Posts Tagged ‘Albin Michel’

:: Parla come mangi – Libri letti in lingua originale: Les racines du sang, Natacha Calestrémé (Éditions Albin Michel, 2016)

25 novembre 2016

9782226326096-jOggi vi parlo di un interessante polar che ho avuto modo di leggere in lingua originale, ancora inedito in Italia, di un autrice francese giunta al suo terzo romanzo in patria. Dopo Le testamente des Abeilles (2011), Le voile des apparences (2015) Natacha Calestrémé, sempre per Éditions Albin Michel, ha pubblicato quest’anno Les racines du sang, nuovo romanzo con Yoann Clivel.
Prima di parlarvi del libro vorrei parlarvi un po’ dell’autrice, nome che credo non dirà molto ai lettori italiani. Natacha Calestrémé, giornalista e documentarista molto sensibile ai temi della natura e dell’ecologia, oltre che autrice di romanzi, è nata a Bordeaux nel 1966. E’ membro della Société des Explorateurs Français e del JNE (journalistes écrivains pour la nature et écologie), oltre che autrice di ben 23 film documentari su temi di grande impatto sociale come il riscaldamento globale o il mondo della sanità, che ben dimostrano il suo rigore scientifico, che cerca di mantenere anche nei romanzi, per lo meno nell’ultimo Les racines du sang.
Insomma è un autrice impegnata nel sociale che cerca anche nei suoi romanzi di introdurre temi che facciano riflettere e sensibilizzino i suoi lettori. Il suo impegno è sincero, vissuto in prima persona e già questo basta per renderla simpatica, se si aggiunge anche il fatto che scrive bene, direi che i suoi libri meritano interesse.
Les racines du sang dunque è il suo terzo romanzo con protagonista Yoann Clivel, coraggioso poliziotto alle prese con un caso che coinvolge il mondo della sanità. L’indagine prende l’avvio con la morte di un certo Roger Bural, proprietario di un enorme laboratorio, ucciso in un parcheggio del 13° arrondissement, 102 rue Dunois, in un lago di sangue, sgozzato come un porco. Non è un caso isolato, successivamente vengono uccisi un farmacista e poi un medico.
Sembra che ci sia un serial killer che sgozza le vittime e mette loro sulle labbra dello zucchero e una rosa. Omicidi seriali, o vendetta? Tutti coloro che hanno causato la morte di una donna, morta in seguito alla somministrazione di una medicina sperimentale contro il diabete, medico, farmacista, analisti di laboratorio farmaceutico, che forniva il medicinale, tutti vengono sgozzati con lo stesso sistema e con il particolare dello zucchero che rimanda alla malattia.
Dopo un viaggio in Africa che si rivela inutile dove assiste alla morte per epidemia di Ebola di alcune persone Yoann Clivel ritorna e con l’aiuto dei suoi colleghi e di una giudice riesce finalmente a scoprire il nome dell’ assassino che non è mai sazio di vendetta.
Raccontato in prima persona dalla voce del protagonista, è un thriller psicologico di sicuro impatto, che tocca temi caldi della società e della sanità, con un certi spirito di denuncia, che rispecchia il carattere sanguigno dell’autrice, veramente sensibile a questi temi. Yoann Clivel è un bel personaggio, ben caratterizzato, insomma regge bene in una serie che dovrebbe portare a breve al quarto episodio. Chiudo la recensione con una speranza, che sia presto disponibile in traduzione anche da noi.

Natacha Calestrémé membre de la société des Explorateurs Français, membre des JNE, journaliste et réalisatrice, a démontré sa rigueur scientifique en réalisant 23 films documentaires diffusés en France et à l’étranger. Depuis mars 2016, elle présente « Sur les chemins de la santé » à découvrir sur INREES.TV.
En parallèle, son expertise liée aux sujets « surnaturels » lui a permis de réaliser les Enquêtes Extraordinaires pour M6. Elle a publié plusieurs essais et deux thrillers remarqués, Le Testament des abeilles et Le Voile des apparences, parus chez Albin Michel.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Aurore dell’Ufficio Stampa Michel Albin.

