Archive for the ‘Uncategorized’ Category

:: Recensione di Se fossi Dio di Meg Rosoff

23 gennaio 2012

Tra le uscite per ragazzi nella collana Teens di Fanucci di questo inizio 2012 è presente un libro intitolato Se fossi Dio titolo originale There is no Dog. What If God Were A Teenage Boy? di un’autrice Meg Rosoff, amata dalla critica, pluripremiata, una piccola star della letteratura young adult. Non c’è violenza, non c’è un linguaggio volgare, né la minima traccia di tentativi di corruzione di minorenne non ostante questo il protagonista del libro, un Dio adolescente piuttosto incompetente e pasticcione, ha fatto sì che accuse di blasfemia fioccassero a turbare la placida esistenza dell’autrice. Leggo sul Telegraph infatti che una scuola cristiana ha cancellato un’apparizione della Rosoff accusando proprio il suo libro di contenuti blasfemi. Ora mi chiedo davvero l’intransigenza e la repressione è uno strumento atto a far sì che stuoli di ragazzini non si fiondino in libreria a comprare il succitato libello? Non sarebbe stato meglio accogliere la Rosoff e discutere con lei di Dio? In realtà temo che il tema del libro che più li ha turbati, a parte la supposta offesa dell’Altissimo, sia il modo scanzonato e anticonformista con cui l’autrice parla di sesso. E come si sa si ha soglie di assuefazione altissime quando si parla di violenza, crudeltà, brutalità e bassissime quando si parla d’amore con tutte le dovute cautele che l’autrice usa rivolgendosi ad un pubblico di adolescenti. Mi rendo conto che queste riflessioni sono più indicate ai genitori dei fruitori privilegiati di questo libro ed è anche evidente che il libro stesso può essere considerato per adulti, non a causa di presunti contenuti scabrosi, ma semplicemente perché la Rosoff ci parla dei nostri figli, di come si approcciano all’altro sesso, di come vivono il potere genitoriale e l’autorità, di cosa realmente li appassiona. C’è una riflessione profonda alla base di questo testo e ciò spiega i motivi per cui i quotidiani e i blog inglesi l’abbiano recensito con così tanto entusiasmo. Se Dio è capace di innamorarsi allora non è un Dio lontano e irraggiungibile. Se Dio vive gli imbarazzi e le insicurezze di un adolescente non fa più tenerezza e simpatia? Con umorismo e leggerezza la Rosoff parla di temi importanti, si diverte, diverte i suoi lettori e insegna la lezione più importante, che l’amore dopo tutto è la sola cosa che conta. Vi sembra poco?

Blog dell’ autrice http://www.megrosoff.co.uk/blog/

:: Recensione di Cul-de-sac di Alberto Custerlina

20 gennaio 2012

Innanzitutto vorrei iniziare questa recensione, anche se il termine un po’ mi sta stretto e preferirei sostituirlo con riflessione letteraria, con una doverosa premessa: non è il primo libro di Custerlina che leggo. Per cui ho già un’ idea precisa di Custerlina scrittore, tuttavia per apprezzare questo libro è necessario compiere un piccolo sforzo e considerarlo un’ opera unica e a sè stante. Solo così è possibile notare il terreno sconosciuto in cui si muove e lo sforzo sperimentale che lo sorregge. Custerlina è uno scrittore istintivo, lo si può amare visceralmente o odiare per le stesse ragioni per cui lo si ama. Non permette vie di mezzo, non permette compromessi. Il registro linguistico che utilizza, lo stile solo apparentemente dimesso ma in realtà profondamente letterario, nutrito di autori classici che vanno da Musil, a Joyce, a Buzzati, a classici del noir e dell’ hard boiled  come Manchette, Hammet, o Leonard, l’anima profondamente pulp che lo avvicina inesorabilmente al fumetto, al teatro d’avanguardia, al cinema,  e proprio quest’ ultima arte penso ne costituisca la cifra distintiva su cui mi soffermerò, tutto insomma fa di lui un autore profondamente radicato nel suo territorio e nello stesso tempo alieno nel panorama letterario italiano. In Cul-de-sac  poi azzarda un esperimento narrativo che portato avanti da mani meno capaci avrebbe raggiunto le connotazioni dell’azzardo, sorreggere tre storie separate che si intrecciano solo nel finale risoluzione di un climax narrativo costruito con perizia passo dopo passo. Il collante che rende le tre storie parallele convincenti è la scrittura densa, compatta, non scevra da una certa durezza che ben si addice al genere che Custerlina corteggia senza accettarne del tutto le regole e gli stereotipi. Tornando al cinema, la scrittura di Custerlina è fatta di immagini, di flash, di lampi visivi, se non visionari, che me lo rendono particolarmente vicino al mio modo di concepire la letteratura, anche io nel mio piccolo quando scrivo vivo di immagini e riuscire a trasmettere un’ immagine nella mente del lettore è qualcosa di assolutamente sorprendente. Custerlina ci riesce con pochi tratti, con poche misurate sfumature, fatte di colori, dettagli insoliti, sensazioni. Per completezza penso di dover dire due parole sulla trama e sull’ambientazione per cui inizio con il presentarvi Zeno Weber, ex militare, ex poliziotto, ex contractor, ex guardiano d’obitori, fisicamente un po’ fuori forma, sanguigno ed estremamente concreto, un po’ sfigato, che vive con il busto del duce in corridoio tanto per caratterizzarvi il personaggio. Un giorno sfortuna vuole che, perso il lavoro come vigilante in un supermercato, si trovi a chiedere aiuto ad un suo vecchio amico che gli procura un lavoretto senza impegno: pedinare tre esimi professionisti di Trieste intenti a mettere le corna alle mogli oltre confine. Direte voi una passeggiata, se non fosse che uno dei tre ha la malaugurata idea di farsi massacrare assieme alla sua famiglia nel salotto di casa. Zeno sospetta di essersi cacciato in un brutto guaio, una strada senza uscita, un cul-de-sac come precisa Roman Polanski nella citazione all’inizio del libro, e non ha tutti i torti, pian piano si dipana una matassa dai risvolti inaspettati con diramazioni internazionali che portano Trieste al centro di un commercio altamente pericoloso di uranio che dal Congo viaggia dritto dritto verso l’Iran. A tessere le fila un mafioso russo ormai condannato a morte da una malattia che non lascia scampo e i suoi scagnozzi, tutti tesi a recuperare una borsa piena di un milione di euro. Mafia russa, criminalità albanese, antiterrorismo, cacciatrici di taglie, chi più ne ha ne metta. Riuscirà Zeno Weber a salvare la pelle? Vi tocca leggerlo per scoprirlo. Ah dimenticavo Trieste, bellissima e maledetta, crocevia di criminalità, sferzata dalla Bora con i suoi palazzi asburgici, le villette liberty i caffè dagli ori antichi  e i quartieri periferici di grandi edifici “con l’intonaco tenuto assieme dai graffiti” e di capannoni industriali circondati da recinzioni di metallo zincato. Godibile la scena dello scagnozzo del mafioso russo nel mercatino di bancarelle di Brixton terrorizzato dai riti voodoo.

