Traduzione di Angelo Molica Franco
Questa raccolta di articoli pubblicati su Marie-Claire tra l’ottobre del 1938 e il maggio del 1940 ci raccontano di una Colette appassionata, curiosa e innamorata della vita e dei suoi piaceri. Dalla cucina ai sentimenti, dal cinema ai fiori, la scrittrice francese ci parla di un tempo e di un luogo, Parigi, in cui anche arredare una casa o preparare per cena una zuppa di verdure, o un uovo affogato nel vino, possono essere un vero e proprio divertimento.
Colette ci ha abituato alla sua eccentricità e soprattutto alla libertà delle sue affermazioni, ma in questi articoli troviamo svelati tratti inconsueti della sua incredibile personalità, una sensibilità profonda e una intelligenza emotiva che scaturisce dalla sua preparazione e dalla sua attenzione al mondo e alle persone.
In essi anche il lato divertente e ludico dell’autrice: così la passione per il cibo, per i sapori e gli aromi viene svelata – in uno di questi articoli dedicati alla buona cucina – attraverso ricette curiose e fedeli alla tradizione, perché un buon piatto – scrive Colette – è, “prima di tutto, questione di misura e classicità”. Dal caffellatte al cioccolato arrostito, passando per lo spezzatino di montone e le castagne bollite, la scrittrice elargisce qualcosa di più di qualche consiglio: si tratta di veri e propri segreti del mangiar bene, a Parigi ma non solo, oggi come un tempo.
La città che Colette ama è il pretesto, nonché lo sfondo, per regalarci scorci della sua vita: i suoi numerosi traslochi, il colore delle pareti di casa, l’esperienza di madre, la sua passione per il cinema e per i bravi attori e l’affetto immutato per i suoi numerosissimi gatti. Il tutto descritto con il piglio accattivante e pungente di una donna intelligente e un’artista versatile. Non ci sorprende Colette, ma ci incoraggia a vivere le cose nella loro immediata semplicità, a prenderne il meglio, a coglierne i risvolti più inattesi. Come ci ricorda Guy Martin nella prefazione al libro: “Colette si fa carico della propria sessualità. Le sue prese di posizione sono numerose. I suoi desideri sono costanti. La sua golosità è unica. Una vera epicurea nata sotto il segno della buona tavola.”
Da leggere.
Sidonie-Gabrielle Colette (1873-1954) scrittrice, autrice e critica teatrale, giornalista, sceneggiatrice e molto altro ancora, è stata una delle grandi protagoniste della sua epoca. Tra le sue opere ricordiamo la fortunata serie di Claudine, La Vagabonda (1911), Chéri (1920), La gatta (1933), Il puro e l’impuro (1941), Il kepì (1943), Gigi (1944) e Prigioni e paradisi (1949). Insignita delle più importanti onorificenze, Colette è stata la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di Stato.
Seguito de L’ultimo dei templari, edito nel 2008 con Liberamente editore – e rieditato l’anno seguente con il titolo La leggenda dei templari – Spiritus Templi, nuovo romanzo storico del giornalista e scrittore torinese Paolo Negro, edito questa volta con Arkadia editore, ci riporta nella Francia del 1313 sulle tracce di Goffredo De Lor sacerdote di Querqueville giunto in tutta fretta a Parigi, la città che aveva lasciato molti anni prima e un cui mai sarebbe voluto tornare, per sfuggire alle minacce di morte del balivo di Caen.
Ormai ci siamo: dall’8 al 12 maggio torna a Lingotto fiere a Torino il Salone del libro, la kermesse annuale ospitata nel capolugo sabaudo e giunta ormai alla ventisettesima edizione, che attira pubblico non solo torinese, con stand di case editrici, incontri, dibattiti, percorsi tematici.
Sempre durante l’intervista ho voluto tentare di comprendere meglio quali siano i principali riferimenti artistici e letterari di Papa Francesco. Da quel momento si è andata costruendo una sorta di lista, l’elenco dei libri di quella che da subito ho chiamato nella mia mente «La biblioteca di Papa Francesco». Seguendo nell’intervista i nomi dei suoi scrittori preferiti, e così degli artisti, registi, musicisti e direttori d’orchestra, ho compreso che non si formava un elenco di puro gusto estetico, ma si andava definendo un vero e proprio territorio di esperienza umana. Le sue letture erano legate a visioni della realtà, alla sua stessa comprensione del mondo. Mi sono presto reso conto di essere assorbito dai suoi riferimenti, e di avere il desiderio di entrare nella sua vita passando anche per la porta delle sue scelte artistiche.
