
In disgrazia del Cielo e della terra, edito nel 2023 da Rogas Edizioni, è un saggio argomentato, ma di respiro divulgativo, che affronta un tema importante e delicato con grande sensibilità e coraggio: la presenza e la rappresentazione dell’amore omosessuale nella letteratura italiana. Gli autori, Daniele Coluzzi e Francesco Gnerre, accompagnano il lettore in un viaggio attraverso i secoli, dal Medioevo ai giorni nostri, mostrando come gli scrittori, si è scelto di parlare prevalentemente della omosessualità maschile, abbiano raccontato sentimenti, passioni e difficoltà spesso nascosti o censurati.
Il titolo richiama l’idea di chi, per molto tempo, è stato considerato “fuori posto” o addirittura “contro natura”. Il libro spiega come, in diverse epoche, l’amore tra persone dello stesso sesso sia stato visto con sospetto o condanna, ma anche come la letteratura abbia trovato modi coraggiosi, ironici e persino poetici per parlarne.
Gli autori non si limitano a elencare opere e autori, per svelare magare retroscena piccanti di nomi famosi: cercano invece, molto meritoriamente, di far capire il contesto storico e culturale in cui quei testi sono nati, aiutando il lettore a comprendere perché certe storie siano state raccontate in modo velato o simbolico tramite una fitta rete di sottintesi e linguaggi in codice.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è che dimostra come l’amore, in tutte le sue variegate forme, sia sempre stato parte della nostra cultura. Anche quando non se ne poteva parlare apertamente, la letteratura ha custodito emozioni autentiche e profonde. Questo messaggio è particolarmente importante per i ragazzi, perlomeno delle scuole superiori dai 15 anni in su: leggere queste pagine, magari guidati da insegnanti dalla mente aperta che incoraggiano dibattiti in classe, significa scoprire che la diversità in ambito affettivo- sessuale non è qualcosa di nuovo o “strano”, ma una realtà che esiste da sempre, e che a differenza del mondo pagano greco e romano che la considerava del tutto naturale e accettabile, nel mondo europeo cristiano ha affrontato pregiudizi, anatemi morali e religiosi, fino a entrare nelle leggi civili.
Non solo le streghe venivano arse sul rogo nei secoli bui, ma anche coloro che venivano accusati di omosessualità e crimini “contro natura”. Il cristianesimo ha una derivazione diretta dall’ebraismo e la Bibbia è abbastanza chiara nel condannare la sodomia al pari della zoofilia, dell’incesto e dell’adulterio e la fornicazione. C’è comunque da fare un’osservazione non marginale, ripresa da molte correnti religiose di stampo progressista e protestante, ma anche cattolico, rivalutate nei giorni nostri: è la violenza, lo stupro, l’abuso su minori a essere condannato, non l’orientamento sessuale delle persone che essendo intrinseco alla natura umana contiene del bene, e non va condannato o stigmatizzato.
L’amore omosessuale è appunto amore, contiene progetti di vita in comune, rispetto, affetto, complicità, crescita interiore, aspirazione alla salvezza, desiderio, solidarietà, piacere di stare insieme, fedeltà, castità e non va unicamente relegato all’atto sessuale in sè, e la letteratura, forse più liberamente di altri contesti, l’ha sempre compreso e valorizzato fino ai movimenti di liberazione, di affermazione dei diritti civili dei giorni nostri.
Lo stile è chiaro e appassionato. Pur trattando argomenti complessi, gli autori cercano di spiegare tutto con attenzione e rispetto, rendendo il testo accessibile anche a giovani lettori curiosi e desiderosi di capire meglio la storia della letteratura e della società italiana.
In conclusione, In disgrazia del Cielo e della terra è un libro che invita a riflettere, a conoscere e a rispettare. È una lettura preziosa non solo per chi ama la letteratura, ma per chiunque voglia comprendere meglio il passato e costruire un futuro più consapevole e inclusivo.
Francesco Gnerre ha insegnato materie letterarie nelle scuole superiori e Teoria della letteratura presso l’Università di Roma Tor Vergata. È autore di testi scolastici e di studi di sociologia della letteratura. Tra le sue pubblicazioni L’eroe negato. Omosessualità e letteratura nel Novecento italiano (Rogas Edizioni, 2016) e La biblioteca ritrovata (Rogas Edizioni, 2015). Per anni è stato tra i redattori delle riviste «Babilonia» e «Pride».
Daniele Coluzzi, professore di Lettere a Roma, si laurea con una tesi sull’omosessualità nella letteratura italiana del Novecento. Da circa tre anni è divulgatore culturale sui social, dove si occupa di storia, letteratura e mitologia. Attualmente è seguito da più di 200 mila persone. Ha da poco pubblicato il suo primo romanzo, Io sono Persefone (Rizzoli, 2022).

