:: Giorno della memoria Baliani legge Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani

19 gennaio 2012

Emons:audiolibri

Marco Baliani legge

IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI

di Giorgio Bassani

1 CD MP3, versione integrale, euro 16,90

In uscita il 27 gennaio, Giorno della Memoria 

Il ricordo di una giovinezza incantata a un passo dalla tragedia.

Quanti anni sono passati da quel remoto pomeriggio di giugno? Più di trenta. Tuttavia, se chiudo gli occhi, Micòl Finzi-Contini è ancora là, affacciata al muro di cinta del suo giardino, che mi guarda e mi parla. Era poco più che una bambina, nel 1929, una tredicenne magra e bionda con grandi occhi chiari, magnetici”. Per il Giorno della Memoria, uno dei classici più belli della letteratura del ‘900 rinasce in audiolibro nella sapienza della lettura di Marco Baliani: è Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani.  

Il romanzo narra in prima persona le vicende di un gruppo di giovani che, alla vigilia delle persecuzioni razziali contro gli ebrei, si incontra nel favoloso giardino della villa dei Finzi-Contini a Ferrara. Ignari di quello che il futuro avrebbe loro riservato, fra partite di tennis e discussioni politiche, essi assistono alla nascita di amori delicati ed infelici, sullo sfondo degli orrori della Storia. Dal romanzo è stato tratto il film omonimo, diretto da Vittorio De Sica.

Marco Baliani, uno dei massimi esponenti del teatro di narrazione, è autore, attore e regista. Tra i suoi lavori ricordiamo Kohlhaas, Pinocchio nero, spettacolo realizzato a Nairobi con venti ragazzi di strada, e Piazza d’Italia, tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi. Per Emons:Feltrinelli, ha letto In viaggio con Erodoto di Ryszard Kapuściński.

Giorgio Bassani (Bologna 1916 – Roma 2000) fu scrittore, critico, redattore e collaboratore di importanti riviste letterarie, oltre che vicepresidente della Rai. Nella sua veste di direttore editoriale, fu lui a scoprire Il Gattopardo di Tomasi Lanza di Lampedusa. www.emonsaudiolibri.it

Dopo la pubblicazione di Cinque storie ferraresi e de Gli occhiali d’oro,  Bassani raggiunse un grande successo di pubblico nel 1962 con quello che sarà il suo capolavoro, Il giardino dei Finzi-Contini.  Nel 1974 uscì Romanzo di Ferrara che ne raccoglie l’opera narrativa.

