Ricordando la scrittrice argentina
Juana Manuela Gorriti

Ricorre oggi l’anniversario della nascita di Juana Manuela Gorriti (1818-1892), scrittrice argentina di nascita, ma che trascorse la maggior parte della propria esistenza in esilio, tra Bolivia e Perú. Giornalista, viaggiatrice, animatrice di importanti salotti, pioniera nella lotta per i diritti e l’istruzione femminile, è stata scrittrice di taglio romantico, nonché autrice di saggi, opere storiche e biografiche.
Il romanzo breve La quena. Leyenda peruana (“La quena. Leggenda peruviana”) venne pubblicato a puntate sul foglio “El Comercio” di Lima, tra il 29 gennaio e il 14 febbraio 1851. La prima uscita del romanzo suscitò un certo clamore: venne definito “produzione immorale”, ma come ebbe ad affermare Ricardo Palma, amico e collaboratore della Gorriti, si trattava in realtà del «romanzo più bello che sia stato scritto in America latina». Senza fare ricorso al verso, la Gorriti conferì al suo scritto un aflatto sublimemente poetico.
La quena narra la vicenda di un amore impossibile, quello tra Hernán, figlio di uno spagnolo e di un’india, e Rosa, ragazza dell’alta società peruviana. A essi si contrappone lo spregiudicato giudice Ramírez. Il triangolo così formatosi non è puramente sentimentale, ma anche socio-politico. Con questa strategia narrativa la Gorriti ha voluto mettere in risalto l’analogia tra la situazione degli indios e la condizione femminile: entrambi sono esclusi dall’ambito decisionale e non vengono loro riconosciuti i diritti basilari.

























