Posts Tagged ‘romanzo apocalittico e post-apocalittico’

:: Mi manca il Novecento – Dissipatio H.G. di Guido Morselli a cura di Nicola Vacca

9 febbraio 2018

DissipatioA Guido Morselli il mondo editoriale e culturale della sua epoca doveva tutto. Invece quel tutto glielo ha negato, lui non è riuscito a sopravvivere alla sua sensibilità e si è tolto la vita.
Morselli è un gigante della letteratura del secondo Novecento e i suoi libri dovevano essere pubblicati in vita, ma lui collezionò dagli editori una serie ininterrotta di rifiuti.
La fama postuma dimostra che questa penna straordinaria non meritava in vita disprezzo e indifferenza.
Italo Calvino, nel 1965, rifiutò la pubblicazione per Einaudi de Il Comunista. Carlo Fruttero bocciò la pubblicazione per Mondadori di Contro passato prossimo.
Dissipatio H.G. è l’ultimo romanzo scritto da Guido Morselli, ovviamente anche questo resterà inedito. Siamo nel 1973 quando Morselli non regge più l’ennesimo rifiuto editoriale e si toglie la vita. Immediatamente dopo la sua morta scoppia il caso Morselli e si parla di come sia stato possibile negare la pubblicazione a uno scrittore così complesso e importante. Le solite cose italiane. Grazie a Adelphi la sua opera finalmente vide la luce.
Dissipatio H.G. oggi continua a scavare come un tarlo nelle coscienze.
Oggi che i pericoli di estinzione del genere umano sono molto più concreti e tragicamente imminenti di ieri, il romanzo apocalittico e post-apocalittico di Giudo Morselli lo leggiamo come una profezia che lascia il segno.
L’umanità misteriosamente è scomparsa, il genere umano si è dissolto. Non è rimasto nessuno in vita sul pianeta, tranne il protagonista del romanzo di Morselli che si ritrova solo, completamente solo in un mondo che non si è saputo giocare bene le sue possibilità di sopravvivenza.
In preda alla paura, il personaggio morselliano si muove dal suo rifugio in montagna e si dirige verso la città di Crisopoli in cerca di qualche altra presenza umana.
Dissipatio H.G. è un monologo interiore in cui il sopravvissuto cerca di ipotizzare le cause di questa catastrofe che ha portato alla fine dell’umanità sul pianeta Terra.
Con cinismo e una punta amara di ironia mista alla paura, l’unico uomo sopravvissuto cammina tra le macerie del mondo estinto e su tutta questa dissipazione riflette. Ma di una cosa è convinto e non nasconde la sua crudeltà nell’affermarlo quando in merito alla fine del mondo a cui sta assistendo afferma che non esiste alcuna escatologia che non consideri la permanenza dell’uomo come essenziale alla permanenza delle cose e poi aggiunge:

« Andiamo, sapienti e presuntuosi, vi date troppa importanza. Il mondo non è mai stato così vivo, come oggi che una certa razza di bipiedi ha smesso di frequentarlo. Non è mai stato così pulito, luccicante, allegro».

Non manca mai il vetriolo nelle pagine di Giudo Morselli. In Dissipatio H.G. per fortuna ne troviamo in quantità industriale, e nemmeno un grammo è andato sprecato, visto che oggi l’Apocalisse può contare sulla complicità di tutti gli esseri umani.
«Il pericolo essenziale – l’uomo – non c’è più» commenta il sopravvissuto in uno dei suoi deliri di solitudine, quasi pensando che il mondo potrà rinascere meglio adesso che l’uomo ( che Cioran definisce il cancro della terra) sì è tolto definitivamente di mezzo.