:: Recensione di Il segno dell’untore di Franco Forte

18 gennaio 2012

12 agosto 1576. Milano è sempre più simile ad un girone dantesco, un girone infernale in cui morte e disperazione straziano una popolazione ormai stremata. L’aria è irrespirabile per i miasmi del contagio e le ceneri dei corpi bruciati dei roghi sparsi in ogni dove. Pianti e grida si alzano dalle case con le finestre e le porte sbarrate trasformate in prigioni per i pochi sopravvissuti sospettati di aver contratto il morbo mentre nelle strade  le carrette dei monatti cigolano con i loro carichi di orrore. La peste si abbatte come una maledizione strascico di guerre, scarsità di igiene e alimentazione, ma l’ignoranza e la superstizione portano a credere che ci siano dei colpevoli, dei propagatori intenzionali del morbo ed è caccia all’untore fomentata dalla stessa Santa Inquisizione che non risparmia torture e assassinii di innocenti in cerca di capri espiatori. In questo scenario a tinte fosche si muove il giovane protagonista Niccolò Taverna notaio criminale colpito nei suoi affetti più cari e chiamato dal Capitano di giustizia ad indagare sulla morte di padre Bernardino da Savona commissario della Santa inquisizione. Oltre a questo anche alcune “ruberie” sacrileghe impongono il suo intervento: la sparizione del Candelabro del Cellini, sottratto dal Duomo di Milano,  in costruzione per volere del Borromeo, e di una reliquia ancora più preziosa il Sacro Chiodo della Croce di Cristo.  Niccolò ha poco tempo per scoprire cosa sia successo e per assicurare il colpevole o i colpevoli alla giustizia. A rischio della vita, schiacciato tra lotte di potere e oscure trame che vedono la corona di Spagna, la Santa Inquisizione e fin anche il Borromeo in persona, lunga mano del Papa, tra coloro che hanno molto da perdere Niccolò ha solo la sua intelligenza e il suo acume investigativo che lo spingono ad andare a vanti e ad indagare dove solo lui ha il coraggio. Il segno dell’ untore di Franco Forte edito a Mondadori ( Mondadori Omnibus – pagine 358 – prezzo 15,00 euro) è un romanzo che si inserisce a pieno titolo nella grande tradizione del romanzo storico italiano. La ricostruzione storica lascia ben poco spazio all’improvvisazione o all’approssimazione ma è frutto di anni e anni di studio e di accurata documentazione e questo si desume con chiarezza e non risulta pesante soprattutto grazie al fatto che l’autore evitando la trappola di subissarci di dati e nozioni distribuisce con naturalezza e spontaneità le spiegazioni incuriosendo e coinvolgendo il lettore. La lettura di questo libro lascia il raro piacere di aprire una finestra sulla Milano della seconda metà del 1500 e seppure fu un periodo funestato da malattie, guerre, ingiustizie e violenze di ogni genere l’effetto è emozionante. Si ha la sensazione di comprendere davvero i personaggi del racconto, per i quali si prova immediata simpatia o aperta ostilità come nel caso dell’orrido e crudele Giacinto Quercia, segretario inquisitoriale del Consiglio con le vesti intrise di pece e dell’odore dei corpi degli eretici bruciati o del lugubre  Guaraldo Giussani,   imparando a conoscere i più minimi dettagli delle loro vite, da cosa mangiavano, da come si vestivano, da che armi usavano, da che letture facevano, ho sorriso quando il protagonista ricorda la lettura fatta con la moglie della Divina Commedia dell’Alighieri, vite così diverse dalle nostre eppure per alcuni versi non troppo dissimili almeno per quanto riguarda i sentimenti e le profonde motivazioni che li spingono ad agire. Lo stile di Forte è apparentemente semplice e lineare, e questa sua capacità rende il tutto scorrevole e veloce caratteristica decisamente singolare data la quantità di informazioni che man mano apprendiamo durante la lettura. Il segno dell’untore è senz’altro un thriller investigativo in cui l’originalità maggiore è costituita dagli strumenti investigativi in dotazione di un magistrato del 1500, pensiamo solo ai bastoncini con la punta cosparsa di cera per toccare i reperti di un delitto e sfuggire così al contagio e perciò limitati e a volte bizzarri che strapperanno molti sorrisi a noi uomini contemporanei nutriti delle più sofisticate tecniche da CSI. Pur tuttavia l’abilità e lo spirito analitico del protagonista, aiutato dagli insegnamenti del padre e dai suoi validi collaboratori Rinaldo Caccia e Tadino José Del Rio, uniti all’acume dell’ eroina della storia che non gli è da meno, non dimentichiamoci che è anche una  storia d’amore, sono una carta vincente e forse la parte più interessante della costruzione narrativa.

Il sito è qui: www.ilsegnodelluntore.it

:: Segnalazione di Il segno dell’untore di Franco Forte

16 gennaio 2012

IL SEGNO DELL’UNTORE
La prima indagine del notaio criminale Niccolò Taverna

Il nuovo romanzo di Franco Forte, in libreria dal 17 gennaio

Il segno dell’untore
di Franco Forte
Collana Omnibus Mondadori
Pagine 358
Prezzo: 15 euro

Milano, anno del Signore 1576. Sono giorni oscuri quelli che sommergono la capitale del Ducato. La peste bubbonica è al suo culmine, il Lazzaretto Maggiore rigurgita di ammalati, i monatti stentano a raccogliere i morti. L’aria è un miasma opaco per il fumo dei roghi accesi ovunque.
In questo scenario spettrale il notaio criminale Niccolò Taverna viene chiamato a risolvere due casi: un furto sacrilego in Duomo e un brutale omicidio. Chi ha assassinato il Commissario Inquisitoriale Bernardino da Savona? E perché? E chi ha rubato il candelabro di Benvenuto Cellini dal Duomo?
La figura del notaio criminale che si muove nel suggestivo scenario della Milano del 1500, dominata dalla Corona di Spagna e minacciata dalle continue epidemie di peste, è alla base del romanzo “Il segno dell’untore” di Franco Forte (Mondadori, in libreria dal 17 gennaio 2012), che ha per protagonista il giovane magistrato Niccolò Taverna nella capitale del Ducato nel 1576.
Investigatore astuto, intelligente, grande osservatore di particolari che sfuggono a inquirenti e criminali, Niccolò Taverna si trova a dover risolvere difficili casi di omicidio in un clima di tensione tra il Governatore della città, il potere clericale, rappresentato dalla figura dell’arcivescovo Carlo Borromeo, e la Santa Inquisizione spagnola, che vede nell’arcigna figura di Guaraldo Giussani il suo nume tutelare.
Nel primo romanzo delle indagini di Niccolò Taverna, questo straordinario personaggio che sfrutta tecniche investigative a volte sorprendentemente moderne, per quanto perfettamente calate nel contesto storico in cui si muove (e ben documentate dall’autore) si muove in un mondo ricostruito alla perfezione, facendo compiere al lettore un vero e proprio salto all’indietro nel tempo di quasi 500 anni, in una Milano in cui, sullo sfondo del Duomo ancora in costruzione, delle colonne di fumo che si sollevavano dai fopponi, le fosse comuni in cui si bruciavano i morti di peste, dei conflitti di potere tra Stato e Chiesa, la criminalità dilaga incontrastata e stupri, furti e omicidi sono pratiche all’ordine del giorno.
Quella che Niccolò deve seguire è un’indagine incalzante, con lo spettro incombente della Santa Inquisizione che incombe ovunque, per risolvere un caso di omicidio che potrebbe dimostrarsi molto pericoloso. Lo stesso arcivescovo Carlo Borromeo pare implicato, così come le più alte cariche della Corona di Spagna e della Santa Sede. Per non parlare dell’ordine degli Umiliati, che il Borromeo ha cancellato e che già una volta ha cercato di uccidere l’arcivescovo di Milano.
Sfruttando le sue straordinarie capacità investigative e le tecniche d’indagine dell’epoca, il Notaio Criminale Niccolò Taverna cerca di venire a capo di questi due intricati casi, che rischiano di compromettere la sua carriera e la sua stessa incolumità. Pur sostenuto da un intuito eccezionale, è costretto a combattere contro troppi nemici, tutti troppo potenti: pericolosi assassini, la Santa Inquisizione, la peste, i cui artigli ghermiscono proprio chi Niccolò ha di più caro.
Per il più abile Notaio Criminale di Milano la sfida è aperta e la posta in gioco è alta: la propria carriera e la propria incolumità. Oltre all’amore per una fanciulla nei cui occhi ha l’impressione di annegare. Un thriller straordinario, che non concede soste al lettore, sostenuto da una rigorosa ricostruzione storica.

