La ragazza che doveva morire di David Lagercrantz (Marsilio, 2019) a cura di Elena Romanello

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2970177La saga thriller di Millenium arriva alla sua conclusione, grazie a David Lagercrantz, subentrato dopo la morte improvvisa di Stieg Larsson: se il quarto capitolo, Quello che non uccide, era risultato un po’ difficoltoso, il quinto, L’uomo che inseguiva la sua ombra, è stato invece all’altezza delle aspettative, e questo chiude alla grande, davvero.
Durante una soffocante estate a Stoccolma, Mikael Blomkvist è molto preoccupato perché Lisbeth Salander è scomparsa dal suo appartamento in Fiskargatan e nessuno sa che fine abbia fatto. In parallelo, sta seguendo un’inchiesta che non lo appassiona, quella sul crollo delle borse, e la sua amica potrebbe essergli appunto d’aiuto. Come se non bastasse, un senzatetto di origine asiatica che viveva da qualche tempo in un parco viene trovato morto, forse di overdose, con in tasca il suo numero di telefono, senza che si riesca a capire chi sia: l’unica cosa che si sa è che farneticava contro Johannes Forsell, il discusso ministro della Difesa, al momento alle prese con una feroce campagna mediatica contro di lui.
Lisbeth ha un obiettivo in testa ed è sulle tracce della sorella gemella, Camilla, con cui vuole regolare i conti una volta per tutte, pur avendo capito che anche lei era una vittima del padre. Camilla si fa chiamare Kira, vive in Russia dove si è legata a vari oligarchi, alcuni con legami con la criminalità organizzata, e anche lei vuole annientare quella sorella scomoda e pericolosa, e magari anche i suoi amici, Mikael in testa.
Si chiudono quindi una storia e un ciclo, con un romanzo che di nuovo racconta le contraddizioni e i lati oscuri del mondo di oggi, ma anche la voglia di fare giustizia e trovare la verità di Mikael e Lisbeth, due eroi che hanno saputo conquistare il pubblico: Lisbeth in particolare si conferma come una delle figure femminili più interessanti e intriganti della letteratura contemporanea, fuori da ogni schema e quindi imprevedibile.
La ragazza che doveva morire porta dentro gli orrori della contemporaneità, dall’Everest dove si consumato un crimine alla Russia corrotta di oggi, senza dimenticare la Svezia di oggi, una democrazia piena di acciacchi, che non ha mai fatto i conti con un passato filo nazista e un presente in cui i movimenti di estrema destra hanno continuato ad esistere e prosperare,  che ha sempre avuto legami ambigui con l’Unione sovietica, con la dittatura prima e con la Russia corrotta di oggi poi, senza contare misoginia, omofobia e razzismo presenti in maniera endemica e crescente.
Un libro che si legge tutto d’un fiato, una conclusione epica e due personaggi che si fa fatica a salutare, questa volta per sempre.

David Lagercrantz (1962), affermato giornalista e scrittore tradotto in quarantasei paesi, vive a Stoccolma. È autore di romanzi e biografie, tra cui la celebre Io, Ibra sulla vita di Zlatan Ibrahimović. Di Lagercrantz, oltre agli ultimi tre volumi della saga Millennium creata da Stieg Larsson – un fenomeno editoriale da cento milioni di copie vendute nel mondo –, Marsilio ha pubblicato i romanzi La caduta di un uomo. Indagine sulla morte di Alan Turing (2016) e Il cielo sopra l’Everest (2018).

Provenienza: libro preso in prestito dalle Biblioteche del Circuito SBAM.

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Una Risposta to “La ragazza che doveva morire di David Lagercrantz (Marsilio, 2019) a cura di Elena Romanello”

  1. gianni Says:

    So che sono fisime mentali, le mie, però non riesco a leggere con la stessa testa le continuazioni fatte da scrittori che subentrano…

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