:: Scrivendo sulla strada di Lawrence Ferlinghetti (Il Saggiatore 2017) a cura di Nicola Vacca

Ferlinghetti

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Lawrence Ferlinghetti è ancora on the road. Quasi centenario è ancora qui a rappresentare l’anima vagabonda e cosmopolita della poesia.
Il Saggiatore manda in libreria Scrivendo sulla strada. Diario di viaggio e di letteratura. Un volume corposo che raccoglie i diari, finora inediti in Italia. Pagine scritte durante cinquant’anni di vagabondaggi per il mondo (magnificamente tradotte da Giada Diano).

«Considero questo libro – scrive Ferlinghetti – come parte della tradizione dei viaggi in Italia di D. H. Lawrence o di Goethe. È come se molta della mia vita fosse una continuazione del mio wanderjahr giovanile, il mio peregrinare nel mondo».

Ferlinghetti definisce questo diario un insieme di pagine peripatetiche scritte per se stesso.
Ma nel suo vagare per il mondo ci ritroviamo tutti. Con l’autobiografia della sua poesia e delle sue narrazioni si finisce inevitabilmente per ritrovarsi. Queste sono le pagine di un testimone particolare che ha attraversato tutto il Novecento.
Sfogliando i suoi diari, lo troviamo ovunque. Il mondo è la sua casa e in ogni posto con la sua poesia ha documentato i mutamenti, lasciandosi sempre inghiottire dagli eventi, dal tempo e dalla storia, senza mai preoccuparsi del boato deflagrante che promettevano le sue parole.

«La vita di Ferlinghetti – scrivono nell’introduzione Giada Diano e Mattew Gleeson –è cosmopolita sin dall’inizio; infatti da bambino pensa di essere francese. Nasce a New York, quinto figlio di Carlo Ferlinghetti e Clarence Mendens – Monsanto, e cresce come Laurence Ferling (poiché il cognome era stato anglicizzato)».

Incontri, parole e paesaggi, ma anche resoconti esistenziali di esperienze umane e disumane.
Ferlinghetti scrive queste pagine pensandole come monologhi interiori, come storie scritte da un reporter venuto dallo Spazio – inviato sulla terra da un caporedattore con una scarsa tolleranza per le stronzate – per descrivere le azioni bizzarre di questi «umani».
Lo troviamo ovunque il poeta con il suo dissenso. Tutti gli angoli del mondo gli appartengono e il viaggiare è sempre una forma di meditazione e ricerca. Un modo alternativo e propedeutico del suo scrivere personale sulla strada, che resta ancora oggi il mestiere più difficile con cui fare i conti.

«Ogni diario è autobiografico. Se è scritto in prima persona , non può che esserlo. A meno che l’autore non menta a se stesso – e ciò lo rende ancora più autobiografico. Sto cercando di trascinare il rastrello del mio diario sopra il paesaggio. Forse scoprirò qualcosa».

Con queste parole inizia il viaggio di Lawrence Ferlinghetti (poeta indentificato con gli scrittori della Beat Generation, anche se lui non si è mai considerato un beat) sulla strada di un secolo, alla scoperta dell’umano e di tutta la poesia della vita che è sempre desiderio di lotta, ribellione e soprattutto di vissuto intenso da testimoniare.

Lawrence Ferlinghetti (New York, 1919) è poeta, editore, pittore e attivista politico. Vive a San Francisco.

Source: libro inviato dall’editore al recenore, ringraziamo l’Ufficio stampa Il Saggiatore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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7 Risposte to “:: Scrivendo sulla strada di Lawrence Ferlinghetti (Il Saggiatore 2017) a cura di Nicola Vacca”

  1. lisadeiuri Says:

    Ferlinghetti e la sua City Lights Books sono stati e tutt’oggi sono il punto di riferimento, a North Beach, San Francisco, per generazioni di lettori “underground”. Quando mi trovavo a Frisco ho visitato la storica libreria. Un amico di Lawrence, attualmente poeta laureato di San Francisco, del quale ero ospite, Jack Hirschman, è un altro autore molto interessante, come del resto Janine Pommy Vega, conosciuta a Sarajevo e purtroppo scomparsa qualche anno fa. Il diario di Ferlinghetti mi incuriosisce molto. Grazie 🙂

    • Giulia Says:

      Ma che bello Lisa! Avrai tante foto, dai postane qualcuna nei commenti. Io adoro Ferlinghetti e la sua libreria, il mio sogno è di aprirne una simile (lo so non si realizzerà mai). Quando Nicola Vacca l’autore dell’articolo me l’ha proposto ho fatto i salti, giuro 🙂 Se non lo conosci lo ringrazierò io per te!

  2. lisadeiuri Says:

    Ciao Giulia!
    Qualcuna di Frisco la trovi qui:
    https://iaiastories.wordpress.com/2017/08/28/a-tale-of-san-francisco/

    Sono principalmente del Caffé Trieste, sempre a North Beach, ma della City Lights non ne ho. Ne ho qualcina con Jack Hirschman, ma come la inserisco nei commenti?

    Quelle con Janine, invece, sono qui:
    https://iaiastories.wordpress.com/2017/09/24/i-miss-sarajevo/

  3. Giulia Says:

    Aspetta che chiamo Nicola.

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