:: Parla come mangi – Libri letti in lingua originale: Lontano, Jean-Christophe Grangé (Albin Michel, 2015)

14 novembre 2015

grangéNon è facile scrivere questa recensione. Più che per una difficoltà oggettiva, (il libro è lungo quasi 800 pagine, è di per sè complesso, e l’ho letto in lingua originale, per cui alcune parti è molto probabile che non le abbia comprese perfettamente), non è facile perchè Lontano di Jean-Christophe Grangé l’ho finito di leggere ieri poche ore prima che la televisone mi comunicasse i fatti terroristici di cui Parigi è stata vittima. Mi dispiace funestare questa recensione con questa premessa ma è giusto che sappiate lo spirito con cui la scrivo. La televisione parla di guerra, altri morti, altra sofferenza e parlare di libri è la mia forma di resistenza. Ho ricevuto Lontano dall’editore francese Albin Michel, non è ancora uscito in Italia, penso uscirà sempre per Garzanti la prossima primavera, probabilmente in questo momento stesso c’è un traduttore al lavoro su queste pagine. Lontano è un thriller che prevede un seguito, non tutte le parti saranno chiarite, ci sarà una seconda parte che uscirà presumibilmente in Francia questa primavera. In tutto qualcosa come 1600 pagine, l’opera più ambiziosa e complessa di Grangé. Non sono un recensore imparziale, da I fiumi di porpora ho seguito questo autore anomalo con grande interesse. Amo il suo stile, il suo toccare temi seri inserendoli in trame ricche di suspense, colpi di scena e un tocco di fantascienza, e fantapolitica, con uno sguardo al sociale frutto del suo passato di giornalista. Lui sì che ha molto viaggiato e visto molte parti del mondo, anche difficili, terreni di guerra, di scontri economici. Grangé è uno che sa, e è uno che sa scrivere le cose in modo che la gente abbia voglia di leggerle. Pensiamo all’ Africa, ai danni del colonialismo, al razzismo, alle lotte finanziarie per l’accaparramento delle materie prime. Materie da studiarsi all’università direte voi. Nei suoi romanzi invece chiunque può confrontarsi con queste tematiche anche se l’autore continua a sostenere che scrive romanzi di evasione, per intrattenere i suoi lettori non educarli. Lontano resta un thriller non è un saggio socioeconomico, ha soluzioni narrative atte a creare suspense, inserisce rivelazioni drammatiche, cambi di prosepettiva e derive scientifiche che appunto potremmo definire fantascienza. Pensiamo all’eugenica di I fiumi di porpora, o agli studi sul cervello e sulla memoria de L’impero dei lupi. Un fondo di verità scientifica su una struttura narrativa fatta di pura fiction. Questo è lo stile di Grangé. Lontano ha per protagonista un clan familiare, i Morvan. E lo sviluppo dei personaggi del partriarca Gregoire e dei figli Erwan, Loic e Gaelle è il punto di forza del romanzo, la parte dove si vede l’autore ha profuso più cure. Gregoire Morvan è un uomo di Stato, un uomo che conosce i retroscena di una Repubblica piena di luci e di ombre. Un uomo che ha sempre svolto il lavoro sporco per una sua idea di onestà e coerenza. Erwan il maggiore è quello che più gli somiglia ma ha altre idee, fa parte di un’ altra generazione. Loic e Gaelle sono i due figli più fragili, più tormentati, più problematici con le loro storie di droga lui e prostituzione lei. Una famiglia insomma problematica, che sì rappresenta i buoni ma non è priva di ombre, soprattutto Gregoire Morvan. La storia prende il via partendo da un’ indagine. Un giovane pilota viene ucciso per un apparente caso di nonnismo durante un’ esercitazione in Bretagna, nei dintorni di Brest, paese d’origine della famiglia Morvan. Erwan è certo che ci sia invece in azione un serial killer, misteriosamente legato a un’altro serial killer di cui si occupò suo padre quanrant’anni prima, l’Homme-clou. Padre e figlio dovranno allearsi per fare luce su questa faccenda che unirà Francia e Africa, pratiche tribali, e strani esperimenti medici. Un colpo di scena finale ci accompagnerà verso la seconda parte, in cui forse, avremo tutte le risposte. Forse. Avviso che ci sono alcune parti molto crude e cruente. Non per tutti.

Jean-Christophe Grangé è autore di romanzi di grandissimo successo che hanno ampliato i confini del thriller tradizionale: Il volo delle cicogne, I fiumi di porpora, Il concilio di pietra, L’impero dei lupi, La linea nera, Il giuramento, Miserere, L’istinto del sangue. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo e venduti in milioni di copie, sono pubblicati in Italia da Garzanti. Spesso sono stati portati sul grande schermo, e I fiumi di porpora ha vinto il premio Grinzane Cinema 2007 per il miglior libro da cui è stato tratto un film.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Aurore dell’Ufficio Stampa Michel Albin.