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:: Più in là del silenzio, Fabrizio Guarducci, Monica Milandri (Le Lettere, 2026) A cura di Viviana Filippini

21 marzo 2026

Cosa accadrebbe se vi invitassero ad una cena, dove vige la regola del silenzio con sola concessione di ascolto della musica? Ne sanno qualcosa i personaggi di “Più in là del silenzio” di Fabrizio Guarducci e Monica Milandri, edito da Le Lettere. La storia narrata parte con la vicenda di un gruppo di amici, della loro cena senza parole  e di quello che ha portato a tale situazione. Protagonisti veri e propri però, leggendo, sono Teodoro e Claudia. Lui professore universitario, molto ordinato, preciso, metodico e non sempre abile ad esprimere i suoi sentimenti. Lei, figlia del rumore e del caos, lavora nella sua boutique e cerca di capire il non detto del compagno. Guarducci e Milandri creano una narrazione dove oltre alla vita di coppia che attraversa una crisi forte come una tempesta, viene messa in evidenza la funzione che ha il silenzio e come esso cambi di valore tra Teodoro e Claudia, dando una vera e propria svolta alla loro esistenza. All’inizio, quando tra i due scoppia una crisi relazionale fatta dai troppi silenzi di Teodoro che non si esprime e non manifesta quello che prova, il silenzio diventa una componente che opprime e pesa sullo stato emotivo della coppia. Su quello di Claudia che vorrebbe un dialogo più consistente con Teodoro e su Teodoro stesso, il quale si chiude a riccio, non si espone e arriva pure a dire alla sua amata che forse lei non avrebbe mai dovuto sceglierlo. Poi, quel silenzio vestito da punto di rottura diventa una scelta ben precisa di vita, dove le parole sono bandite per lasciare spazio ai gesti. Tra Teodoro e Claudia il silenzio diventa qualcosa di nuovo, una forza motrice, che li accompagna nei loro gesti di ogni giorno e che diventa pian piano una forma di fiducia reciproca. Pezzo dopo pezzo, grazie al silenzio, la coppia trova nuova stabilità. A loro non servono più le parole, basta osservarsi e ascoltarsi nel silenzio e in silenzio. Questo modo di vivere genera cambiamenti in Teodoro e Claudia. I loro amici notano questa trasformazione e, in sedi separate, lo fanno notare ai due. Claudia capisce che è cambiata grazie al silenzio, mentre Teodoro è diverso – gli fa notare l’amico Marco- non per quello che dice, ma per come lo dice. Claudia e Teodoro  protagonisti di “Più in là del silenzio”  di Fabrizio Guarducci e Monica Milandri, da coppia avviata verso la frantumazione, vivono un percorso di cambiamento, che li trasforma emotivamente e psicologicamente, in quanto i due hanno trovato nel silenzio, che spesso spaventa e crea imbarazzo, lo stato ideale di vita, lo strumento giusto per vivere in pace la loro relazione. Per loro il silenzio non è più un vuoto che opprime, che annienta e spaventa. Per Teodoro e Claudia il silenzio è diventato linfa esistenziale e spazio da vivere e in cui esistere in pace, amore e armonia con se stessi e con il mondo che li circonda.

Fabrizio Guarducci si è formato nella concezione sociale e umana di Giorgio La Pira. Dopo aver vissuto il movimento Undeground alla fine degli Sessanta negli Stati Uniti e aver conosciuto Guy Debord in Francia, ha aderito convintamente al Situazionismo. Ha fondato il Dipartimento di Antropologia culturale dell’Istituto Internazionale Lorenzo de’ Medici di Firenze. Ha insegnato mistica, estetica e tanatologia, dedicandosi interamente alla ricerca dei linguaggi come strumenti per migliorare l’interiorità dell’individuo e per trasformare in positivo la realtà che ci circonda. Inoltre, è autore cinematografico: Paradigma Italiano (premiato PhilaFilm, 1993), Two days (2003) e Il mio viaggio in Italia (vincitore del Golden Eagle, 2005). Come autore, produttore e regista ha realizzato i film Mare di grano (2018), Una sconosciuta (2021), Anemos (2023) e La patria delle emozioni (2025). Ha pubblicato i saggi La parola ritrovata (2013), Theoria. Il divino oltre il dogma (2020) e i romanzi Il quinto volto (2016), La parola perduta (2019), La sconosciuta (2020), Duetto (2021), Amor (2022), Il villaggio dei cani che cantano (2022), La patria delle emozioni (2023), Eclissi (2023, selezione premio Strega 2024) e Il richiamo del sentimento (2025). (Fonte sito Le Lettere)

Monica Milandri è appassionata di arte e musica classica; vive e lavora a Firenze. (Fonte sito Le Lettere)

Source: Ufficio stampa 1A Comunicazione.

:: Silenzio, di Luana Troncanetti a cura di Federica Belleri

25 aprile 2018

silenzioUn uomo torturato in modo brutale, la sua sofferenza protratta per diverse ore. Un assassino preciso e rabbioso.
Questo è l’incipit del romanzo di Luana Troncanetti. Incipit dai toni pulp, carico di sangue e di morte. Un omicidio descritto in maniera chiara, precisa, senza sconti.
Chi è la vittima, chi è l’assassino? Al lettore scoprirlo.
Vi posso dire che l’autrice ci porta nel mondo degli artisti sognatori, viziati e viziosi. Nel mondo dei ricordi, che fanno male da morire. Nel mondo dei tradimenti, fatti per disperazione e intrisi di sensi di colpa. Il tutto è condito da sfumature dolci e da amari rimpianti. La vicenda è ambientata a Roma, con il caldo autunnale che non sembra abbandonare la città. I personaggi creati dall’autrice sono reali, credibili e romaneschi al punto giusto. La capitale pulsa e si muove attorno a loro. Non manca il sorriso durante la lettura. C’è Ernesto, che fin da piccolo ha la passione per il disegno e i colori, ma fa il tassista. C’è l’Ispettore Proietti, Capo della Sezione Omicidi, uomo superstizioso e stropicciato dalla vita. C’è l’agente Ansaldi, che ha avuto con lui una storia di sesso, senza speranza di continuità. Molti altri personaggi ruotano attorno a questo caso, in modo delicato ma preciso. Le personalità di ognuno di loro è ben definita, compresa quella dell’uomo assassinato … quali segreti nasconde?
Un piccolo stralcio di umanità passa in questo libro sedendosi sul taxi di Ernesto o nell’abitazione della vittima. Oppure ancora nella portineria del suo palazzo. Umanità che cerca di vivere o di sopravvivere. Uomini e donne che non sempre hanno il coraggio di osare, che soffrono nel loro essere bizzarri. Persone che si perdono in attimi, in brevi momenti di luce, in grado di portarli lontano con la mente.
Silenzio è passione carnale, un bacio debole, una responsabilità troppo grande per essere ignorata, una tragedia trascinata per anni, un dettaglio da non trascurare. E ancora, una ferita profonda, un cuore d’oro che mira solo a proteggere, istinto primordiale.
Silenzio, per chi spaccia sogni e si prende ciò che vuole quando e come gli pare.
Silenzio, per osservare e rielaborare. Silenzio, perché il riscatto richiede tempo.
Chi è la vera vittima in questo romanzo?
Ottima lettura e ottima scrittura. Un’autrice da tenere d’occhio.

Source: omaggio dell’autore al recensore.