:: L’impronta del lupo di Jo Nesbø (Einaudi 2026) a cura di Valerio Calzolaio

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Minneapolis. Settembre 2022 (e ottobre 2016). Lo scrittore norvegese Holger Rudi arriva a Minneapolis dall’aeroporto di Oslo per fare ricerche su un caso di omicidi avvenuto lì sei anni prima. Il suo romanzo di true crime è già a buon punto, si è dato otto giorni di lavoro sul campo fra quartieri, edifici, strade e locali dei fatti accertati. Del resto, la metropoli statunitense è piena di immigrati, famiglie e accenti norvegesi, c’era già stato, si trova a suo agio. Il romanziere intende cercare di capire meglio come e perché l’accaduto è accaduto, di entrare un poco nella testa dell’assassino e di altre persone coinvolte, di narrare da tassidermista, di individuare forse l’umano nel disumano. La scena torna così indietro nel tempo, al 2016 (alla vigilia del convegno annuale Nra, la lobby dei produttori d’armi): da una parte il colpevole racconta in prima persona il tentativo di uccidere un mercante d’armi legato alle gang, mirando a distanza con la carabina M24 da un palazzo dove è conosciuto come Tomas, poi la fuga e il suo piano da adattare, visto che Marco Dante (grasso e scemo, che veste italiano, mangia italiano e parla con un finto accento italiano) è stato colpito ma non ucciso, ora resta in coma all’ospedale; dall’altra seguiamo i detective che indagano, in particolare l’agente investigativo della Omicidi Bob One-Night Oz (anche lui con bisavoli norvegesi, cacciati da fame e tempi grami), rabbioso dopo che Alice lo ha lasciato (insieme per dodici fedeli anni), collezionista di donne-da-una-notte e gran bevitore (formalmente così estromesso dal caso), brava persona, chiacchierone, basso e bruttino, occhi azzurri e capelli rossi, testardo più che geniale, insistente più che affascinante, sulla scia della “tosta” bartender Liza, capelli neri e frangetta, sfacciata aria sicura di sé nonostante la leggera zoppia.
L’ottimo talentuoso fortunato Jo Nesbø (Oslo, 1960), già calciatore di A, agente di borsa, giornalista, chitarrista e paroliere (spesso negli stadi con la sua band Di Derre), padre cresciuto a Brooklyn, da circa trent’anni è famoso nel mondo soprattutto per gli ottimi lunghi tredici noir (1997 – 2022) della serie Harry Hole (da tempo siamo tutti tragici holeomani), ma scrive spesso altre interessanti narrazioni di genere (quando non ha da suonare o arrampicarsi). Quest’ultimo godibile romanzo è ambientato a Minneapolis (la città dei noti omicidi contemporanei, George Floyd nel 2020 e ora quelli provocati dall’Ice), a inizio 2026 ecosistema umano complessivamente meno violento di altri, con popolazione molto eterogenea dal punto di vista etnico (ben spiegata). Del resto, probabilmente non c’è connessione tra l’incidenza del crimine in un luogo e la sua capacità di ispirare buone storie noir e crime, o gialle. Le peculiarità stilistiche restano efficaci: la narrazione alterna una terza persona varia al passato (Bob più spesso) a una prima persona al presente (più rara e breve, lo scrittore nel 2022 e l’assassino nel 2016). Frequenti i riferimenti alle presidenze Usa di Obama e Trump in quel decennio; oltre che al Sindaco e agli amministratori pubblici di Minneapolis. Nesbø non è certo di centrodestra, apprezza Piketty, si documenta, mira comunque all’intrattenimento e ritiene saggiamente che “la postura didascalica è sempre pericolosa per i romanzi”. Utili riflessioni sull’ideazione, su pregi e difetti, richiami e rischi, colori e rumori dei centri commerciali, a partire dal Southdale Mall. Come altre volte, la gestione dei diabetici gioca un certo ruolo. Whisky a gogo. Bob Dylan e Prince sono nativi del Minnesota, considerati di Minneapolis, lo scrittore ben lo sa. Oz guadagna un punto con la playlist del cellulare (versione di Emmylou Harris di Tougher Than The Rest, a volume basso).

Jo Nesbø è uno dei piú grandi autori di crime al mondo. I suoi libri hanno venduto oltre 40 milioni di copie. È nato a Oslo nel 1960. Ha giocato a calcio nella serie A del suo Paese, ha lavorato come giornalista free lance, ha fatto il broker in borsa. Tutt’oggi suona regolarmente con la band norvegese dei Di Derre. Della serie con protagonista l’ispettore Harry Hole, presso Einaudi ha pubblicato: Il leopardo, Lo spettro, Polizia, Il pipistrello, Scarafaggi, Nemesi, Il pettirosso, La stella del diavolo, Sete, L’uomo di neve, Il coltello e Luna rossa. Presso Einaudi ha pubblicato anche i thriller Il cacciatore di teste, Il confessore, Sangue e neve, Sole di mezzanotte (da cui l’omonimo film con Alessandro Borghi), Il fratello,La famiglia, la raccolta di racconti Gelosia, l’horror La casa delle tenebre e L’impronta del lupo (2026). Nella uniform edition in Super ET, con le copertine di Peter Mendelsund, sono finora usciti: Il pipistrello,Lo spettro, Scarafaggi, Il leopardo, Nemesi, La stella del diavolo, La ragazza senza volto, Sole di mezzanotte, Il confessore, Polizia, Il pettirosso, Sete, L’uomo di neve, Il coltello, Il fratello, Gelosia e La casa delle tenebre.

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