:: Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris (Garzanti 2018) a cura di Viviana Filippini

by
tatuatore

Clicca sulla cover per l’acquisto

Lale era giovane e coraggioso. Lale era cecoslovacco e viveva nel 1942. Lale era ebreo, era il prigioniero n. 32407 e lui stesso divenne il tatuatore di Auschwitz. La sua storia di lotta per la sopravvivenza del deportato Lale è nel libro “Il tatuatore di Auschwitz” di Heather Morris, edito da Garzanti. Quella di Sokolov non è una vicenda inventata, ma la storia vera di un giovane uomo che si consegnò ai tedeschi per lavorare e salvare dalla deportazione la sua famiglia. Lale, inizialmente internato con il compito di costruire baracche, venne colpito dal tifo. Ad assisterlo Pepan, il prigioniero che poi gli insegnò quell’ingrato e difficile gesto di tatuare sulle braccia degli ebrei rastrellati dai nazisti centinaia di migliaia di numeri con l’inchiostro verde. Lale ogni giorno lasciava il blocco 27 a Birkenau per andare ad Auschwitz e qui, a testa bassa senza mai guardare nessuno in faccia, per non percepirne il dolore e la sofferenza, tatuava tutti coloro che gli passavano davanti. Bambini, anziani, uomini e donne scorrevano davanti a lui che un giorno incrociò due occhi potenti. Uno sguardo che portò nel suo animo la luce dell’amore e delle speranza. La giovane che fa breccia nel cuore di Lale era Gita e, giorno dopo giorno, il giovanotto fece il possibile per salvarla. Lale era così innamorato da escogitare qualsiasi piano per rendere meno dolorosa e sofferta la prigionia della ragazza che lui amava alla follia. I due protagonisti vissero il loro amore nascente sul filo del rasoio, sempre con la paura che tutto potesse finire da un momento all’altro, perché l’assenza all’appello o all’appuntamento previsto, ad Auschwitz facevano pensare subito al peggio. Lale tatuava numeri su numeri e questo gli permetteva di ricevere razioni extra di cibo che distribuiva ai compagni. Il giovane, classe 1916, rischiò la vita, lo picchiarono fino allo sfinimento, ma lui con tenacia andò avanti imperterrito nella sua missione di aiuto al prossimo. Nel libro scritto dalla Morris non si affronta solo il rapporto tra il tatuatore e la sua amata, perché tra le pagine ci sono le vicende degli altri deportati. Si scopre come molti di loro fossero utilizzati come cavie per esperimenti compiuti dal dottor Mengele, di come quelle poche donne ebree a cui non venivano tagliati i capelli erano l’oggetto del desiderio da parte dei militari, si leggono le tremende violenze a cui i prigionieri furono sottoposti e lo shock del protagonista alla vista dell’interno dei forni crematori. Lale e Gita si salvarono, si ritrovarono e si sposarono diventando i coniugi Sokolov nella Cecoslovacchia controllata dai sovietici. Dopo essere stato imprigionato per aver inviato denaro per la costruzione delle Stato di Israele, Lale e la moglie fuggirono a Vienna, Parigi, Sydney, fino al Canada, dove nacque il loro unico figlio Gary, il quale solo da adulto venne a conoscenza del dramma vissuto dai genitori. “Il tatuatore di Auschwitz” della Morris è la storia di un amore nato in un contesto di morte e distruzione, della paura di non poter realizzare i propri sogni o di ritrovare i propri cari e di una costante resistenza al male, nella speranza di un nuovo domani. Una storia che deve essere conosciuta per continuare a fare Memoria.

Heather Morris, nata in Nuova Zelanda, vive e lavora a Melbourne in Australia. Autrice di sceneggiature, ha deciso di volgersi alla narrativa per raccontare la commovente storia di Lale Sokolov. Il tatuatore di Auschwitz è il suo romanzo d’esordio: dopo lo straordinario interesse suscitato alla Fiera di Londra del 2017 è stato venduto in tutt’Europa ancora prima della pubblicazione.

Source: pdf inviato dall’ editore al recensore, si ringrazia Caterina dell’ ufficio stampa Garzanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Tag: , , , , , ,

4 Risposte to “:: Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris (Garzanti 2018) a cura di Viviana Filippini”

  1. illettorecurioso Says:

    Questo libro mi è piaciuto davvero molto, più di quanto mi sarei aspettata!

  2. Viviana Says:

    è una bella storia, un altro pezzo di vita vissuta che si innesta nella Memoria, anche a me è molto piaciuto

  3. Giulia Says:

    Quest’anno è stato molto ricco di uscite, anche certo gli altri anni, ma tra diari, romanzi, reportage avremo letture per tutto l’anno. Forse alcuni libri è bene leggerli con più calma, in periodi anche meno affollati. Alcuni li tengo per dopo. Ne ho diversi anche degli anni scorsi, che magari rileggo, vecchie edizioni di Primo Levi, il diario di Anna Frank, i diari di alcuni deportati, e dei saggi sul periodo. Ma ci sono anche romanzi molto belli come questo.

  4. viviana Says:

    ammetto che libri di memorie su questo tema mi piace leggerli in questi giorni e pure durante tutto l’anno, perchè credo che la Memoria si da alimentare e mantenere viva ogni giorno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: