Posts Tagged ‘massimo ricciuti’

:: Un tango per Victor, Lorenzo Mazzoni, (Edicola Ediciones, 2016) a cura di Massimo Ricciuti

23 Maggio 2016
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Denil è un ragazzo di origini italo-cilene che vive ad Amsterdam. Le sue giornate sono tutte uguali, divise fra il lavoro presso un coffee shop e le serate da DJ. La sua conoscenza della storia cilena è affidata ai racconti dello zio Victor, sottrattosi appena in tempo alla dittatura di Pinochet. La monotona esistenza di Denil è destinata a cambiare quando vede una ragazza improvvisare passi di tango per le vie della città. Incantato dalla sua bellezza e dalla sua grazia, il giovane cerca di rintracciarla, finché sarà proprio lei, Julia, a entrare nel locale in cui Denil fa il DJ.

Pubblicato una prima volta nel 2008, questo romanzo rivede la luce grazie alla volontà e al lavoro degli editori di Edicola Ediciones. Intriso d’ironia e di poesia al tempo stesso, il libro dà comunque ampio spazio alla drammatica storia cilena e rende omaggio al grande cantante Victor Jara, assassinato dagli aguzzini di Pinochet. La musica è centrale nel racconto, tantissimi sono i brani citati. Ed è fondamentale per l’incontro fra Denil e Julia, accompagnando anche la loro breve storia d’amore. Un tango per Victor è un gioiellino da (ri)scoprire, impreziosito dalla splendida illustrazione di copertina, opera di Francisca Yáñez

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Ha vissuto a Londra, Istanbul, Parigi, Sana’a, Hurghada e ha soggiornato per lunghi periodi in Marocco, Vietnam e Laos. Scrittore, saggista e reporter ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui Il requiem di Valle Secca (Tracce, 2006; finalista al Premio Rhegium Julii), Le bestie/Kinshasa serenade (Momentum Edizioni, 2011), Apologia di uomini inutili (Edizioni La Gru, 2013). È il creatore dell’ispettore Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Koi Press) Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico. La trilogia (2011), La Tremarella (2012), Termodistruzione di un koala (2013), Italiani brutta gente (2014), Il giorno in cui la Spal vinceva a Renate (2015). Il suo ultimo romanzo, Quando le chitarre facevano l’amore (2015; Premio Liberi di Scrivere Award), è stato pubblicato da Edizioni Spartaco. Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi su il manifesto, Il Reportage, East Journal, Scoprire Istanbul, Reporter e Torno Giovedì. Collabora con il Fatto Quotidiano. È docente di scrittura narrativa di Corsi Corsari. Nel 2015, insieme al fotografo Tommy Graziani, ha fondato IbnBattuta.viaggi, un contenitore culturale di esperienze umane che promuove workshop di scrittura, reportage e fotografia in giro per il mondo.

Source: acquisto del recensore.

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:: Il matrimonio di mio fratello, Enrico Brizzi (Mondadori, 2015) a cura di Massimo Ricciuti

29 dicembre 2015
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Il matrimonio di mio fratello è una saga familiare, quella dei Lombardi, lunga quarant’anni. Protagonisti sono i due fratelli Max e Teo, cui fanno da contorno i genitori e Sofia, la sorella più piccola. Mentre è di ritorno a Bologna da una trasferta di lavoro al Sud, Teo viene avvertito della sparizione del fratello. Pur controvoglia, decide di recarsi presso lo sperduto paesino delle Dolomiti in cui Max vive. Approfittando del lungo viaggio Teo rievoca in prima persona la storia della sua famiglia a partire dalla fine degli anni ‘70. A ciò si affiancano le vicende dell’Italia, dalla prosperità degli anni ’80 a Tangentopoli, dalle stragi di mafia alla discesa in campo di Berlusconi per poi arrivare, in mezzo a tanti stravolgimenti politici e sociali, ai giorni nostri. Ciò che resta centrale nelle 500 pagine del romanzo è, però, la storia dei Lombardi, famiglia del ceto medio-alto bolognese, in cui entrambi i genitori lavorano e possono permettersi più di qualche sfizio. Nel racconto emergono nette le differenze fra il 42enne Max e il 39enne Teo. Il primo si ribella presto ai genitori e, terminate le scuole, decide di seguire la sua grande passione, l’alpinismo. Inoltre si sposa con Giulia dalla quale ha due figli. Teo, invece, almeno in apparenza più pacato, si laurea e va a lavorare presso la Vortex, la ditta di motociclette di cui il padre è dirigente. Max fallisce la scalata di uno dei monti più alti del mondo, il Nanga Parbat, con conseguenze drammatiche che lo segneranno per sempre. La sua vita lavorativa e personale va in pezzi e, nonostante i tentativi d’aiuto del fratello, si chiude in se stesso fino a sparire in un luogo difficile da raggiungere. Dal canto proprio Teo porta avanti un’esistenza da scapolo incallito, passando da una donna all’altra senza alcuna intenzione di mettere su famiglia. La terzogenita Sofia resta un po’ sullo sfondo, anche se talvolta è proprio lei, con le sue sagge parole, a risolvere intricate situazioni. Come ha dichiarato lo stesso Brizzi, il romanzo è incentrato sul rapporto dei personaggi con i momenti chiave della vita, in particolare il matrimonio e il legame con i figli. Siamo lontani, in tutto e per tutto, dal Brizzi di Jack Frusciante e non potrebbe essere altrimenti. L’autore è cresciuto e maturato, il linguaggio utilizzato è privo dello slang giovanilistico che contraddistingueva il suo esordio narrativo. Qui ci sono due quarantenni alle prese con le difficoltà che riserva l’esistenza e che ciascuno affronta in maniera diversa. Consci che alla fine il loro rapporto resisterà sempre e comunque, così come quello con i genitori e la sorella. Se dovessi individuare una “pecca” nel romanzo, la indicherei nella prolissità di alcune descrizioni che rallentano un po’ il ritmo. Nel complesso, però, la lettura resta piacevole e mi sento comunque di consigliarla.

Enrico Brizzi è nato a Bologna nel 1974 e ha esordito a vent’anni con il romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, al quale hanno fatto seguito Bastogne (1996), Tre ragazzi immaginari (1998) ed Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile (1999). Dalla passione per i viaggi a piedi ‘ che l’ha portato a percorrere la Via Francigena fra Canterbury e Roma e l’antico itinerario dalla Città eterna a Gerusalemme ‘ Brizzi ha tratto ispirazione per Nessuno lo saprà (2005) e Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (2007). Gli Psicoatleti (2011) è invece frutto di un cammino di oltre 2100 chilometri fra Alto Adige e Sicilia in occasione dei 150 anni dell’Unità nazionale. Compongono la trilogia dell'”Epopea fantastorica italiana” i romanzi L’inattesa piega degli eventi (2008), La nostra guerra (2009) e Lorenzo Pellegrini e le donne (2012). Tra i suoi ultimi titoli L’arte di stare al mondo (2013), In piedi sui pedali (2014) e il libro scritto con l’asso del ciclismo Vincenzo Nibali Di furore e lealtà (2014).

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Anna dell’ Ufficio Stampa Mondadori.

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