Posts Tagged ‘noir civile’

:: Oltre L’odio di Elisa Guidelli (Ove Possibile Media Group 2025) a cura di Valentina Demelas

2 Maggio 2026

Oltre l’odio, romanzo di Elisa Guidelli, edito da Ove possibile Media Group, racconta la guerra in modo scomodo, costringe a guardarla in faccia, ma non solo: parla anche di amore, evoluzione, perdono, dell’istinto di sopravvivenza dell’essere umano, del non farsi annientare dalla sofferenza e della forza di riuscire a restare – appunto – umani, di fonte alle aberrazioni, alle atrocità e alla brutalità.

Pagine necessarie – di grande valore letterario e storico – che provano a restituire nome, volto e voce a chi è stato travolto due volte, prima dalla violenza, poi dalla dimenticanza, raccontandone la storia vera: Zijo Ribić, bambino sopravvissuto al massacro di Skocic del 12 luglio 1992 (tre anni prima del genocidio di Srebrenica), in Bosnia ed Erzegovina.

L’autrice non arriva impreparata a una sfida del genere: prolifica scrittrice e sceneggiatrice molto nota e apprezzata, online e offline, dai primi anni Duemila – anche con lo pseudonimo di Eliselle – abituata a cercare storie e a lavorare su registri diversi, la sua scrittura si è mossa negli anni tra vari generi, e proprio questa sua duttilità porta ulteriore ricchezza e profondità al testo. Nella presentazione del libro appare con chiarezza l’ambizione di tenere insieme racconto e memoria, suspense e responsabilità civile; e la prefazione di Carlo Lucarelli, insieme alla premessa storica di Andrea Rizza Goldstein, in questo senso, non sono dettagli ornamentali: danno subito al progetto una precisa collocazione di campo.

La storia è stata raccolta direttamente dall’autrice in occasione di un viaggio organizzato da ScriptaBo – associazione di scrittori e scrittrici di Bologna e dintorni – e dall’Arci Bolzano sui luoghi di quelle memorie.

Come riporta la testimonianza, Zijo Ribić oggi continua la sua battaglia per la verità e la giustizia, anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Non per vendetta. Ma perché nessuno dimentichi. E perché, un giorno, nessuno debba più sopravvivere al silenzio.

Nel frattempo, il dolore non si è fermato. Tra il 2016 e il 2017, più di vent’anni dopo la strage, Zijo ha ritrovato e identificato i resti di cinque sorelle e del fratellino minore, ritrovati in una fossa comune. I resti dei genitori erano già stati riesumati anni prima, ma mancano ancora all’appello quelli di una sorella.

La sua battaglia per la verità e per la giustizia, la sua scelta di perdonare e di non odiare, hanno aperto nuove prospettive nel difficile tentativo di dialogo e confronto con il passato.

“Non li odio”, ha detto. “Anni fa ho deciso di perdonarli, purché dicessero la verità.”

La verità, a volte, è sepolta nella terra. Ma resta sempre viva nel cuore di chi la cerca.

Parole toccanti che sottolineano come andare avanti oltre l’odio non significhi offrire una pacificazione di maniera, né addomesticare l’orrore con una morale consolatoria. Significa, piuttosto, misurarsi con una domanda più dura: come si continua a vivere dopo avere visto l’umanità frantumarsi?

La scelta narrativa del romanzo e non del saggio si rivela precisa e azzeccata – non solo perché l’autrice sia una romanziera abile, esperta e capace – poiché, nonostante il baricentro etico molto saldo, non illustra semplicemente i fatti, ma li racconta nel cuore, incide, lascia un segno, smuove, commuove, emoziona, coinvolge, accorcia le distanze, accompagna il lettore dentro la storia, impedendogli di voltarsi dall’altra parte.

Un “noir civile” che usa tensione, ritmo e urgenza non solo per intrattenere ed emozionare, ma anche per testimoniare. Si tratta di un testo essenziale, che colpisce lo stomaco e la coscienza.

Elisa Guidelli è laureata in Storia Medievale all’Università di Bologna. Ammiratrice di Matilde di Canossa, le dedica “Il romanzo di Matilda” (Meridiano Zero, 2015), dal quale è stato tratto il soggetto per una serie tv. Molto conosciuta anche come Eliselle, vari suoi racconti fanno parte di antologie e di progetti letterari. Ha pubblicato per vari editori, tra i quali Sperling & Kupfer e Newton Compton. Tiene corsi di scrittura creativa, organizza eventi letterari, ha ideato concorsi fotografici legati ai libri. È autrice anche di romanzi per ragazzi quali “Il collegio” (Einaudi Ragazzi, 2022) e la trilogia “She Shakespeare” (Gallucci, 2022).

Source: libro gentilmente donato dall’autrice, che ringraziamo.

:: Greg, direttore responsabile di Paolo Risi (Fox&Sparrows Edizioni, 2026) a cura di Giulietta Iannone

6 aprile 2026

Tutto era iniziato da una lettera giunta in redazione in forma anonima al settimanale L’Eco del Lago.

