::Nulla da invidiare, Barbara Demick, (Iperborea 2026) a cura di Viviana Filipini

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“Nulla da invidiare. Vite normali in Corea del Nord” è il saggio di Barbara Demick edito da Iperborea. Il libro è frutto di anni di lavoro a Seul della giornalista che ha avuto modo di raccogliere voci dal mondo della Corea del Nord, mostrando quella che è la vera vita, ben diversa dall’immagine che ci arriva dai media, spesso filtrata, per fa apparire quello che in realtà non è. Snodo narrativo dal quale si propaga la narrazione è Chongjin, terza città più grande del paese, dove vivono alcune delle voci presenti in questo libro  che è un saggio e un reportage. Da subito l’immagine che abbiamo di Chongjin è quella di una centro abitato dove la povertà e la carestia dilagano, dove spesso e volentieri manca l’energia elettrica, dove il cibo è del tutto inesistente e dove ogni singola mossa che viene compiuta è sotto controllo del potere. Il periodo in questione riguarda il Paese  tra gli anni   Novanta, quelli cruciali del passaggio di consegna tra Kim Il-sung e Kim Jong-il. Tra le voci raccolte ci sono quelle di  Mi-ran e Jun-sang, una ragazza e un ragazzo che si amano, ma lo fanno con garbo, con attenzione per non dare scandalo, come quando vanno a passeggiare di notte e tra loro, per mantenere le distanze, tengono la bicicletta di lui. Loro che studiano e lavorano creandosi aspettative grandi per il futuro, quando poi sono soli nelle loro case meditano la fuga (che non si confessano per evitare di finire nei guai) da un mondo dove non si sentono liberi.  Loro sono una coppia, poi ci sono voci singole  di coloro che da medici assistono impotenti al dilagare della fame e delle malattie; ci sono ragazzi soli che finiscono in campi di detenzione dove trovano padri incarcerati per anni per aver cercato di procurare cibo alla famiglia affamata; donne che si inventano biscotti e attività per sfamare i figli; ci sono persone che vivono  nel terrore del verificarsi di un controllo a casa con l’arrivo di appositi comitati che verificano l’esposizione della foto del capo di governo. L’immagine che emerge dal libro della  Demick è quella di un mondo dove la propaganda domina, filtra i contenuti in entrata e in uscita. Un universo nel quale chi ci vive viene sottomesso, manipolato e indotto ad agire e pensare in un certo modo  nel rispetto ferreo delle regole, mentre chi cerca di agire in modo diverso viene arrestato, messo sotto inchiesta eo sempre tenuto d’occhio. Coloro che riescono a scappare – anche con escamotage rocamboleschi-  lo fanno per non tornare più (spesso con grande dolore) nella propria terra. Un andarsene  per  vivere in quel Sud tutto da conoscere e scoprire, dove la vita è progresso vero, indipendenza, autonomia e soprattutto libertà di vivere e di esistere. “Nulla da invidiare” di Barbara Demick è un libro corale dove si raccolgono storie e si narrarono i cambiamenti di potere nella Corea del Nord, nella quale sembra esserci una possibilità di cambiamento, di trasformazione e di maggiore rapporto e confronto con l’Occidente che rimangono però, a quanto si deduce, solo una facciata di superficie. Traduzione di: Valentina Ricci.

Barbara Demick, scrittrice e giornalista americana, lavora per il Los Angeles Times e collabora con il New Yorker. Con “Nulla da invidiare” ha ottenuto il Baillie Gifford Prize ed è stata finalista al National Book Award. I suoi libri sono stati tradotti in più di venticinque paesi. Iperborea ha pubblicato anche “I mangiatori di Buddha”.


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