:: Un passo di troppo, Lee Child, (Longanesi, 2014)

patropgrandeMaestro indiscusso dell’action thriller Lee Child, pseudonimo di James R. Grant, è un autore capace di imbastire trame, giocate quasi interamente sui dialoghi, che grazie al personaggio di Jack Reacher rimangono nell’immaginario comune. Così è anche questa volta con Un passo di troppo, (The Hard Way, 2006), decimo episodio della serie. Un buon thriller, scritto in terza persona, duro, veloce, pubblicato ormai qualche anno fa, (per la precisione nel 2006, in America per la Delacorte Press, ramo della Random House, e in Italia quest’anno per Longanesi e tradotto dall’ormai traduttrice storica di Child, Adria Tissoni), ma che non accusa il passare degli anni. Come il buon whiskey anzi il tempo lo migliora, e se anche l’ordine di pubblicazione in Italia non è stato cronologico, (ne ignoro i motivi, forse questioni di diritti) poco ne risente il lettore sempre felice di accompagnare Jack Reacher nei suoi vagabondaggi senza meta in giro per l’America.
Questa volta siamo a New York, Jack se ne sta per i fatti suoi a sorseggiare un caffè in un bicchierino di polistirolo in una di quelle tavole calde, immortalate da Edward Hopper (immagine tra l’altro ripresa dalla copertina americana). Fuori seduto ai tavolini in una piacevole notte estiva vede dall’altra parte della strada un uomo che si avvicina a una Mercedes e qualcosa scatta nella sua mente. Il suo spirito di osservazione registra un’anomalia, che sfuggirebbe a chiunque ma non a lui. E non si sbaglia. Il giorno seguente ritorna nello stesso bar e un uomo si avvicina al suo tavolo. Lavora per Edward Lane, proprietario di un’agenzia di contractor, e cerca testimoni.
L’uomo visto la sera prima da Reacher non era altro che un rapitore che andava a ritirare un riscatto. Infatti moglie e figliastra di Edward Lane sono apparentemente state rapite e la trattativa per il rilascio sembra andare per le lunghe. Sempre nuove richieste di soldi e la liberazione degli ostaggi sempre più lontana. Reacher è consapevole che i casi di rapimento quasi mai vanno a buon fine, ma quando Lane gli chiede aiuto, proponendogli di assumerlo e promettendogli un milione di dollari, accetta. Il suo senso del dovere e della giustizia supera l’antipatia che prova per l’uomo che è indubbio che nasconde qualcosa. E di cose poco chiare su Edward Lane Reacher ne scoprirà parecchie. Aiutato da un’ ex agente del FBI, che dirigeva il caso del rapimento della moglie precedente di Lane, ora diventata investigatore privato, arriverà alla verità, in un finale alla Jack Reacher naturalmente.
Dunque è la storia di un rapimento, tipica di molti plot giocati sulla suspense, (la domanda che ci accompagnerà fino alla fine è: riuscirà il protagonista a salvare madre e figlia?) ma caratterizzata dallo stile inconfondibile di Child che alterna azione pura, alla Robert Crais per intenderci, (altro autore che per chi piace il genere è sempre una conferma), ad un ottimo ritratto di luoghi e personaggi, anche i minori, su cui naturalmente spicca Jack Reacher di cui finalmente abbiamo un ritratto fisico: alto, massiccio, capelli corti biondi, occhi azzurri, aria un po’ sgualcita di chi ama fare a botte. Questa volta coinvolto per caso in un rapimento anomalo, se vogliamo.
Naturalmente il nostro eroe non se ne può stare con le mani in mano quando c’è una donna e una bambina in pericolo, e a suo modo farà di tutto per salvarle, anche se significa mettersi nei guai ed avere a che fare con ex militari, rapitori, poliziotti, insomma gente pericolosa, armata fino ai denti e che conosce la violenza. Lee Child comunque non si smentisce e imbastisce un thriller adrenalinico, serrato, in cui lo scorrere del tempo accresce la tensione verso un finale spiazzante, (anche se naturalmente che un certo personaggio fosse un bastardo è un sospetto che viene già dalla sua prima apparizione). Quindi dimenticate la noia e i tempi morti, Lee Child in questo campo è il migliore. Unico punto debole, è che i suoi romanzi si leggono troppo in fretta e subito sono già finiti.

Lee Child è nato a Coventry, in Inghilterra, nel 1954. Dopo aver lavorato per vent’anni come autore di programmi televisivi, nel 1997 ha deciso di dedicarsi alla narrativa: il suo primo libro Zona pericolosa è stato salutato da un notevole successo di pubblico e critica, e lo stesso è accaduto per gli altri romanzi d’azione incentrati sulla figura di Jack Reacher, personaggio definito dal suo autore come «un vero duro, un ex militare addestrato a pensare e ad agire con assoluta rapidità e determinazione, ma anche dotato di un profondo senso dell’onore e della giustizia». Da La prova decisiva è stato tratto il film con Tom Cruise nei panni di Jack Reacher. Lee Child vive negli Stati Uniti dal 1998. www.leechild.com  Sito ufficiale (in inglese)

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