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Dell’acqua e dell’amore, Brunella Caputo (Homo Scrivens, 2020) A cura di Viviana Filippini

13 giugno 2021

“Partire è sempre una fuga, spesso necessaria. Gli eventi negativi della vita ti possono travolgere, invadere e prendere il posto dei pensieri. È necessario partire, allora. La partenza riesce a sciogliere il groviglio di idee strane nella testa, sempre. È così anche adesso”. (dal racconto “Tamandaré”).

Quella di Brunella Caputo intitolata “Dell’acqua e dell’amore” edita da Homo Scrivens è una raccolta di racconti brevi. L’autrice, che vive tra l’Italia e il Brasile, crea delle storie che assumono la natura di frammenti di vita nei quali aleggia un’atmosfera dove italianità e mondo brasiliano si mescolano. Pagina dopo pagina incontriamo personaggi che sono donne a uomini di diverse età, caratterizzati da modi di dire di fare per certi aspetti diversi, ma tutti accomunati dal fatto che l’amore è l’elemento cardine attorno al quale si sviluppano le loro esistenze. I racconti brevi presenti in “Dell’acqua e dell’amore” a tratti sembrano sogni fatti dai diversi personaggi protagonisti della narrazione, mentre in altri momenti della lettura ci si rende conto che quelle visioni oniriche sono veri e propri ricordi ripescati dal passato e fatti vivere di nuovo dalla scrittura dell’autrice salernitana e dalla lettura che l’utente fa della raccolta stessa. “Dell’acqua e dell’amore” raccoglie una trentina di storie nelle quali la Caputo indaga e narra ai lettori l’amore e le sue differenti manifestazioni. L’amore è presentato come un sentimento potente in grado di andare oltre ogni confine, è qualcosa che crea gioia e, allo stesso tempo, anche dolore, ma è presente nella vita di ogni persona letteraria come lo sono i personaggi nati dalla penna della Caputo o reale.  Nel libro si alternano vicende d’amore che hanno per protagonisti uomini, donne, la famiglia, amici o luoghi ai quali si è legati sentimenti puri e sinceri. L’amore è vissuto quindi come una sorta di viaggio che si muove tra la dimensione fisico realistica e quella emotiva. Il sentimento che fa battere il cuore appare come portatore di gioie e anche di sofferenze, ma nei racconti della Caputo c’è la presenza anche di un altro importante elemento al quale l’autrice è legata fin da bambina: l’acqua. L’acqua che assume significati e forme diverse, ed è un po’ come l’amore: è qualcosa che protegge e culla, ama che a volte intimorisce. Non solo, perché l’acqua diventa anche altro, essa è la rappresentazione del respiro, del tempo in movimento, della morte e della vita che si intrecciano, e della speranza e della meta da raggiungere per sentirsi amati e protetti. Il libro contiene la prefazione di Maria Concetta Dragonetto e anche un’interessante postfazione di Erminia Pellecchia.

Brunella Caputo è nata a Salerno e vive in Italia e In Brasile. È regista teatrale, attrice, scrittrice. Scrive articoli di teatro e racconti per quotidiani salernitani. 


Source: inviato dall’editore al recensore.