La maledizione di Melmoth di Sarah Perry (Neri Pozza, 2019) a cura di Elena Romanello

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melmothDopo il successo de Il serpente dell’Essex, Sarah Perry torna nel catalogo Neri Pozza con La maledizione di Melmoth, sua ultima fatica, ispirato al classico del romanzo gotico ottocentesco Melmoth l’uomo errante di Charles Robert Maturin, tra le altre cose prozio di Oscar Wilde.
L’autrice sceglie di attualizzare la vicenda di un uomo che doveva vagare in eterno per una maledizione in epoca biblica, portando i suoi lettori nella Praga di oggi, in pieno inverno, dove abita Helen Franklin, traduttrice, residente nella città mitteleuropea da vent’anni, in fuga da un passato lontano dove le è capitata una cosa incredibile per chi la conosce oggi, riservata e dedita solo al lavoro.
In una giornata gelida incontra per caso Karel Pražan, una delle due persone che frequenta in città, in maniche di camicia malgrado il gelo, con in mano una cartellina chiusa, che le chiede di seguirlo. In un caffè della città le mostra cosa ha in mano, un manoscritto in tedesco che gli ha dato un uomo anziano che ha incontrato in biblioteca e che ora è morto. Sembra qualcosa di molto antico, ma in realtà è datato 2016 e parla di Melmoth la Testimone, l’Errante, colei che porta con sé il male del mondo, colei che appare dove regnano desolazione e morte.
Helen pensa che la storia di Melmoth sia solo una stupida leggenda e che quel manoscritto sia uno stupido scherzo di qualche burlone, ma quando Karel sparisce nel nulla, capisce di essere in pericolo e che Melmoth sta cercando proprio lei, per qualcosa che è capitato anni prima, in un altro luogo del mondo, lontano da Praga.
Sarah Perry si conferma una voce capace di ridare linfa al genere gotico, uno dei più antichi della narrativa di oggi, scegliendo stavolta a differenza de Il serpente dell’Essex un’ambientazione contemporanea, in una delle città più suggestive del mondo, con al centro di tutto una donna in fuga da un passato scomodo che tornerà a tormentarla e non solo.
L’autrice sognava da tempo di omaggiare un mostro della narrativa gotica del passato, ma voleva che fosse una donna: Melmoth, donna che non riconobbe Gesù risorto ed è condannata a vagare e a portare sventura sa conquistare, presentando la maledizione dell’immortalità ma anche il ritorno eterno di drammi e intolleranza.
Un romanzo agile, capace di stupire fino all’ultima pagina, un omaggio al fantastico e ad una sua figura iconica e un monito su come sia impossibile sfuggire dal passato che torna sempre.

Sarah Perry è nata nel 1979 a Chelmsford, nell’Essex. Studiosa, giornalista e scrittrice, con Il serpente dell’Essex (Neri Pozza, 2017) ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica.

Provenienza: omaggio al recensore dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

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