
Con Alchemy of Secrets, Stephanie Garber inaugura una nuova serie e dimostra ancora una volta di possedere il talento di trasformare luoghi reali in scenari dove il confine tra possibile e impossibile si dissolve fino a scomparire. Dopo aver conquistato milioni di lettori con Caraval e C’era una volta un cuore spezzato, l’autrice cambia registro e, senza rinunciare allo stile che l’ha resa celebre, costruisce un contemporary fantasy nel quale mistero, magia e suspense si intrecciano con straordinaria naturalezza.
La protagonista della storia, Holland St. James, è una giovane donna incapace di considerare le leggende semplici invenzioni. Per lei i miti urbani rappresentano frammenti di una verità nascosta, indizi disseminati in una realtà che pochi riescono davvero a vedere. Questa sua convinzione l’ha portata a frequentare un enigmatico corso universitario dedicato al folklore e alle leggende di Los Angeles, ospitato in una vecchia sala cinematografica. Fin dalle prime pagine si comprende come quel luogo invece di rappresentare solo un’aula, possa trasformarsi in una potenziale soglia verso un universo in cui ogni racconto dell’insegnante sarebbe in grado celare un fondo di verità.
L’ improvviso e terrificante incontro con il misterioso Watch Man, figura leggendaria capace di rivelare l’istante esatto della morte di una persona, imprimerà alla vicenda una brusca accelerazione. Quando Holland scoprirà infatti di avere davanti a sé appena ventiquattro ore di vita, il romanzo si trasformerà in una frenetica corsa contro il tempo, scandita da enigmi, antichi reperti e società segrete. L’unica sua speranza di salvezza sarebbe di ritrovare il mitico Cuore Alchemico, leggendario oggetto fatato, bramato e ricercato da chiunque intenda piegare il destino.
L’inconsueta Los Angeles immaginata da Stephanie Garber si allontana completamente dagli stereotipi della faraonica metropoli delle star. Hollywood diventa un labirinto di cinema dimenticati, alberghi sospesi fuori dal tempo, vicoli popolati da inquietanti presenze e antiche leggende capaci di modificare la realtà. La città tutta assume un ruolo centrale nella narrazione: osserva, seduce, inganna e custodisce gelosamente segreti che sembrano appartenere tanto al passato quanto al futuro. È un organismo ricco di fascino e oscurità, e nel quale ogni strada può trasformarsi nell’ingresso verso qualcosa di misterioso.
Stephanie Garber costruisce un’atmosfera costantemente sospesa tra incanto e inquietudine. La sua scrittura conserva la qualità fortemente evocativa che i lettori già ben conoscono. Le sue immagini vivide, incrementate dalle descrizioni dal taglio cinematografico e dalla fluida narrazione rendono semplice immergersi in un universo dove luce e ombra convivono senza soluzione di continuità. Ogni capitolo poi aggiunge nuovi tasselli all’intrigante mosaico, alimentando la curiosità grazie a continui ribaltamenti di prospettiva. Nulla nella storia appare davvero definitivo e ogni risposta apre la strada a interrogativi ancora più complessi.
Accanto alla componente fantastica si sviluppa una trama sempre ricca di tensione psicologica. Holland si ritrova divisa fra Gabe, lo sconosciuto che pare deciso a proteggerla, e Adam, il carismatico docente convinto che proprio Gabe rappresenti per lei il vero pericolo. Ciò nondimeno condizionare l’intreccio dentro a un semplice triangolo sentimentale sarebbe solo limitante. I rapporti fra i personaggi diventano parte integrante del mistero, alimentando un continuo gioco di diffidenza e attrazione. In un mondo dove perfino i ricordi possono essere alterati e la verità assume mutevoli contorni, fidarsi della persona sbagliata può significare condannarsi.
Il tema della fiducia costituisce infatti il cuore dell’intero romanzo. Stephanie Garber riflette sul peso delle scelte, sulla fragilità delle convinzioni e sul modo in cui la conoscenza possa modificare radicalmente la percezione della realtà. I segreti assumono quasi una dimensione alchemica: ogni rivelazione trasforma persone, relazioni e destini, dimostrando come la verità possa risultare la magia più potente.
Decisamente interessante anche la scelta narrativa di alternare, nelle prime pagine, capitoli in seconda persona alla narrazione in terza. Un espediente che coinvolge direttamente il lettore, facendolo sentire parte di quel misterioso corso universitario prima di accompagnarlo nella disperata ricerca della salvezza insieme alla protagonista. È una soluzione originale che aumenta il senso di coinvolgimento e riesce a rendere più sottile il confine tra chi sta osservando e chi vive gli eventi.
Se qualcosa resterà volutamente incompiuto sarà proprio la quantità di misteri ancora irrisolti. Molte domande troveranno infatti solo parziali risposte, lasciando intuire un progetto narrativo destinato ad ampliarsi nei prossimi volumi. L’effetto, molto ben calibrato, per fortuna non genera frustrazione, ma piuttosto grande curiosità, perché questo mondo voluto dall’autrice possiede tutte le caratteristiche necessarie per continuare a sorprendere.
Alchemy of Secrets è pertanto un’intrigante lettura, in grado di fondere fantasy contemporaneo, suspense e romanticismo senza mai perdere equilibrio. Stephanie Garber firma un romanzo elegante, ricco di fascino e atmosfera, nel quale la magia nasce dalle leggende, i segreti diventano strumenti di potere e il destino può essere sfidato, ma non ignorato.
Stephanie Garber è cresciuta in California e insegna scrittura creativa in un college privato. Ha svolto diversi lavori – tra cui volontaria per l’infanzia – prima di dedicarsi alla scrittura; il suo esordio è il fantasy per ragazzi Caraval (Rizzoli, 2017), che presto diventerà un film per la Twentieth Century Fox, primo romanzo di una trilogia che comprende anche Legend (Rizzoli, 2019) e Finale (Rizzoli, 2020). Sempre con Rizzoli ha pubblicato nel 2022 C’era una volta un cuore spezzato, nel 2023 E non vissero per sempre felici e contenti e, nel 2024, La maledizione del vero amore.
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Tag: Alchemy of Secrets, Fantascienza Fantasy Horror, fantasy, Patrizia Debicke, Rizzoli, Stephanie Garber
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