La prima pagina dell’Eco si lasciava leggere, settimanalmente, da una maggioranza bulgara di primacquesi: veniva esposta il martedì mattina dalle tre edicole della città, incorniciata nelle portalocandine e collocata in bella mostra sul selciato. Da oltre un secolo – così mi piaceva pensare – quel rettangolo di carta e inchiostro scandiva vite, morti e miracoli della comunità lacustre.

Siamo a Primacqua, cittadina affacciata sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, una città di provincia del grande Nord italiano coi suoi molti vizi e le sue poche virtù. A dirigere il settimanale Greg Stefanoni, un tipo bizzarro, forte bevitore, e appassionato di cinema e vinili, ma un giornalista di razza di quelli che non hanno paura di sporcarsi le mani con le dinamiche più sottili del potere, che si annidano anche dietro la facciata rispettabile e quieta della provincia. La lettera anonima fa così partire un’indagine che Stefanoni affida al suo vice Angelo Giamberini, giovane cronista determinato e scrupoloso, che vede la parola corruzione collegata al ben noto imprenditore, l’ingegnere Achille Crinò. All’avvicinarsi del Natale il dramma: Giamberini viene attirato con l’inganno in un cinema abbandonato, il diroccato cinema Impero, pestato a sangue e lasciato in fin di vita. Stefanoni non può che intuire che il potere criminale è radicato a livello locale in modo ben più esteso di quanto si potesse pensare.

Sfogliando le bozze del Giambe ero arrivato a concludere che la truffa escogitata da Achille Crinò, viste anche le molte complicità da foraggiare, fosse tutto sommato di dimensioni modeste, sufficienti a mantenere una posizione di potere in ambito provinciale. Un avido, un barone gaglioffo, e una volta individuato il fine (drenare denaro pubblico attraverso la gestione e lo smercio di rifiuti ospedalieri) risultava semplice risalire ai mezzi per raggiungerlo e puntellarlo: disponibilità di valletti di corte, di funzionari e politici incapaci di sottrarsi al fascino della bustarella. Eppure, ancora una volta la punta dell’iceberg non dava conto di una sostanza ineffabile: gli intrighi di Crinò godevano di un supporto eccellentissimo, sovradimensionato rispetto all’entità del giro di affari.

E mentre Giamberini lotta in ospedale tra la vita e la morte, affiancato dalla brava e intelligente collega Giulia Portaluppi, Stefanoni inizia la sua indagine personale. Poi finalmente il capitano Di Fonzio entra in scena per un morto, un suicidio o un’induzione al suicidio?

Tra il bar di Pinuccia, e l’apporto di Concita Rizzoli, signora dei Pomeriggi italiani, televisivi la storia procede cadenzata da una scrittura fluida e ricca di dettagli dalla marca delle sigarette, alla musica, ai film, al colore locale di una città di provincia come ce ne sono tante.

Greg, direttore responsabile di Paolo Risi (Fox&Sparrows Edizioni, 2026), collana Mascaret, è dunque un romanzo contemporaneo italiano a forte vocazione civile, che intreccia con una certa naturalezza l’indagine giornalistica e la denuncia sociale in un contesto provinciale solo apparentemente tranquillo, dove è facile riconoscersi, perché i meccanismi che regolano il malaffare locale sono più o meno simili e banali a tutte le latitudini. In questo senso, il romanzo si avvicina più alla tradizione del noir sociale che al giallo classico: la soluzione del mistero conta, ma conta di più il contesto che lo rende possibile. Il protagonista è un’anti-eroe credibile e umano con tutte le sue debolezze, le sue fragilità caratteriali, ma sorretto da un forte senso etico per la ricerca della verità, caratteristica di ogni buon giornalista. La scrittura è fluida, venata di ironia, solo velata e mai tesa a smorzare la tensione.

L’ambientazione poi credo sia il punto più riuscito del romanzo, la provincia come microcosmo, in cui Primacqua, luogo fittizio ma verosimile, provincia lacustre ispirata all’area del Lago Maggiore, ha un ruolo narrativo polarizzante e ricco di sfumature e atmosfera.

Greg, direttore responsabile è un romanzo in fine che funziona soprattutto per la sua credibilità morale. Più che sorprendere con colpi di scena a effetto, convince per la sua capacità di raccontare un’Italia minore ma tutt’altro che marginale, dove il giornalismo diventa uno degli ultimi strumenti di resistenza civile. Se vi piacciono i libri di autori come Carofiglio, Lucarelli, Varesi, o i noir di Carlotto, troverete una lettura piacevole e ricca di rimandi all’attualità.

Paolo Risi (Varese, 1966) è laureato in Scienze Motorie e ha lavorato per due decadi in strutture per ragazzi e adulti disabili. Collabora con il magazine Zest Letteratura Sostenibile e nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo La notte Padana (Les Flâneurs Edizioni). Il suo racconto L’alpe del tedesco è inserito nell’antologia Anatomè – dissezioni narrative (Officina Ensemble, 2018).