:: Recensione di L’ultima volta che l’ho vista di Charlotte Link (Corbaccio, 2013) a cura di Giulietta Iannone

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ultima voltaL’ultima volta che l’ho vista (Im Tal des Fuchses, 2012) di Charlotte Link, traduzione dal tedesco di Alessandra Petrelli, edito da Corbaccio nella collana Top Thriller, collana dedicata agli psico- thriller, è un romanzo che consiglio senz’altro agli appassionati del genere. La fama dell’autrice, una vera e propria icona del thriller in Germania, è per una volta pienamente meritata e i suoi libri donano realmente quello che promettono: suspense, brividi, continui colpi di scena, il tutto impreziosito da una scrittura davvero ricca e piacevole, un buon approfondimento della psicologia dei personaggi, una trama complessa ma non cervellotica. Anche grazie alla traduzione della Petrelli, L’ultima volta che l’ho vista, è dunque il tipo di libro che ci accompagna nelle giornate di pioggia, e in questa primavera bizzarra non ci sono certo mancate, con una tazza di cioccolata fumante. E’ sempre letteratura di svago, ma come in questo caso quando è fatta con intelligenza e spirito, rappresenta decisamente il tipo di letteratura capace di avvicinare alla lettura anche i lettori così detti “non forti”. Sebbene tedesca Charlotte Link ha la peculiarità di ambientare i suoi thriller in Inghilterra, come questa volta in Galles, e per chi temesse la piuttosto invadente pesantezza teutonica, posso dire che questa autrice ne è piacevolmente immune. Estate del 2009. Una coppia di coniugi sta tornando in auto verso casa. Sono Matthew e Vanessa Willard. In compagnia del loro cane, Max, un bellissimo pastore tedesco dagli occhi dolci. Uno scambio divergente di opinioni, forse per stanchezza o incomprensione si trasforma in un vivace litigio, così quando la loro auto si ferma in una piazzola di sosta, Matthew si allontana con il cane lasciando la moglie sola in auto a rimuginare sul perché il marito voglia trasferirsi a Londra, costringendola a seguirlo e ad abbandonare il suo lavoro di insegnante. Passano pochi minuti e al ritorno di Matthew, Vanessa è scomparsa. Subito scopriamo il motivo di questa sparizione, non ve l’anticipo, ma è solo l’inizio di una serie di coincidenze e di bizzarri scherzi del destino. E’ davvero difficile riassumere la trama senza svelarne i nodi cruciali per cui per questa volta mi limiterò a dire che diversi personaggi si susseguono nelle pagine: Ryan Lee, un sfigato a cui la vita non ha dato grandi possibilità, Nora la donna che lo ama e che lo ospita una volta uscito di prigione a causa delle lesioni inferte a un ragazzo di 19 anni in una rissa. Poi c’è Jenna, la protagonista se vogliamo di questo romanzo che racconta la sua storia in prima persona e che conosce una sera da amici Matthew ancora incerto sul destino della moglie, ma desideroso di farsi una nuova vita. Poi c’ una coppia di amici Ken e Alexia, quest’ultima scomparirà misteriosamente con le stesse modalità della sparizione di Vanessa. Sembrano tutti personaggi slegati, ma un filo conduttore li unisce e li porta a interagire, mentre sullo sfondo il piano davvero malvagio di un autentico delinquente, che non stentiamo a credere alla fine sarà l’unico a farla franca, complica ancora di più le cose in un groviglio di coincidenze. E se Vanessa fosse ancora viva e volesse vendicarsi? Buona lettura.

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