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:: La costituzione è donna. Le conquiste per la parità di genere dal 1946 ad oggi a cura di Anna Chimenti e Maria Natale (Carocci Editore 2025) a cura di Valentina Demelas

8 marzo 2026

Ci sono libri che analizzano da vicino un fenomeno e altri che aiutano a orientarsi dentro una storia più ampia. La costituzione è donna. Le conquiste per la parità di genere dal 1946 ad oggi, curato da Anna Chimenti e Maria Natale con introduzione di Giovanni Pitruzzella, pubblicato da Carocci Editore, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. In centosessantotto pagine il volume ricostruisce, con taglio chiaro e documentato, il percorso attraverso cui la questione dell’uguaglianza tra uomini e donne è entrata nella trama della Costituzione italiana e, progressivamente, nella vita civile del nostro Paese.

Il punto di partenza è un dato storico spesso ricordato, ma non sempre compreso fino in fondo: all’Assemblea Costituente le donne elette erano appena ventuno su cinquecentocinquantasei membri. Una presenza esigua che tuttavia non impedì alle cosiddette “madri costituenti” di lasciare un segno significativo nei lavori dell’Assemblea. Il libro prende le mosse proprio da questo interrogativo: in che modo quelle poche parlamentari riuscirono a portare all’attenzione dei colleghi questioni allora considerate secondarie? Dalla parità tra uomini e donne all’accesso alle carriere pubbliche, dal riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio fino alla formulazione dell’articolo 11, con il celebre ripudio della guerra, la loro influenza si rivelò tutt’altro che marginale.

Uno degli aspetti più interessanti del volume è il modo in cui mette in luce la dimensione linguistica della Costituzione. La Carta non emerge soltanto come un impianto giuridico, ma come il risultato di un confronto politico e culturale in cui le parole hanno avuto un ruolo decisivo. Termini come “sesso”, inserito nell’articolo 3 tra i fattori di discriminazione vietati, o il verbo “ripudia” dell’articolo 11, non sono scelte casuali: diventano, nel tempo, strumenti interpretativi che orientano l’evoluzione dei diritti e delle politiche pubbliche.

Il libro non segue la struttura di un saggio unitario, ma raccoglie contributi di diversi studiosi e studiose – tra cui Anna Finocchiaro – che affrontano il tema della parità di genere da prospettive differenti. I capitoli si muovono tra ambiti giuridici e sociali molto vari: dalla maternità surrogata e la tutela della dignità della donna alle disuguaglianze ancora presenti nel mondo accademico; dalle politiche di rappresentanza nelle leggi elettorali alla presenza femminile nella diplomazia e nella magistratura. Non mancano riflessioni sulla normativa contro la violenza di genere, sulla questione del cognome materno e sullo sviluppo della medicina di genere, tema sempre più centrale nel dibattito contemporaneo.

Il quadro che emerge è quello di un processo lungo e complesso. La Costituzione appare come il punto di partenza di una trasformazione che negli anni ha prodotto importanti avanzamenti normativi, ma che non può dirsi conclusa. I vari brevi saggi mostrano infatti quanto la realizzazione dell’uguaglianza sostanziale abbia incontrato ostacoli culturali e istituzionali: basti pensare alle persistenti disparità nelle carriere universitarie o alla difficoltà di tradurre la presenza femminile nelle istituzioni in un reale equilibrio di potere.

Particolarmente stimolanti sono i contributi che tornano alle discussioni dell’Assemblea Costituente, restituendo spazio e voce alle protagoniste di quella stagione politica. Attraverso questi passaggi si comprende come alcune decisioni – ad esempio la scelta di non inserire in Costituzione il principio dell’indissolubilità del matrimonio – abbiano lasciato aperta la strada a riforme future, come quella sul divorzio.

La natura collettiva del volume rappresenta un importante punto di forza. La varietà dei temi permette infatti di offrire una panoramica ampia e aggiornata. Si viene accompagnati in modo pratico, grazie a un linguaggio semplice e accessibile, fruibile da tutti, attraverso molti argomenti trasversali, di interesse generale che fanno parte della quotidianità di ogni cittadino di ogni età e di ogni estrazione sociale.

Il volume offre un’esperienza di lettura preziosa che riesce a collegare in modo efficace la storia della Carta repubblicana alle questioni ancora aperte del presente, evitando semplificazioni retoriche. Leggendolo si comprende che il 2 giugno 1946 non è soltanto una ricorrenza simbolica, ma l’inizio di un percorso che continua ancora oggi. Ed è proprio questa consapevolezza storica e civile a renderlo non solo utile, ma necessario, in ogni casa, scuola, ufficio pubblico, biblioteca.

Anna Chimenti, costituzionalista, è autrice di numerose pubblicazioni, tra cui Storia dei referendum. Dal divorzio alla riforma elettorale (Laterza, 1999); Informazione e televisione. La libertà vigilata (Laterza, 2000); La teoria gradualistica del diritto. Confronto con le idee e le istituzioni del diritto positivo francese (Giuffrè, 2003). Ha svolto la sua carriera tra l’Italia e il Regno Unito dove è academic visiting presso il St Antony’s College di Oxford.

Maria Natale, storica del diritto, dedica la sua attività di ricerca e le sue pubblicazioni a vari ambiti della storia giuridica e della giustizia; tra i suoi volumi: Nei flussi della modernità. Toga, chiesa e sovranità nel progetto di Michel de L’Hospital Cancelliere di Francia (Editoriale scientifica, 2023). È responsabile scientifica del progetto di ricerca Gender Equality Achievement ed è componente di diversi progetti e centri di ricerca di interesse nazionale e internazionale.

Source: libro gentilmente donato dall’editore, ringraziamo Giancarlo dell’Ufficio stampa di Carocci.