questo fuoco ha una grande fiamma rossa, che tuttavia non contempla quelle anime che sono in essa. E quindi le anime qui esistenti hanno sempre le tenebre esteriori, ma interiormente sono attinte nella misura della grazia che possiedono, perché conoscano la verità e la determinazione del tempo.
Quelle anime che in questa vita commisero gravi peccati, sono qui collocati dagli angeli che a loro furono affidati in vita affinché si purghino in quella fiamma e là rimangono in quello stesso fuoco secondo le qualità e la quantità dei peccati commessi.
Quelle anime, poi, dopo il tempo debito, uscendo da quelle pene nelle quali erano stati per lungo tempo, ascendono al secondo luogo.
Qualunque anima esistente nel fuoco del Purgatorio per qualunque peccato mortale da lei commesso deve rimanere in quello stesso luogo per sette anni, da questo tempo niente le può essere diminuito, nemmeno la più piccola parte di un’ora per elemosine fatte per loro da quelli che sono in questo mondo o orazioni e atti benefici sino a quando sia finito il predetto tempo. Nel modo in cui il Signore nostro Gesù Cristo compì 33 anni e certi mesi, così è necessario che le anime esistenti in quel luogo rimangano nel medesimo sette anni per qualunque peccato mortale. Disse anche questa umile ancella di Cristo che quelle anime esistenti nel Purgatorio, tuttavia non sono tanto tormentate nel fuoco atroce e ardente, grazie a suffragi, orazioni ed elemosine.
Inoltre le anime che stanno in quel fuoco del Purgatorio, a causa delle gravi pene che sopportano, continuamente gridano con voci pie e umili, senza fermarsi:” O Dio pio e misericordioso, misericordia, misericordia…”.
Riconoscono, infatti, che giustamente e degnamente sopportano queste sofferenze. E poiché si accontentano delle stesse pene, ricevono qualche refrigerio e qualche consolazione, sapendo che sono per venire alla Gloria Beata. In quel luogo dove si infliggevano maggiori pene stavano le anime dei sacerdoti perchè non si erano esercitati secondo la dignità ricevuta nella cura delle anime che avevano.
Il luogo Mediano del Purgatorio era suddiviso in tre luoghi abbastanza grandi, nei quali operava la divina giustizia.
Nel primo vi era un luogo pieno di ghiaccio freddissimo, il secondo era pieno di pece liquefatta mista a olio bollentissimo e con altre pene, l’altro luogo poi era quasi di alcuni metalli liquefatti, forse oro o argento (..).
Nel luogo mediano erano costituiti 38 angeli che accoglievano le anime che uscivano dal fuoco inferiore del Purgatorio e anche anime che quando erano nei corpi, non avevano commesso peccati così gravi da meritare di essere nel luogo inferiore. E questi gloriosi angeli quando accoglievano le predette anime non lo facevano con improperi, come facevano i demoni quando gettavano le anime nell’inferno, ma accoglievano le stesse con grazia e molto umanamente, trasportandole da luogo a luogo, e con grande carità. I 5 anni previsti nel luogo mediano erano abbreviati e potevano essere abbreviati per mezzo dei suffragi, orazioni ed elemosine per tutte le anime che si trovano lì. Le anime che si trovano qui non hanno visione orribile dei demoni e lodano sempre la misericordia del Signore e Gli rendono grazie.
Disse anche questa umile ancella di Cristo che i suffragi fatti dai viventi per le anime che stanno nell’inferno, né possono giovare agli stessi, né anche alle anime esistenti nel Purgatorio, ma solo risultano in utilità a quelli che li fanno.
Il luogo Superiore del Purgatorio era più luogo di quiete che di pene.
Qui stavano le anime già purificate dai peccati. Nell’acqua le stesse anime ricevevano un grandissimo refrigerio, consolazione, e letizia senza alcuna pena. Vi erano, infatti, le anime degli uomini e delle donne che in questo mondo vissero con giustizia e fecero penitenza e soddisfazione, si occuparono di sante opere e si affidarono alla Divina Volontà, ricevettero il martirio per amore di Dio, oppure erano stati da poco battezzati e non avevano commesso nessun peccato. Pertanto nessuna anima creata, per quanto in questo mondo fosse stata giusta e avesse fatto le più grandi penitenze, è libera di entrare in questo luogo, ma è necessario che prima di entrare alla Gloria beata si ponga in quell’acqua, che è purificante e mondante, eccettuate tuttavia quelle anime che furono privilegiate dal Signore nostro Gesù Cristo e dalla sua Santissima Madre.
Dopo l’immersione nell’acqua, quelle anime venivano spinte fuori e dagli angeli venivano condotte in un altro luogo nel quale c’era un certo uomo nobile e onorevole, Abramo. E sebbene Abramo stia nel coro serafico, tuttavia c’è un luogo ordinato nella vita eterna che è chiamato “seno di Abramo”.
Quando l’anima felice si trova qui, proviene da lei un certo suono melodioso di non immaginabile soavità; con la guida di questo dolcisssimo suono, ascende e passa attraverso tutti i cori inferiori ed è posta nel coro serafico, nella postazione ordinata alla stessa anima felice dalla Divina Provvidenza. E quando più ascendono ai cori superiori e alle loro postazioni,maggiori solennità e gaudi vengono loro apportati e sempre quei gaudi crescono gradatamente, pertanto, per tutti i cori angelici e in tutta quanta la patria beata si fa una letizia indicibile di tutte le anime che si avvicinano alla stessa gloria beata.
Conclusione del mio articolo
Sono convinta che anche sulla Terra si possa vivere a tratti il Paradiso, è la gioia della Gratitudine che fa correre in chiesa per inginocchiarsi e dire a Dio Grazie di quello che siamo, che abbiamo, che non meritiamo. Ma le vittime d’Amore di Gesù hanno scelto oltre la Delizia anche la Croce dell’esistenza, un percorso di purgatorio in Terra per salvare la propria e l’anima altrui.
Senz’altro una scelta coraggiosa, in fondo l’unica che possiamo intraprendere se vogliamo salire in Cielo senza passare dal fuoco della Purificazione estrema o se si rischia di dannarsi con comportamenti che nostro Signore patisce sulla Croce per amore nostro.
Viviamo un’epoca di Sodoma e Gomorra spensierata, tra guerre, pandemie, calamità naturali, eutanasia, aborto, fame, droga, e… senza più riferimenti a Dio, alla Croce, nei testi scolastici o universitari… peggio di così c’è la morte del pianeta, ci avviamo verso questo traguardo.. Ma il Signore ci ha lasciato i Vangeli, le Potenze degli Inferi non prevarranno sulla Chiesa; “IO sarò con voi fino alla fine del Mondo”, dice Gesù. Allora? Cosa temiamo ancora uomini di poca fede? Ci salveranno le scimmie da dove gli studiosi ci fanno discendere o verrà il nostro Salvatore che l’ha promesso e si è fatto uomo come noi per salvarci? Aspettiamoci il peggio, perché poi verrà il meglio, pregando tutto si attutisce, Dio Padre è un Padre Giusto ma anche infinitamente Misericordioso.

























