:: Solo sabbia tranne il nome, Paolo Fiore (Manni 2017) a cura di Nicola Vacca

solo sabbia tranne il nome

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Abbiamo lasciato Paolo Fiore cinque anni fa quando dava alle stampe Fu chiaro appena oltre lo zenith, il romanzo storico e filosofico ambientato nel cuore dell’intolleranza del Seicento. Intorno alla figura di Giordano Bruno l’autore affronta il tema del rapporto tra conoscenza e libero pensiero alla luce di tutte le eresie asistematiche messe al rogo da una Santa Inquisizione, che in nessun modo tollerava i punti di visti diverso dal suo. E sappiamo come è andata a finire.
Oggi Fiore, sempre per i tipi di Manni, pubblica Solo sabbia tranne il nome. Apax legomena, un altro romanzo filosofico in cui il medico scrittore decide di misurarsi con la contemporaneità. Qui lo scrittore attraversa le narrazioni del Novecento e le supera, mettendo al centro della sua storia Walter Benjamin, un altro pensatore asistematico che privilegia la forma del saggio e dell’aforisma per prendere posizione e negare l’ordine esistente.
Il Benjamin ossessionato dall’Angelus Novus di Paul Klee. Per il filosofo questo è l’angelo della storia che appare in un momento ben preciso e introduce una questione sola :«cosa fare delle rovine?».
Al centro della storia raccontata da Paolo Fiore c’è Marco, studente universitario che sta preparando una tesi su questi temi, e una serie di personaggi contemporanei al dramma della narrazione che ruotano intorno all’Angelus Novus di Paul Klee e alle riflessioni di Benjamin
Solo sabbia tranne il nome non è solo un romanzo di formazione del suo protagonista che si perde nel labirinto della conoscenza per ritrovare la dimensione di sapere che sappia scavare nelle rovine del tempo, ma è il romanzo di formazione di un’epoca intera, la nostra e soprattutto di quel Novecento che ha visto l’angelo della storia volare sulle macerie.
Per Benjamin il dipinto di Klee rappresentò un’ossessione. Nel 1921, infatti, il filosofo lo acquistò e nel 1940 scrisse Tesi della filosofia della storia in cui definì Angelus Novus una rappresentazione dell’angelo della storia che tanto turbava la sua speculazione.

«C’è un quadro di Klee che s’ intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, al bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta».

Paolo Fiore scrive un romanzo – ideario in cui tra narrazione e pensiero filosofico cerca di rubricare per voci tutta l’incertezza della nostra epoca seguendo il percorso di formazione di Marco, studente mosso da una curiosità enciclopedica che si sente uomo spacciato del proprio tempo su cui l’angelo della storia continua a volare sulle catastrofi.
Marco, cittadino globale di questo liquido terzo millennio, non si sottrae ai nuovi disastri della contemporaneità (Paolo Fiore al suo protagonista fa fare i conti con tutte le questioni aperte del proprio tempo che in un certo senso hanno a che fare con la violenza immanente della Storia) e diventa esegeta delle macerie su cui cammina.

«Testo colto, ironico –scrive Alessandro Vergari nella prefazione – avvolto nelle stesse fascinazioni che racconta Solo sabbia tranne il nome assorbe linfa vitale da molteplici vene di pensiero. Paolo Fiore, medico di professione (non omeopata) e scrittore per talento, si spinge alla ricerca di una sacralità immanente, sottesa alle cose, e stimola il lettore ad interrogarsi sul mistero che è in lui, a porsi domande sul senso dell’identità in questi tempi di grande incertezza».

L’autore di questo libro continua a frequentare il pensiero asistematico e inattuale, questa volta per attraversare la contemporaneità e le sue rovine. Accanto a Giordano Bruno, ci mette Walter Benjamin ma anche Cioran e Ceronetti, perché oggi come ieri andare verso il futuro è inevitabile, ma a patto che gli occhi appunto siano incollati sul passato, tutto è stato già detto una volta sola nelle nostre radici, perfettamente e per sempre. Apax legomena, appunto.
Se alziamo gli occhi al cielo lo vediamo ancora l’angelo della storia che a occhi aperti plana sulle macerie apocalittiche di oggi.

Paolo Fiore è nato nel 1965 a Fondi dove vive ed è medico.
La passione per la lettura e la scrittura lo accompagna da sempre e ha dato il via ad opere creative che gli hanno già procurato in Italia significativi riconoscimenti.

Scheda libro:

Prezzo: € 18, 00 (su Libreria Universitaria € 17, 10)
Ebook: non disponibile
Pagine: 256
Formato: brossura
Scheda editore: qui

Source: inviato dall’ autore al recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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