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:: Omicidi in Cornovaglia di Rhys Bowen (Il Giallo Mondadori, 2026) a cura di Patrizia Debicke

18 agosto 2026

Ci sono romanzi nei quali il delitto arriva quasi in punta di piedi, preceduto da un’atmosfera inquieta, da una casa troppo silenziosa, da vecchie storie mai davvero sepolte. È il caso di Omicidi in Cornovaglia di Rhys Bowen, quattordicesimo appuntamento con Lady Georgiana Rannoch, protagonista della serie Royal Spyness. Un giallo in costume, elegante e piacevolmente rétro, capace di mescolare mistero, suggestioni gotiche e uno sguardo ironico sulla vita dell’alta società britannica tra le due guerre.
Georgie è appena tornata dal viaggio di nozze con Darcy O’Mara, ma la felicità coniugale deve fare i conti con le misteriose missioni governative del marito, spesso lontano per lavoro. Per una giovane donna abituata a una vita movimentata, ritrovarsi da sola nella grande casa di Eynsleigh significa precipitare nella noia. Il matrimonio, inoltre, ha modificato profondamente la sua posizione: per sposare un cattolico, ha rinunciato al proprio posto nella linea di successione al trono. Una rinuncia che, almeno in teoria, dovrebbe renderle la vita più semplice, svincolandola dal rigido protocollo di corte. Georgie  non ha problemi da affrontare a parte forse doversi  trasformare in perfetta padrona di casa, alle prese con servitù, organizzando ricevimenti con i vicini e far fronte al problema con la sua Queenie, che sa fare i dolci ma  non è in grado di mandare avanti una cucina impeccabile. Insomma dovrebbe  trovare una cuoca all’altezza. Tutte cose che l’annoiano.
Per fortuna a salvarla dalla monotonia arriva Belinda, vecchia amica, alle prese dopo la morte della nonna  con un’inattesa eredità: un vecchio cottage in Cornovaglia. La sua idea sarebbe darci un’occhiata. Georgie potrebbe  accompagnarla?  E così le due giovani partono verso la costa a bordo della nuova rombante automobile sportiva di Belinda, ma che lei deve ancora imparare a guidare. Viaggio gradevole, atmosfera allegra, quasi da commedia, destinata tuttavia a lasciare presto spazio a un’atmosfera più cupa e pesante. Il cottage, White Sails, si rivela infatti quasi inabitabile. Dopo una notte molto scomoda, in caccia di un albergo  e di un’impresa alla quale affidare indispensabili lavori di riammodernamento,  le due amiche incontrano Rose Summers, vecchia conoscenza adolescenziale di Belinda, che offre loro ospitalità a casa sua, Trewoma Hall, sontuosa residenza del marito. Pur dubbiose, data la sua cortese e pressante insistenza, accettano ma dietro l’elegante apparenza della dimora si percepisce subito qualcosa di stonato: senso di oppressione, antiche rivalità, rapporti sentimentali irrisolti e soprattutto il dominante ricordo della precedente signora Summers, Jonquil, morta dopo essere precipitata dalla sottostante scogliera. Secondo la versione ufficiale: un tragico incidente. Ma le circostanze di questo incidente si prestano a suggerire contorni sospetti.

 Trewoma Hall infatti, affacciata sulla costa isolata della Cornovaglia, con i suoi silenzi, le stanze cariche di memoria e un’atmosfera sospesa tra eleganza e minaccia, presenta tratti oscuri. È una Cornovaglia lontana dall’immagine turistica e luminosa. La brughiera, il mare, le scogliere e la solitudine del paesaggio contribuiscono poi a costruire una cornice perfetta per un mistero.
A complicare la situazione provvede Belinda. A Londra aveva avuto una breve relazione con Tony, prima che lui sposasse Rose. Rose, un tempo figlia di una governante, si trova ora nella posizione di padrona di Trewoma, ma è insicura del suo ruolo. Il marito accoglie gentilmente le ospiti, riconosce subito Belinda e insiste per mostrare loro la proprietà. Ben salda a capo delle servitù la governante Mannering esercita il proprio potere con un’efficienza quasi inquietante, ma lo zio Francis, invadente e spendaccione zio di Belinda, circola impunemente per casa mettendo ansia  e il bello ma misterioso Jago aggiungono ombre a una storia già complicata.
Poi zac il delitto. Tony viene trovato morto e tutte le apparenze indicano Belinda quale assassina. Per Georgie non è più tempo di mantenere la privilegiata veste dell’ospite: ma ancora una volta deve trasformarsi in investigatrice per sottrarre l’amica a una terribile accusa. Ragion per cui osserva, ascolta, collega dettagli, ma e soprattutto scava nel passato. E proprio il passato si rivelerà la vera scena del crimine: rancori, tradimenti, gelosie e segreti riaffioreranno uno dopo l’altro.
Rhys Bowen costruisce un giallo volutamente classico che nasce come omaggio a Rebecca di Daphne du Maurier: la grande casa dominata dal ricordo di una donna scomparsa, la nuova moglie costretta a confrontarsi con un’assenza ingombrante… Chi già conosce il romanzo potrà forse intuirne alcuni sviluppi.
Pur rappresentando un capitolo diverso rispetto ad altri episodi della serie, con una tonalità più gotica e meno brillante, Omicidi in Cornovaglia conserva comunque il suo fascino. L’umorismo è meno presente, l’ambientazione è più cupa, e Darcy rimane sullo sfondo per buona parte della vicenda.
Lo scontro conclusivo con l’assassino alza finalmente la tensione. Dopo tanta oscurità infatti , il finale offre una sensazione di sollievo e regala persino un bel sorriso dopo avere trascorso qualche ora con Georgie nel suo  mondo elegante e  fuori dal tempo.

Rhys Bowen nata nel 1941 a Bath, la famiglia materna era gallese. Ha compiuto gli studi all’Università di Londra, diplomandosi col titolo Bachelor of Arts nel 1963; a Kiel e a Friburgo in Brisgovia. Dopo aver lavorato dal 1963 al 1966 per la BBC, nel 1966 è emigrata negli Stati Uniti d’America dove ha insegnato recitazione e danza prima d’iniziare a scrivere romanzi rosa, e oltre cento per ragazzi[2]. Oggi vive e lavora San Francisco, in California[3]. Negli anni Novanta ha iniziato a scrivere romanzi mistery usando lo pseudonimo di Rhys Bowen[4] ottenendo numerosi riconoscimenti