:: La notte della rabbia di Roberto Riccardi (Einaudi 2017) a cura di Federica Belleri

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La notte della rabbia

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Roma, inizi degli anni ’70. Il professor Claudio Marcelli viene sequestrato. L’operazione viene subito rivendicata dalle Sap, Squadre d’Azione Proletaria. Il professore aveva da poco proposto una riforma della legge penale, ed era candidato come Ministro dell’Interno. Elemento scomodo per i terroristi. Moglie e figlia, presto informate, iniziano a vivere nell’incertezza e nella paura. Il colonnello dell’Arma Leone Ascoli è impegnato da tempo a combattere le Sap in ogni modo, la lotta al terrorismo per lui è al pari di una questione personale. Il sequestro del professore è un ricatto allo Stato, di questo ne è sicuro.
Si effettuano i primi rilievi, i giornalisti sono affamati di notizie e Roma continua a vivere come se nulla fosse accaduto. Il costo della vita è aumentato e la disoccupazione ha l’aspetto di una piaga infetta.
Ascoli è preoccupato e pensieroso. Riflette su come organizzare al meglio i suoi uomini, e ogni tanto si lascia manipolare da ricordi dolorosi e dal vuoto lasciato dalla moglie, scomparsa troppo presto. È un essere umano, come tanti. Ha un vissuto e un presente faticoso da portare avanti. Ha un codice personale relativo ai prigionieri che rispetta in modo scrupoloso: anche il peggior delinquente ha una dignità, e deve essere trattato bene. Il colonnello Ascoli è spesso taciturno. Lo sa bene l’appuntato Berardi suo fidato autista e amico singolare, in grado di strappargli sempre un sorriso. Alcuni illustri personaggi lo circondano in questa indagine. Tra questi spicca il giudice Tramontano, archivio storico umano con la maggior quantità di informazioni sulle bande criminali. Un amico stimato, dalla stazza imponente, amante della buona cucina. All’interno di quest’indagine compare la Stasi e l’Intelligence della Germania Occidentale. Il terrorismo ha radici particolari e troppe sono le persone interessate a spiare, prima di essere spiate. Tra amicizie vecchie e nuove Leone Ascoli osserva piccoli particolari, che possono fare la differenza. Protegge una testimone che ha bisogno di lui. Scopre le vere intenzioni delle Sap e precipita in un vortice che lo riporta indietro nel tempo. Non ha scelta, deve affrontare di nuovo un oscuro periodo.
I movimenti studenteschi avanzano. Si siglano accordi per non soccombere. E lentamente il cerchio si chiude attorno agli ideali politici offuscati dall’amore. Attorno ad un gruppo all’apparenza unito ma composto in realtà da individui egoisti ed insicuri. Una morsa di angoscia e di terrore si stringe attorno alle famiglie dei carabinieri, che vivono questa e mille altre indagini sulla propria pelle.
La notte della rabbia è un noir che definisce come il male sembri possedere l’essere umano, senza appartenere a un genere specifico o a un colore politico.
La notte della rabbia è un’erba infestante che si insinua e cresce a dismisura, alimentata dalla vita stessa.
La notte della rabbia costringe i protagonisti a guardarsi in faccia, con le armi puntate sui rispettivi volti.
La scrittura precisa e densa di avvenimenti porta il lettore a confrontarsi con i temibili Anni di Piombo. Il romanzo ha un ritmo equilibrato dalla prima all’ultima pagina, e scava nell’animo dei personaggi al punto giusto, senza invadere.
Ottima lettura.

Roberto Riccardi (Bari, 1966) è colonnello dei carabinieri. Ha esordito nel noir con Legame di sangue (Giallo Mondadori, 2009), cui hanno fatto seguito I condannati (Mondadori, 2012), Undercover (e/o, 2012), Venga pure la fine (e/o, 2013) e La firma del puparo (e/o, 2015). È anche autore di libri sulla Shoah: Sono stato un numero (Giuntina, 2009; premio Acqui Storia), La foto sulla spiaggia (Giuntina, 2012) e, insieme a Giulia Spizzichino, La farfalla impazzita (Giuntina, 2013). Per Einaudi ha pubblicato La notte della rabbia (2017).

Source: acquisto del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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