Si narra che nell’universo ci sia una grandissima tartaruga divina, A’Tuin, che nuota nello spazio infinito. Il sesso di questa tartaruga non si conosce ed è da sempre una delle domande esistenziali che gli scienziati si pongono. L’importanza di saperlo deriva dal fatto che sul guscio di A’Tuin ci sono quattro elefanti, Berilia, Tubul, Gran’T’Phon e Jerakeen, che sorreggono sulle loro spalle il disco del mondo, Mondo Disco, la cui circonferenza è ghirlandata dalle cascate e sormontato dalla volta celeste. Il sole e la luna percorrono le loro orbite intorno al mondo tant’è che spesso gli elefanti si ritrovano a dover alzare una zampa per fare in modo che possano percorrere il loro tragitto.
Ecco si può ben immaginare che gli scienziati siano interessati a sapere il sesso di A’Tuin per sapere che cosa potrebbe accadere al loro mondo quando nel loro viaggio incontreranno un’altra tartaruga.
Su Mondo Disco la vita scorre normalmente, gli eroi sono in viaggio, le principesse nelle loro torri, gli studiosi di Krull continuano le loro spedizioni per determinare il sesso di A’Tuin, e a Ankh-Morpork i maghi continuano i loro studi, tutti tranne uno: Scuotivento.
Infatti il nostro povero mago non può memorizzare nessun incantesimo, nemmeno il più semplice ed elementare, perché la sua mente è occupata da uno degli otto imponenti e potenti incantesimi che sorreggono il loro mondo, memorizzato a causa di una scommessa e che non può usare a causa della sua potenza. Viene così scelto per fare da guida turistica a Due Fiori, un turista proveniente da Mondo Contrappeso, accompagnato da un baule che cammina da solo su mille piedini e vive di vita propria, famoso per la sua fedeltà unica al suo padrone.
Inizia così per i due compagni un viaggio avventuroso per tutto il mondo alla scoperta di misteri, mostri, eroi, e guidati a loro insaputa dagli Dei, come piccole pedine di un’interminabile partita a scacchi a più giocatori.
Il colore della magia è il primo libro del ciclo Scuotivento e primo di una sessantina di libri scritti da Terry Pratchett nella sua lunga carriera.
Come in tutti i suoi romanzi troviamo uno stile ironico con cui crea una parodia del generale genere fantasy, stereotipando al massimo i personaggi, ma rendendoli così anche molto reali.
Nelle sue narrazioni si ritrovano i libri di Tolkien, di Howard, ma si nota anche che Pratchett attinge da Lovecraft, Shakespeare, dai miti e dalle leggende, creando così un suo genere unico e spettacolare.
I personaggi e gli ambienti sono descritti con una minuzia di particolarità immensi che li rende vivi e concreti e si ha la sensazione durante la lettura di vederli intorno a noi mentre compiono le loro gesta.
Lo stile umoristico porta il lettore a divertirsi come un bambino durante la lettura spingendolo a continuare pagina dopo pagina.
Una trama avvincente che seppur simile alle mille avventure fantasy risulta essere unica e inaspettata, piena di misteri e meraviglie grazie proprio allo stile di narrazione scelto.
Un grande romanzo di un grande scrittore che dovrebbero leggere tutti almeno una volta.
Sir Terence David John Pratchett, conosciuto come Terry Pratchett, nasce a Beaconsfield il 28 aprile 1948 e muore a Broad Chalice il 12 marzo 2015.
Nella sua vita è stato uno scrittore di fantasy umoristici e ha studiato astronomia e giornalismo, appassionato di fantascientifico.
Find ai tredici anni aveva la passione per la scrittura e scriveva sul giornale della scuola.
Le sue prime letture furono Wells e Doyle.
Nel 1981 pubblica il suo primo romanzo Il popolo del tappeto, ma è solo nel 1983 con la pubblicazione di Il colore della magia, libro che ha dato vita a Mondo Disco, che inizierà il suo grandissimo successo portandolo a scrivere più di 60 libri in tutta la sua carriera letteraria, diventando l’autore più venduto degli anni novanta con una media di due libri scritti e pubblicati all’anno.
Nel 2007 ha iniziato a soffrire di Alzheimer, ma ha continuato lo stesso a combattere registrando un programma per la BBC, aiutando la ricerca scientifica testando nel 2008 un prototipo per rallentare il progresso della malattia e a scrivere dettando i testi al suo assistente o a un programma con riconoscimento vocale fino alla fine dei suoi giorni senza mai arrendersi.
























