:: Il purgatorio dell’ angelo – Confessioni per il commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni (Einaudi 2018) a cura di Giulietta Iannone

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Il purgatorio dell_ angeloE siamo giunti quasi al termine della saga di Ricciardi, il prossimo libro chiuderà definitivamente il ciclo di romanzi polizieschi ambientati in Italia negli anni ‘30 che Maurizio de Giovanni ha dedicato al commissario cilentano in stanza a Napoli che ha la peculiarità di vedere i morti di morte violenta nei loro ultimi drammatici istanti di vita.
Che dire un po’ di malinconia c’è, per chi come me ha amato la saga, Ricciardi è più di un personaggio di carta e inchiostro, è quasi un amico che ci ha accompagnato in questi anni con le sue indagini e i suoi tormenti amorosi.
Ma un ciclo si chiude, nuove storie prenderanno vita, con nuovi personaggi, è la vita, è giusto così. Un autore sa quando è giunto il momento di abbandonare un personaggio, perlopiù ingombrante e impegnativo, seppure amatissimo, come Luigi Alfredo Ricciardi barone di Malomonte, che invece di restare al sicuro nel suo castello avito a dilapidare le sue ingenti sostanze ha deciso di combattere il crimine e assicurare alla giustizia i colpevoli.
Questa volta il caso che dovrà affrontare lo porterà a indagare sul delitto di un padre gesuita in odore di santità, amato da tutti, l’ultima persona al mondo che ci si immagina possa essere vittima di una morte violenta.
Ma i misteri dell’animo umano a volte sono insondabili e l’apparenza è una brutta consigliera. Starà a Ricciardi dipanare una matassa assai aggrovigliata, e grazie al suo fiuto e alla sua proverbiale intuizione riuscirà a capire che tutta la storia trae origine nel passato, come sempre quando sono protagonisti odi e rancori che non trovano pace.
Oltre all’ indagine poliziesca corre parallela la sua storia d’amore con Enrica, che sembra giunta a un punto di svolta, se non fosse che la madre della ragazza, la pratica e decisa Maria Colombo, ha la malaugurata idea di invitare Ricciardi per un caffè.
Non vi anticipo gli sviluppi, li leggerete da soli, ma posso dire che il maggior ostacolo a questo amore sta proprio in Ricciardi e nella sua scelta se aprire o meno il suo cuore finalmente a Enrica. Troverà il coraggio di dirle la verità sulla sua condizione? Di spiegarle quale è il tarlo che lo avvelena fin da bambino, la sua più grande paura?
De Giovanni ha una dote naturale nell’ indagare e sondare l’animo umano e lo fa con leggerezza e lievità. Ti fa sentire davvero come lettore parte della storia, ti coinvolge, ti commuove e a volte ti fa proprio arrabbiare. Ormai la mia antipatia per la madre di Enrica è epica, e se non fosse per l’intervento di Nelide… Ma lo scoprirete da voi, il rischio di spoilerare è altissimo.
Come sempre nei suoi romanzi oltre al filone di indagine principale, se ne aprono di secondari che questa volta vedono protagonista Maione, un gruppo di disperati dediti ai furti, e un giovane poliziotto di cui Maione si affeziona, e in cui vede forse più che il suo figlio morto, un giovane se stesso. Come al solito sarà Bambinella ad aprirgli gli occhi e inavvertitamente a spezzargli il cuore.
Che dire per essere il penultimo romanzo con protagonista Ricciardi sembra indirizzare la storia in una determinata direzione, ma per quanto riguarda almeno gli sviluppi sentimentali dovremmo aspettare l’ultimo romanzo, e tifare per la povera Enrica che coroni finalmente il suo sogno d’amore e sposi il suo amato commissario. Ma vedremo, anche se non credo che de Giovanni abbia il cuore di togliergli anche solo una parvenza di lieto fine.
Comunque ricordiamocelo sono storie noir, il sentimentalismo presente è specchio dell’epoca e della sensibilità partenopea, non è detto che fiori d’arancio e vissero felici e contenti si adatti proprio al personaggio di Ricciardi. Noi comunque anche contro ogni logica glielo auguriamo con tutto il cuore. Come auguriamo a Maione di invecchiare con la sua Lucia e vedere crescere i suoi figli. Lo so, lo so sono solo personaggi di un libro, ma hanno il dono di essere così reali nelle sfaccettature psicologiche e nei comportamenti che inevitabilmente ci si affeziona. Bravo de Giovanni!

Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d’inverno e Il purgatorio dell’angelo (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero). Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Einaudi Stile Libero 2016; Premio Scerbanenco), con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo (sempre pubblicato da Einaudi Stile Libero e diventato una serie Tv per Rai 1), continuato con Buio, Gelo, Cuccioli, Pane e Souvenir, che segue le vicende di una squadra investigativa partenopea. Ha partecipato, con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli, all’antologia Giochi criminali (2014). Per Rizzoli sono usciti Il resto della settimana (2015), I Guardiani (2017) e Sara al tramonto (2018). I libri di Maurizio de Giovanni sono tradotti in tutto il mondo. Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, de Giovanni è anche autore di opere teatrali.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’autore per la dedica, e Gaia e Manuela dell’Ufficio Stampa Einaudi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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