Giovanni de’ Medici, figlio di Caterina Sforza, passato alla storia come Giovanni dalle Bande Nere, ultimo Capitano di ventura del Rinascimento, è il protagonista dell’ultimo romanzo di Sacha Naspini, Il Gran Diavolo, edito da Rizzoli nella collana I signori della guerra.
Traduzione Eva Kampmann
Thriller storico di ampio respiro, sono ben 700 pagine, e di insolita ambientazione, le colonie della Magna Grecia, tra Sibari e Crotone intorno al 510 a.C., L’assassinio di Pitagora (El asesinato di Pitagoras, 2013) tradotto da Andrea Carlo Cappi, ed edito in Italia da Salani, nasce in Spagna nel 2013 come ebook autopubblicato su amazon.es, diventando in breve tempo un vero fenomeno da 50.000 ebook e facendo dell’autore Marcos Chicot, una piccola star della letteratura spagnola. Il passo sulla carta stampata è stato poi breve, e da li le traduzioni in numerosi paesi tra cui l’Italia. Fenomeno nato dal passaparola dunque, senza grandi campagne pubblicitarie, scelto dai lettori che amano l’azione, il mistero, le accurate ambientazioni storiche e una punta di romanticismo, ingredienti non nuovi, ma che l’autore sa dosare con una verve e una passione tutta mediterranea.
Non c’è dubbio alcuno che la capacità di predizione sia uno degli aspetti maggiori della fantascienza. Non l’unico ovviamente – pensiamo, per esempio, alla sua capacità critica o all’aspetto metaforico – ma tra i più importanti. Ecco, è probabilmente da qui che Alberto Cola e Francesco Troccoli sono partiti per assemblare questa antologia, illuminante e coinvolgente al tempo stesso, hanno preso spunto dalla crisi economica (che non poteva non essere anche sociale) che ha abbracciato il mondo intero e rivolgendosi agli autori hanno chiesto di “raccontarci una storia ambientata in una qualsiasi regione terrestre e in un periodo posto a un massimo di cento anni dalla ‘più grande recessione planetaria di tutti i tempi’”.
Allora, la vita è bella perché è varia. Oh, capitano anche le cose belle nella vita non fate quei musi, e a volte noi ne siamo gli artefici, come in questo caso. Anthony Riches e Ben Kane, due autori di romanzi storici di ambientazione romana che ho avuto il piacere di intervistare, più un amico, vestiti da romani, con troupe cinematografica al seguito, si sono messi in testa di raccogliere fondi per Medici senza frontiere, una charity veramente indipendente sempre in prima linea per aiutare le vittime della guerra e delle malattie, e Combat Stress, una charity che aiuta i veterani inglesi profondamente traumatizzati dalle loro esperienze di guerra. Direte che sono pazzi. Sì, sono pazzi, ma per una buona causa, per cui sono felice di segnalare la loro iniziativa. Tony, Ben e Russell Whitfield, partiti da Pompei arriveranno a Roma, al Colosseo questo sabato, vestiti di tutto punto da legionari romani, con calzari, tuniche, e tutto l’armamentario. 120 miglia hanno fatto! Se potete contribuire in qualche modo questo è il link:
I personaggi dei Moschettieri di Francia, realmente esistiti nella Storia anche se magari non con le valenze romanzesche di Dumas, hanno ispirato più di una volta anche altri autori, attratti da questo mondo ricco di avventure, intrighi, duelli, in cui si rileggevano pagine fondamentali del passato glorioso d’oltralpe, a cominciare dal fondamentale Seicento, secolo dell’assolutismo regio, ma anche di nuovi fermenti che non tardarono poi a manifestarsi.
In molti ricordano il volto di Danila Bonito, giornalista, conduttrice di telegiornali Rai e inviata speciale dalla carriera ormai trentennale in tanti programmi di approfondimento e inchiesta oltre che nei tg.
Ci sono sentimenti che sono più unici e forti del loro destino: la vita li potrà strapazzare come una bandiera al vento durante una tempesta, loro si piegheranno al volere del maltempo, ma sopravviveranno e ne usciranno rafforzati.
