L’autore Franco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Il Giallo Mondadori, Urania e Segretissimo), ha pubblicato i romanzi Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro – da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan –, tutti editi da Mondadori, e La stretta del Pitone e China killer (Mursia e Tropea). Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS – Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”. Direttore delle riviste Romance Magazine (www.romancemagazine.it) e Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti giunto alla settima edizione. Il suo sito è http://www.franco-forte.it.

:: Segnalazioni: Le prossime uscite Beat Edizioni

15 gennaio 2012

Quando cadono gli angeli Tracy Chevalier

Alla fine del primo mese di gennaio del Novecento, gli inglesi sono tutti vestiti di nero. La Regina Vittoria è morta e il XIX secolo, il secolo della gloria dell’Impero, se n’è andato con lei… Straordinario ritratto di un’epoca in cui le prime automoboli sostituiscono i cavalli e l’elettricità soppianta l’illuminazione a gas, Quando cadono gli angeli ci riporta ai sogni e alle disillusioni della breve e dorata stagione edoardiana attraverso le accorate vicende di due famiglie, i Coleman dell’inquieta Kitty e i Waterhouse dell’irreprensibile Albert, che, contro la stessa volontà dei protagonisti, sono ineluttabilmente destinate a incrociarsi. Con la sua scrittura “precisissima, sospesa, che lascia ammirati e sconcertati da tanta bravura” (L’Espresso), l’autrice della Ragazza con l’orecchino di perla ci svela le passioni, i sogni e le disillusioni di “un tempo a noi lontano e, insieme, vicinissimo” (The Times) nel passaggio da un secolo all’altro.

Tracy Chevalier è nata a Washington. Tra le sue opere nel catalogo BEAT: La ragazza con l’orecchino di perla e La Vergine azzurra; nel catalogo Neri Pozza: La dama e  l’unicorno, L’innocenza, Strane Creature.

 Le osservazioni  di Jane Harris

In un giorno del 1863, nella Terra del Diavolo, il pezzo di Scozia che unisce Glasgow a Edimburgo, Bessy entra a servizio in una magnifica casa. Lavare, cucinare, battere i tappeti e fare il tè, accendere i camini tutte le mattine, pulire la cucina e tenerla accesa, lucidare gli stivali e svuotare il pitale della padrona e del marito sono compiti faticosi, ma Bessy ora ha un tetto sulla testa e la pancia piena. Perché, però, Arabella, la padrona di casa, con gli occhi che le brillavano, le ha messo in mano un libretto con una copertina di cartone e le ha ingiunto di scriverci dentro tutte le sue osservazioni mattina e sera? E che cosa è successo veramente a Nora, la ragazza che era prima a servizio, morta in circostanze misteriose? Segreti e sospetti, verità nascoste e palpiti del cuore in un’opera che ha rivelato un nuovo grande talento del romanzo storico, Jane Harris, una scrittrice capace come pochi di narrare della forza inarrestabile delle passioni.

Jane Harris è nata a Belfast. Autrice di cortometraggi premiati nei maggiori concorsi cinematografici internazionali, nel 2000 ha vinto il Writer’s Award dell’Arts Council of England. Dopo Le osservazioni, il suo primo romanzo, ha pubblicato con Neri Pozza I Gillespie.

:: Dal 9 febbraio Revolver nuova collana della casa editrice BD

14 gennaio 2012

La casa editrice BD, una garanzia per chi ama il fumetto, lancerà a partire da febbraio una nuova collana dedicata alla crime fiction diretta da Matteo Strukul  Revolver, che sarà contraddistinta da trame ad alto tasso di adrenalina e dalle copertine d’artista firmate da Davide Furnò. Undici romanzi all’anno, per contrassegnare uno spazio letterario nuovo, fatto di qualità narrativa, agilità di lettura, ritmo sincopato e parossismo visivo.
I primi titoli, in uscita il 9 febbraio 2012, vedono protagonisti tre americani: di Victor Gischler, scrittore amato da Joe R. Lansdale, Don Winslow e più modestamente anche da me, Revolver porta in Italia “Sinfonia di piombo”, romanzo cinematografico rapido, iperviolento, pop, a cui non mancano profonde tracce di lirismo. “I fuochi del Nord” di Derek Nikitas, considerato l’erede di Joyce Carol Oates, è invece la storia mozzafiato della spirale di violenza che lega il destino di tre donne, tra realtà e allucinazioni. Victor Gischler, insieme a Anthony Neil Smith, è anche l’autore di “Salutami Satana”, un libro da leggere tutto d’un fiato scritto da due maestri del genere.
A metà marzo sarà la volta degli scozzesi: “Dietro le sbarre” di Allan Guthrie, uno dei re del tartan noir, racconta in uno stile tra Palahniuk e Irvine Welsh l’inferno quotidiano del carcere, mentre il protagonista de “L’impiccato” di Russel D. McLean, per la prima volta tradotto in Italia, indaga su una scomparsa dolorosa, in un mondo claustrofobico e con un’atmosfera da incubo.
A seguire, tra maggio e giugno e settembre ottobre, Revolver sarà in libreria con altri sei titoli nell’intento di tracciare la spina dorsale di una nuova grande letteratura pop.

