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:: Quando finisce la tempesta di Manel Loureiro (Newton Compton 2026) a cura di Patrizia Debicke

4 aprile 2026

Nel panorama del thriller contemporaneo non sono rari i romanzi ambientati in luoghi isolati, spazi naturali dove il paesaggio diventa parte integrante del mistero. In Quando finisce la tempesta  di Manel Loureiro questo elemento assume però un ruolo centrale e quasi simbolico: l’isola galiziana di Ons non rappresenta soltanto uno scenario suggestivo, bensì un microcosmo chiuso in cui rancori antichi, rivalità familiari e segreti mai sopiti riaffiorano con la forza distruttiva di una mareggiata. Il protagonista, Roberto Lobeira, è uno scrittore in cerca di quiete e di ispirazione per il suo secondo romanzo. L’idea di trascorrere l’inverno su quell’isola remota sembra all’inizio una scelta quasi ascetica, una fuga dal rumore del mondo e dalle aspettative editoriali. Tuttavia Ons non è il rifugio pacifico immaginato: il mare che la circonda diventa presto una invalicabile barriera quando una violenta tempesta cambierà tutto, interrompendo ogni e qualunque  collegamento con la terraferma e  imprigionando i pochi abitanti in un fragile equilibrio, carico di segrete tensioni.
E sarà  proprio il mare, elemento onnipresente e quasi vivo, a innescare il meccanismo della storia. Le onde trascineranno  a riva un misterioso fagotto, destinato a scatenare una serie di conflitti e scoperchiare un passato fatto di gelosie, vendette e vecchi conti mai saldati. Da quel momento la narrazione accelera e la piccola comunità dell’isola si trasforma in un inquietante teatro dove ogni sguardo sembra nascondere un sospetto e ogni gesto può diventare una minaccia. L’atmosfera si fa via via più cupa, mentre una enigmatica presenza lascia davanti alla porta dello scrittore un’offerta di sangue, oscuro segno che suggerisce arcaici rituali o incomprensibili messaggi.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo si rifà proprio alla costruzione di questo microcosmo umano. Gli abitanti di Ons non appaiono mai come semplici comparse, bensì come tasselli di una comunità segnata da profonde divisioni. Le famiglie rivali, con la loro storia di vecchi e accumulati rancori, incarnano un conflitto quasi ancestrale, capace di trasformare l’isola in un luogo sospeso tra leggenda e realtà. In mezzo a queste complesse dinamiche dovrà muoversi Lobeira, figura esterna e vulnerabile, involontario spettatore di tensioni che non comprende fino in fondo e in grado di travolgerlo.
Manel Loureiro costruisce la narrazione con ritmo incalzante. Gli eventi si susseguono con sorprendente rapidità, senza lunghe introduzioni né pause contemplative. Fin dalle prime pagine il lettore viene scaraventato nel cuore dell’azione e la trama procede con una serie di svolte che mantengono di continuo la curiosità. La trama prende la forma di un libro coinvolgente, una storia progettata per spingere il lettore a divorare i successivi capitoli nel tentativo di ricomporre un mosaico sempre più complesso.
A sostenere il ritmo contribuisce anche l’ambientazione. Loureiro descrive Ons con uno sguardo capace di cogliere l’aspra  bellezza  della costa atlantica: scogli battuti dal vento, sentieri isolati, case che sembrano resistere a fatica alla furia dell’oceano. Il paesaggio poi, amplificando  la sensazione di isolamento, crea una sensazione quasi claustrofobica. Il mare diventa  una  costante presenza, un’imprevedibile forza pronta a chiudere ogni via di fuga.
Naturalmente una struttura narrativa tanto ricca di colpi di scena comporta anche qualche squilibrio. Alcuni punti risultano più convincenti di altri e certi passaggi appaiono volutamente sopra le righe, come se l’autore privilegiasse l’effetto spettacolare rispetto alla piena credibilità. Questo vale soprattutto per il finale, dove la complessità accumulata lungo la storia trova una soluzione forse troppo rapida, in grado di lasciare un lieve senso di incompiutezza.
Ma sarebbe ingeneroso soffermarsi su questo aspetto. “Quando finisce la tempesta” funziona soprattutto come romanzo di intrattenimento, costruito per tenere il lettore dentro un vortice di eventi, misteri e rivalità. Loureiro dimostra una notevole abilità nel creare suspence e nel popolare la storia di memorabili figure, spesso ambigue, raramente innocenti.
Alla fine, chiusa l’ultima pagina, resta l’immagine di un’isola battuta dal vento, luogo in cui il passato non smette mai di reclamare il proprio spazio. La tempesta che incombe su Ons non è soltanto quella meteorologica ma anche la tempesta morale di una comunità incapace di dimenticare. Ed è proprio questa miscela di paesaggio, segreti e violente passioni a rendere il romanzo un thriller coinvolgente, imperfetto forse, ma in grado di trascinare il lettore dentro una storia dove la quiete sembra sempre soltanto apparente.

Manel Loureiro (Pontevedra, 1975) è scrittore, avvocato e conduttore televisivo e ha lavorato anche come sceneggiatore in numerosi progetti. Attualmente collabora come editorialista per diversi quotidiani nazionali, oltre che per emittenti radiofoniche e televisive. È uno dei pochi autori spagnoli contemporanei ad aver raggiunto la classifica dei libri più venduti negli Stati Uniti. Quando finisce la tempesta è il suo primo romanzo pubblicato con la Newton Compton.