:: Tutti i nomi di un padre di Nicola Vacca (L’ArgoLibro 2019) a cura di Giulietta Iannone

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vaccapadreLa perdita di un genitore non credo la si superi mai, nemmeno se avviene in età adulta, quando i legami di dipendenza, emotiva e materiale, sono più fluidi, quando a volte una certa lontananza, anche fisica, sembra aver reciso quell’invisibile cordone ombelicale che tiene indissolubilmente legati genitori e figli. Sì sa i figli prendono la loro strada, magari si trasferiscono all’estero per studio o lavoro, decadono spesso la coabitazione, la dipendenza economica, la necessità di continue rassicurazioni dell’infanzia.
Ma mai si avverte quanto sia potente questo legame come quando li perdiamo, quando facciamo l’esperienza dell’assenza, della mancanza, del vuoto irreversibile che queste morti propagano come onde concentriche nelle nostre vite.
Un poeta è tentato di elaborare questo lutto con le parole, e così fa Nicola Vacca con il suo “Tutti i nomi di un padre”, un’opera sofferta, piena di autentico dolore, che gronda sangue da ogni verso, un atto di amore per entrambi i suoi genitori, persi nell’arco di poco tempo.
I genitori sono le nostre radici, ci hanno dato la vita, ci hanno educato, ci hanno donato non solo cose materiali, ma valori, qualità, convinzioni profonde, sono stati potenti modelli su cui abbiamo forgiato il nostro essere più profondo.
Nicola Vacca si espone, parla in pubblico di questo oscuro dolore, questo grumo di sangue nero, e usa parole forti, dense anche di rabbia, quella rabbia esistenziale coltivata dallo studio dei suoi grandi maestri Camus, Cioran su tutti, che in un certo modo disciplina un dolore che altrimenti non avrebbe sfogo, non avrebbe dimensione. La rabbia in questi casi aiuta, attenua la disperazione, fa intravedere come scintille lampi di bene, di pace. Perché quando siamo arrabbiati confidiamo che ci sia qualcuno che avverta la nostra rabbia, la divida con noi, ci ascolti. Questo è umano, è ciò che unisce l’umanità in una nuova fratellanza, che superi le singole solitudini.
Non stupisce la scelta dei versi di Pasolini della citazione in esergo “Solo l’amare, solo il conoscere conta, non l’aver amato, non l’aver conosciuto”. Il tempo presente conta, l’ora e l’adesso, l’amore vivente. Eco laico dell’inno all’amore di San Paolo. “Dà angoscia il vivere di un consumato amore”.
Tanti i versi che mi hanno colpito, tra tutti forse questo: “Bisogna essere folli d’amore/ per diventare poeti” racchiude in sé il cuore autentico della poetica di questo autore complesso, anche se usa parole semplici e immediate, tormentato, che non imbocca la strada della superficialità per soffrire meno, per sfuggire il dolore di cui la vita sembra essere inseparabile compagna.
Teniamoci stretti/ perché la storia dei baci finisce”. Quel teniamoci stretti è tutto quello che ci resta, quella solidarietà fra naufraghi che sembra la grande lezione che il padre gli ha trasmesso, lui socialista, lui che la libertà, la giustizia e il bene li aveva nel dna.
Con due interventi di Paolo Fiore e Donato Di Poce.

Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. È redattore della rivista Satisfiction Svolge, inoltre, un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea. Ha pubblicato: Nel bene e nel male (Schena,1994), Frutto della passione (Manni 2000), La grazia di un pensiero (prefazione di Paolo Ruffilli, Pellicani, 2002), Serena musica segreta (Manni, 2003), Civiltà delle anime (Book editore, 2004), Incursioni nell’apparenza (prefazione di Sergio Zavoli Manni 2006), Ti ho dato tutte le stagioni (prefazione di Antonio Debenedetti, Manni 2007) Frecce e pugnali (prefazione di Giordano Bruno Guerri, Edizioni Il Foglio 2008) Esperienza degli affanni (Edizioni il Foglio 2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (Edizioni Il Foglio 2010), Serena felicità nell’istante (prefazione di Paolo Ruffilli, Edizioni Il Foglio 2010), Almeno un grammo di salvezza (Edizioni Il Foglio, 2011), Mattanza dell’incanto ( prefazione di Gian Ruggero Manzoni Marco Saya edizioni 2013), Sguardi dal Novecento (Galaad edizioni 2014) Luce nera (Marco Saya edizioni 2015, Premio Camaiore 2016), Vite colme di versi (Galaad edizioni 2016), Commedia Ubriaca (Marco Saya 2017).

Source: libro inviato dall’editore, che ringraziamo.

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