:: Intervista a Macs Well (alias Massimo Di Gruso)

14 gennaio 2012

Buongiorno Macs, grazie per la partecipazione. E’ uscito da poche settimane “Constantin” (Momentum Edizioni), il tuo ultimo romanzo che sta avendo un grande successo. Ce ne vuoi parlare?

“Constantin” è la storia di un personaggio borderline (Constantin, appunto) la cui infanzia segnata da violenze e abusi l’ha spinto a crearsi un guscio protettivo costituito da una settimana ideale. In ogni giorno della sua settimana ideale Constantin reitera le stesse azioni con metodo  e rigore. Sono proprio queste routine a donargli la tanta desiderata tranquillità. Sono due le uniche persone con cui Constantin si relaziona nella sua settimana: Alice, una modella che posa per lui in pose bondage tutti i lunedì e la Dott.ssa Renoir, la psichiatra che lo segue al giovedì.
Un giorno accade che il suo lunedì, Alice, scompare. Questo avvenimento traumatico spingerà Constantin a combattere contro tutti e contro tutto pur di ritrovarla.

Dove nascono le atmosfere cupe e noir del libro?

L’inquadratura visiva che ho cercato di dare a “Constantin” è quella di una telecamera che resta accanto al personaggio in ogni istante del racconto. Pertanto l’ambiente che descrivo è in qualche modo quello che Constantin vede attraverso i suoi occhi. In vita sua Constantin non ha mai provato sentimenti come l’amore e l’amicizia, l’affetto e la passione. Nessuna di queste emozioni ha mai donato un tocco di colore alla sua esistenza.

Constantin lo vedi come un personaggio negativo, perdente, con una sua etica? Quali sono le particolarità che lo rendono così accattivante agli occhi del lettore?

Constantin non ha un’etica. E’ egoista, non conosce la compassione. E’ in grado di uccidere un vecchio inserviente pur di prenderne il posto. E’ capace di atti di assoluta violenza e brutalità come picchiare a sangue una prostituta che lo ha schernito.
Nel suo disordine ha cercato di imporsi dei paletti mentali, crearsi una recinzione in cui esiliarsi al di fuori di tutto e di tutti.
Solo la Dott.ssa Renoir pare riuscire ad avere con lui un rapporto umano, ma ciò non lo redime nè tanto meno lo giustifica. E’ sicuramente un perdente, perchè sebbene sia particolarmente intelligente e pieno di risorse, nella vita non è mai stato in grado di raggiungere la serenità che avrebbe desiderato.

Nel tuo precedente romanzo “Kebap in Okinawa” (Momentum Edizioni), sono presenti gustose suggestioni filmiche degli anni ’80. E’ voluto? Il libro vuole essere un tributo alla cultura di quegli anni? Puoi parlarcene?

In  “Kebap in Okinawa” il personaggio principale, lo Yankee, ha come unico “bagaglio” o scatola dei ricordi un paio di magliette di gruppi rock degli anni ’80. Le usa per rievocare i ricordi del suo passato, seppur mediocre e poco significativo.
Gli anni ’80 hanno sempre rappresentato nella sfera cinematografica e televisiva un decennio significativo per la cultura americana ed europea. Erano gli anni in cui venivano sponsorizzati i modelli del successo, dell’innovazione, del progresso, dell’affermazione, del divertimento, del lieto fine.
Un’illusione o una falsata percezione della realtà. Il protagonista ripensa a quel periodo con nostalgia, ora che è vecchio, cercando di mantenere l’eco di un’idea ormai scemata. Gli anni ’80 in “Kebap in Okinawa” rappresentano così le aspettative disilluse.

A settembre è uscito il tuo racconto “Giovedì”, all’interno dell’antologia “Cose bulgare. 13 scrittori raccontano la Bulgaria” (Linea BN Edizioni). Come mai hai scelto di partecipare al progetto? La Bulgaria ti affascina?

Non ho mai avuto un particolare interesse verso l’Est, lo ammetto. Ho colto l’occasione di questo progetto promosso dagli amici di Linea BN per ritagliarmi un momento per approfondire un argomento alquanto lacunoso.
Vivendo questo stato di inadeguatezza ho immaginato di vivere la storia di un adolescente con un sacco di problemi (dalla famiglia, al bullismo, dall’amore alla scuola) che si trova a dover affrontare il suo appuntamento col destino proprio ad un’interrogazione sulla Bulgaria. Così è nato “Giovedì”.

Quali sono i tuoi “cattivi maestri”?

Musicalmente Corey Taylor, controverso frontman degli Slipknot e successivamente degli Stone Sour, cinematograficamente abbiamo “Seven”, “Via da Las Vegas” e “Fight Club”. In letteratura Chuck Palahniuk ma solitamente almeno in questo ambito sono più per un genere narrativo alla Benni. Da ragazzo, e ancora oggi, ho amato invece le storie di “Sin City” di Frank Miller. “Constantin”, in un certo senso, è un tributo al suo stile.

Hai una giornata tipo di lavoro creativo?

Ho un brutto difetto, scrivo solo dopo che ho camminato per almeno mezz’ora con le cuffie e musica Alternative Rock o Nu Metal. Infatti solitamente scrivo di più in primavera ed estate. Cammino fino a quando un capitolo è “girato” e funziona nella mia mente. Lo devo visualizzare e mi deve convincere, poi tornato a casa lo scrivo di getto. Raramente poi ci rimetto le mani. Lo ammetto, questo modus operandi è un limite quasi da psicosi. Ma tant’è.

Oltre che prolifico scrittore sei anche responsabile di una casa editrice, Momentum Edizioni, che in poco tempo è riuscita a emergere e ritagliarsi un suo spazio nel panorama nazionale dell’editoria noir e hard boiled. Perché hai deciso di intraprendere questa strada?

