Guida all’immaginario nerd di Vari (Odoya, 2019) a cura di Elena Romanello

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nacci_nerdLa casa editrice Odoya continua la sua esplorazione delle culture pop degli ultimi decenni fino ad oggi con la corale Guida all’immaginario nerd, un volume illustrato che porta in quello che oggi è uno degli universi di narrazioni più amati e forse anche più discussi, per accuse periodiche di istigazione alla violenza, isolamento e ultimamente di abbracciare ideologie maschiliste e fasciste.
I cinque autori del libro, Jacopo Nacci, Alessandro Lolli, Irene Rubino, Gregorio Magini e Fabrizio Venerandi, affiancati da alcuni altri collaboratori, tra cui Vanni Santoni autore di uno dei libri simbolo sulla cultura nerd, La stanza profonda,  si confrontano nelle pagine del libro con quella che viene chiamata nerdiness o nerditudine, se può essere definita una subcultura, una delle tante giovanili che sono sorte in Occidente soprattutto dal dopoguerra ad oggi o un’indole, uno stile di vita, se è un insieme di prodotti culturali, libri, film, telefilm, fumetti, videogiochi, o un atteggiamento in generale che investe tutto.
In fondo, il libro dice che i nerd non esistono e se esistono non sono gli autori delle pagine del volume, che nessun essere umano è una caricatura, e in definitiva nessun nerd è mai tale perché non esiste un canone nerd, e se ci fosse nessun essere umano, di nessuna età sarebbe in grado di incarnarlo.
Le definizioni di nerd sono tante, patito di videogiochi, fanatico di fumetti e immaginario fantastico perso in un suo mondo e con poca attitudine verso qualsiasi forma di vita sociale, fissato con le tecnologie, interessato a cose poco popolari, capace di virare, come si è detto recentemente, anche verso ideologie estremiste. Ma su questo gli autori sono abbastanza fermi a dire che non c’è correlazione.
Guida all’immaginario nerd racconta percorsi individuali, mentalità, subculture incarnate in varie persone, di più generazioni, che in qualche modo si sono avvicinate ad un mondo vasto, contraddittorio appunto, dove non mancano anche le donne e le ragazze e dove forse certi atteggiamenti totalitari e estremisti sono fuori luogo e forzature.
Nelle pagine del libro, un saggio non nostalgico ma che crea non pochi ricordi, trovano spazio i videogiochi anni Ottanta, il film cult Wargames, un mito ormai di generazioni come Star Wars, l’universo ampio di Star Trek, l’iconico Capitan Harlock, la serie Doctor Who, ad oggi il telefilm più duraturo di sempre, i super eroi Marvel, i Transformers, La storia infinitaStand by meI GooniesIl signore degli anelliDylan DogDungeons & Dragons e molto altro ancora.
Ogni nerd troverà in queste pagine eroi e ispirazione, una strada per scoprirsi o riscoprirsi in un certo modo, e chi vuole sapere chi sono davvero questi nerd potrà avere degli spunti comunque.

Alessandro Lolli ha pubblicato il libro La guerra dei meme (Effequ, 2017), primo saggio italiano sul fenomeno dei meme di internet e sulle sottoculture virtuali che li hanno generati. Scrive di cultura, politica, cinema, letteratura e musica su riviste come Not, Esquire Italia, Il Tascabile, Vice Italia e altre. Quando non scrive, è un giocatore competitivo di Super Smash Bros. e ottiene piazzamenti di tutto rispetto, anche in tornei nazionali.

Gregorio Magini vive e programma a Firenze. Ha pubblicato i romanzi La famiglia di pietra (Round Robin, 2010) e Cometa (Neo Edizioni, 2018). Ha fondato e coordinato il progetto Scrittura Industriale Collettiva, da cui è nato il romanzo storico a 115 autori In territorio nemico (Minimum Fax, 2013). I suoi racconti sono apparsi sulle riviste letterarie italiane e antologie.

Jacopo Nacci è narratore e diverse altre cose malgrado creda fermamente nella specializzazione. Ha pubblicato il romanzo Dreadlock! (Zona, 2011), il saggio Guida ai super robot (Odoya, 2016), un paio di autoproduzioni in formato eBook, qualche racconto su riviste cartacee e in rete, e diversi articoli di cultura pop su L’indiscreto, Fumettologica, Not ed Esquire.

Irene Rubino, dopo gli studi di lettere classiche e letterature comparate a Pisa, approda a Carrara dove diventa giornalista a tempo pieno. Collabora con Il Tirreno e La Voce Apuana; i suoi contributi sono apparsi, tra gli altri, su Prismo Magazine e Cinema Errante.

Fabrizio Venerandi è cofondatore della casa editrice Quintadicopertina per la quale ha seguito gli sviluppi della narrativa interattiva e della programmazione dei libri elettronici. È autore di libri, di letteratura elettronica, di interactive fiction e videogiochi.

Provenienza: libro del recensore.

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