Ho sempre desiderato creare qualcosa dal nulla. Il mio background professionale ha spaziato negli anni dall’ingegneria al webdesign, dall’economia al marketing. Da scrittore emergente ho analizzato per mesi il mercato editoriale senza mai inviare un manoscritto a nessuna casa editrice. Non ho mai incontrato una realtà editoriale in cui potermi rispecchiare per idee e immagine. Momentum (la spinta) nasce appunto dal desiderio di fare qualcosa di più, di diverso, e magari di migliore. Chiaramente con i limiti che la micro-editoria ha, ma con il vantaggio di poter essere una realtà indipendente e flessibile. Sfortunatamente Momentum è nata il mese successivo alla dichiarazione di Amazon US di raggiungimento del break-even fra vendite di ebook e cartacei… diciamo pure che non ho scelto il momento storico migliore.

Cosa stai leggendo attualmente?

Non leggo mai meno di 3 libri a rotazione, attualmente i tre titoli in progress sono: Libro acquistato : “Dannazione” di Palahniuk (Mondadori). Manoscritto inedito “Freewheelin” di Nico Di Lalla (a febbraio per Momentum). Libro ricevuto in regalo “Mia suocera beve” di Diego de Silva (Einaudi).

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Dopo il primo anno e mezzo di attività punterò editorialmente su 4/5 titoli per il 2012 sempre sul genere noir ma con un’apertura al genere comico-grottesco. Personalmente ho in cantiere un ciclo di racconti sul Black Circus di cui “Constantin” è stato il capostipite.

Grazie e buona giornata.

Grazie a voi.

Massimo Di Gruso (alias Macs Well) nasce nella capitale nel marzo del ’79, ma da sempre vive nella cerchia dei bastioni di Porta Romana, in quella che potremmo definire la downtown milanese.
Poliedrico ragazzo di larghe vedute nella vita quanto nelle idee, non si è mai precluso nessuna strada, rendendo così la sua vita un parcheggio di supermercato con troppe indicazioni e nessuna uscita.
Sebbene gli studi tecnici in materie pratiche quali l’economia e l’ingegneria, è sempre stato attratto dalla libera espressione in ambito creativo.
Nel 2002 collabora come produttore dell’album di inediti del gruppo punk-rock milanese 2000Malattie intitolato “Skiaccia”.
Disegnatore a tempo perso, raggiunge troppo velocemente la maturità artistica con l’opera omnia intitolata: “il Pollo”. Fusione del pensiero astratto della ricerca allegorica del concepimento creativo (concetto ancora poco chiaro all’autore stesso).
Dal settembre 2008 intrattiene i suoi amici più cari con racconti poco pretenziosi quanto rocamboleschi.

Pubblicazioni

Constantin (2011) – Momentum Edizioni
Giovedì (2011) – Racconto presente nella raccolta “Cose Bulgare” edito da LineaBN
Kebap in Okinawa (2010) – Momentum Edizioni
Il mistero del Gushi (2010) – Boopen

:: Segnalazione Il cameriere di Borges di Fabio Bussotti

13 gennaio 2012

“Una storia avvincente e avventurosa. Potrebbe essere un bel film, ricco di azione e umanità”. Liliana Cavani

In libreria dall’8 febbraio

La storia si snoda tra Italia e Argentina, intrecciando temi storici e politici in una trama avvincente, a metà tra thriller e spionaggio. Divertente, ricco e molto cinematografico, il romanzo ha interessato i registi Liliana Cavani e Marco Bechis ed è già destinato a diventare un film grazie a una coproduzione italo-argentina.
Chi è Evaristo Torriani? Perché il suo nome sembra rimbalzare per decenni tra Europa e Sudamerica nei contesti più diversi? Amico di Che Guevara, agente dei servizi segreti, ma anche cameriere personale del grande scrittore Jorge Luis Borges: è possibile che proprio quest’uomo, ormai anziano e con un altro nome, sia il vicino di casa del commissario Flavio Bertone? Fatto sta che è sparito e, poco dopo, sparisce anche la misteriosa busta che il vecchio aveva chiesto al commissario di custodire. Quando poi, viaggiando da Roma a Buenos Aires, Bertone scopre che i servizi segreti stanno ancora cercando Torriani, tutto si complica, perché in quella busta potrebbe esserci un documento molto compromettente: i nomi dei veri genitori degli orfani del regime di Videla. E se invece ci fosse un inedito di Borges?
“Bertone, in punta di piedi, tornò in camera. S’infilò le mutande. In salotto, prese la Beretta dal cassetto della scrivania. Tornò a guardare nello spioncino. Il tipo era ancora lì che cercava di entrare. O come ladro era una schiappa, oppure la serratura del signor Vincenzo era formidabile. Bertone vinse la paura che gli aveva raddoppiato i battiti cardiaci e spalancò la porta: «Mani in alto!”.

Fabio Bussotti è nato nel 1963 ed è uno degli autori e attori più poliedrici d’Italia. In teatro ha affi ancato, tra gli altri, David Haughton, Giorgio Albertazzi, Adolfo Celi, Ermanno Olmi, Vittorio e Alessandro Gassman. Per il cinema ha lavorato con Federico Fellini (L’intervista, 1987), Liliana Cavani (Francesco, 1989, per il quale ha vinto il Nastro D’Argento), Francesca Archibugi (Verso sera, 1990), Mario Monicelli (Come Quando Fuori Piove, 2000). Ha inoltre recitato in numerose fi ction televisive. Egli stesso drammaturgo, è autore di numerosi testi portati in scena dal 1991 a oggi. Come romanziere ha esordito nel 2008 con L’invidia di Velázquez (Sironi).

Fabio Bussotti
IL CAMERIERE DI BORGES
Collana Corsari, diretta da Antonio Paolacci
Pagine 304
Formato 14×21
Prezzo euro 16,00
Isbn 978-88-8372-569-2
Disponibile anche in ebook a euro 6,90 su www.bookrepublic.it

:: Appuntamenti Dylan Dog Horror Fest

12 gennaio 2012

13-14-15 gennaio 2012

Dylan Dog

Horror Fest

Una tre giorni di film, visite guidate e incontri chiude la grande avventura 

della mostra “Dylan Dog: 25 anni nel’Incubo”

Oltre 6000 visitatori!

WOW SPAZIO FUMETTO

Viale Campania 12 – Milano

Info: 02 49524744 – www.museowow.it

Ingresso alla mostra: intero 7,00 euro, ridotto 4,00 euro con visita guidata in omaggio

Proiezione film: 3 euro – Pacchetto speciale film + mostra: 10 euro

 

La mostra Dylan Dog: 25 anni nell’incubo si conclude, dopo avere totalizzato oltre 6000 visitatori, con una tre giorni dedicata al cinema horror, festeggiando tre mesi carichi di successi e omaggiando lo storico Dylan Dog Horror Fest.

Era il 1987 quando, presso l’ex cinema Ducale di Milano, si tenne la prima edizione del Dylan Dog Horror Fest, festival dedicato al cinema horror. Organizzato dal Citizen Kane’s Club, l’iniziativa riscosse grande successo e venne replicata fino al 1994. Al culmine della “dylandogmania” si superarono le 8000 presenze, fino a stipare all’inverosimile il Palatrussardi, dove nel frattempo si era spostata la manifestazione. Nel corso degli anni vennnero proiettati in anteprima italiana le ultime novità horror giunte da Oltreoceanocon sopiti del calibro di Robert Englund, Wes Craven e il nostro Dario Argento.

Per festeggiare la conclusione della mostra “Dylan Dog: 25 anni nell’incubo” WOW Spazio Fumetto organizza una tre giorni animata da una rassegna dedicata al cinema horror, con un grande classico del genere e l’ultimo esponente della saga horror più celebre degli ultimi anni, e una conferenza–incontro sull’originale Dylan Dog Horror Fest.

Si parte venerdì 13, ore 21.00, con la proiezione del film “Night of the Living Dead”, presentato in lingua originale con sottotitoli in italiano. Ispiratore di innumerevoli pellicole, fumetti e videogiochi e serie televisive, “Night of the Living Dead” (1968) segue le vicende di un gruppo di persone nascostesi in una casa, assaltata da un gruppo di morti viventi. Esordio cinematografico del regista George Romero, il film fu oggetto di polemiche al momento dell’uscita, ma si è affermato, nel corso degli anni, come un momento fondamentale del cinema horror, contribuendo a sedimentare la figura dello zombie nell’immaginario collettivo, aprendo la strada a innumerevoli pellicole, serie televisive, fumetti e videogiochi.

Sabato 14 gennaio, ore 16.00, è previsto un incontro con Stefano Marzorati, organizzatore della storica Horror Fest originale, e Giovanni Gualdoni, sceneggiatore e curatore della testa Dylan Dog, che ci parleranno dell’Indagatore dell’incubo, del suo 2012 e del suo rapporto con il cinema.

Stefano Marzorati, giornalista pubblicista, collabora con Sergio Bonelli Editore dal 1988. Ha organizzato quattro edizioni del Dylan Dog Horror Fest in veste di direttore artistico. Ha curato alcune edizioni dell’Almanacco della Paura di Dylan Dog e, in veste di sceneggiatore, ha scritto storie per Mister No, Zagor e Nathan Never. E’ autore di due libri di carattere musicale, “Dizionario dell’Horror Rock” (Sugarco, 1993) e “Autostrada per l’inferno” (Sperling & Kupfer, 1995). Attualmente si occupa dell’ufficio stampa e delle relazioni esterne di Sergio Bonelli Editore.

Giovanni Gualdoni dopo la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco, fonda nel 2001 il Settemondi Studio, una cooperativa di autori che riunisce alcuni nuovi talenti del panorama fumettistico italiano. Pubblica in Francia e in Italia, dove, scrive un numero di “John Doe” e crea, insieme al disegnatore Stefano Turconi, la serie “Wondercity”. Approda in Bonelli nel 2006 come redattore e sceneggiatore di Dylan Dog. Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo per ragazzi, “Rumbler: il mistero del Qwid” , mentre nel gennaio 2010 sostituisce Mauro Marcheselli come curatore della testata “Dylan Dog”.

Domenica 15 gennaio, ore 16.00, si conclude il programma con la proiezione di “Saw 7 – Il capitolo finale”. Saw 7 porta a conclusione le vicende del perfido Jigsaw, creatore di trappole che mettono alla prova l’istinto di sopravvivenza delle sue vittime, e lo stomaco dello spettatore. Il film porta a termine la saga horror più longeva e influente degli ultimi anni. Uscito nelle sale in 3D, “Saw – il capitolo finale” è stato l’episodio di maggiore successo in Italia, con oltre 7 milioni di euro di incasso.

:: Segnalazione di Le regole del gioco di Riccardo Perissich

10 gennaio 2012

Un thriller tutto italiano che ha il respiro e la forza dei grandi thriller americani

Longanesi La Gaja Scienza- 400 pagine, 17.60 €

IN LIBRERIA 19 GENNAIO 2012

Chi ha ucciso Arkadij Orlov, un piccolo oligarca russo trasferitosi da tempo in Costa Azzurra? E perché? L’uomo era controllato dai servizi segreti del suo paese, ma anche da quelli francesi e italiani, e l’omicidio è avvenuto proprio sotto gli occhi di un agente italiano, che non è riuscito a vedere l’assassino… Si dipana da questo episodio un serratissimo thriller che ruota attorno a una misteriosa «Operazione Cinque Novembre» e che ha al centro un personaggio straordinario, il colonnello Valente dei servizi segreti italiani. Valente si troverà al centro di un terribile gioco delle parti, in cui ognuno ha un’agenda segreta da seguire e in cui distinguere il vero dal falso, gli amici dai nemici, è quasi impossibile. Un gioco che lo porterà sul punto di perdere tutto quello che ha e che ama: la sua donna, la reputazione, il lavoro, la vita…

L’autore Riccardo Perissich ha cominciato la sua carriera come giornalista e studioso di relazioni internazionali. In seguito ha lavorato per più di vent’anni a Bruxelles presso la Commissione Europea, dove è stato impegnato in vari negoziati internazionali, assumendo cariche decisionali ai massimi livelli e acquisendo una conoscenza magistrale dei meccanismo diplomatici. Tornato in Italia nel 1994, ha ricoperto incarichi direttivi in Pirelli, nel gruppo Telecom Italia e in Confindustria. Scrive regolarmente di problemi internazionali su giornali e riviste italiane e straniere. Le regole del gioco è il suo primo romanzo, un esordio nel campo della narrativa che non lascerà indifferenti.

:: Segnalazione di Non ti addormentare di SJ Watson

10 gennaio 2012

“Un debutto senza precedenti.”

The Indipendent

Ogni mattina Christine Lucas si sveglia in un letto di Londra accanto a un uomo che non riconosce. E ogni mattina quell’uomo le dice di essere suo marito, Ben. Ogni mattina Christine si sveglia e crede di avere poco più di vent’anni. Ma ne ha 47 e la verità è che la sua memoria è ferma a venticinque anni fa, quando un’auto l’ha investita lasciandole una forma di amnesia che azzera i suoi ricordi ogni 24 ore. Ogni giorno Christine mette a mente la sua storia, e ogni notte la scorda di nuovo. Come in un eterno ritorno, non sa chi è e deve ricominciare sempre da capo. Ma come facciamo a sapere chi siamo se non possiamo ricordare la nostra vita? Per riuscirci, Christine scrive un diario su suggerimento del dottor Nash, un neuropsichiatra che incontra di tanto in tanto… perché, però, su una pagina la donna ha scritto di suo pugno “non fidarti di Ben”?

Non ti addormentare, titolo originale Before I go to sleep – pubblicato in Inghilterra da Doubleday nella scorsa primavera e negli Stati Uniti per i tipi di HarperCollins a giugno 2011 -, è il sorprendente esordio letterario del britannico Steven Watson, scritto in prima stesura, per la gran parte, pensate un po’, quando Watson ancora frequentava la Faber Academy, la scuola di scrittura creativa della London Publishing House, alla quale si è iscritto a 40 anni, stanco del suo posto al Ministero della sanità. Un thriller psicologico scritto in prima persona con squisita maestria da un uomo che dà perfettamente voce al diario di una donna – questa la forma -, e che è già stato venduto in 38 paesi (dall’Europa all’Australia all’Asia, è da poco uscito in Cina) per oltre 30 lingue e, ad oggi, circa 800mila copie vendute. Una trama tesa e angosciante, “una lettura compulsiva”, parola di New York Times, che il produttore Ridley Scott ha già opzionato per farne un lungometraggio hollywoodiano, con attrici in lizza per interpretare Christine del calibro di Angelina Jolie, Charlize Teron, Kate Winslet, Cate Blanchett, Helen Hunt; regista, Rown Joffe. Al centro, la memoria, che è per i romanzieri di oggi, come scrive il Guardian in proposito, quello che la follia era per gli scrittori di epoca vittoriana. E non solo per i romanzieri se pensiamo a tutto un filone cinematografico che annovera pellicole come Memento o The Eternal Sunshine of the spotless mind. Non ti addormentare si incastra alla perfezione nella scia e la sua storia editoriale è di quelle straordinarie per uno scrittore che in precedenza aveva cominciato ben 20 libri, accantonandoli tutti dopo l’entusiasmo dell’inizio: ben 3 settimane nella Top Ten del Sunday Times in Uk, dove è andato in sold-out già in prevendita su Amazon ed è stato mandato in ristampa il giorno stesso dell’uscita. In Usa, ottavo posto nella classifica Best Books di Amazon e libro del mese di giugno, oltre che, a una settimana dall’uscita, subito nella Bestseller list del New York Times che lo ha anche inserito tra i suoi Summer’s Beach Book. Sempre in America ha avuto una straordinaria anteprima su NPR, National Public Radio, mentre in Inghilterra, BBC Radio 4 ne ha fatto una serie da cinque episodi di 30 minuti andati in onda alla fine di giugno. Anche in Francia, dove siamo già a quota 120mila copie vendute, Avant d’aller dormir (questo il titolo), ha avuto un impatto straordinario entrando subito in classifica e nelle pagine di Le Point, Elle, Glamour, Rolling Stone, Avantage, Le Nouvel Observateur. In Usa ne hanno parlato New York Times, Los Angeles Times, The Globe and Mail, Wall Street Journal, Boston Herald, Goodreads, Library Journal, Publishers Weekly. In UK tutti i maggiori, tra cui The Indipendent, The Guardian, The Financial Times, The Daily Mail, The Sunday Times. Ma perché non parlare dell’Australia? 15mila copie vendute in una settimana e 4° posto in classifica. E di Taiwan? Aggrappato al primo posto per dieci lunghe settimane. Nei Paesi Bassi, invece, Non ti addormentare, è stato nominato thriller of the year (insieme ad altri 6) addirittura dieci giorni prima della pubblicazione. E mentre in Germania, raggiunta la Top Ten, siamo a quota 100mila copie vendute, la prima prova letteraria di Watson è stata nominata finalista in ben tre categorie del britannico Galaxy National Book Award (miglior nuovo scrittore, miglior thriller, miglior audiolibro), quando ha già vinto il CWA Dagger, premio assegnato dalla Crime Writer Association inglese. Niente male per uno che si è seduto e ha scritto semplicemente la storia che aveva in testa, parola di Watson, e che voleva che fosse solo “una riflessione sulla memoria e sull’identità”.

S.J. Watson
Non ti addormentare
Titolo originale: Before I Go to Sleep
Pagine: 419 Prezzo: 19,00 €
Piemme