:: L’esercito delle cose inutili, Paola Mastrocola (Einaudi, 2015) a cura di Federica Guglietta

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Complici i cinque anni di vagabondaggio che mi porto alle spalle, posso affermare – senza dubbio alcuno- che la libreria della stazione Termini, quella grandissima proprio all’entrata, su Piazza dei Cinquecento è l’unico luogo di Roma che conosco meglio delle mie tasche.

Sono sicura che molti di voi rideranno, altri mi diranno qualcosa tipo “Eh, ma non ci vuole mica chissà quale dote per conoscere a menadito la libreria di una stazione!”. Eh, eppure saprei collocarvi quasi tutte le sezioni. Ad esempio, so perfettamente dove trovare tutti i libri Paola Mastrocola, pur senza (mea culpa – mea culpa – mea grandissima culpa) averne mai letto uno prima del suo ultimissimo “L’esercito delle cose inutili”, pubblicato quest’anno da Einaudi.

Com’è che si dice in questi casi? Ah, sì.

C’è sempre una prima volta. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Gli ultimi saranno i primi.

Bando alle ciance coi proverbi, adesso voglio parlarvi di Raimond, l’asino a distanza regalato a Gulli per Natale. Che volete farci, esistono genitori che amano regalare il telefonino ultimo modello anche ai bimbi di prima elementare e altri (è il caso di Guglielmo, anche detto “Gulli” a casa o “Ulli Gulli”, da quegli insopportabili dei suoi compagni di classe) che, invece, optano per quei regali simbolici: pensierini pregni di un determinato significato.

Come? In che senso “asino a distanza?” Avete capito bene, proprio a distanza. Come un amico di penna, solo con due orecchie e quattro zampe.

Così Gulli, ragazzino di undici anni, molto timido e introverso, “incontra” Raimond, asino fuori carriera che vive nel Paese dei Variopinti, dove “tutti sono inutili, ma felici, in compagnia di altri personaggi fuori dal comune. Tra di loro c’è anche un vecchio libro ammuffito che non viene più letto da nessuno di nome Res. Sarà proprio Res ad insegnare a Raimond a leggere, in modo tale da poter iniziare questa amicizia epistolare con Gulli, che gli scrive tutte le settimane.

Proprio Raimond, l’asinello in pensione, sarà capace di comprendere appieno gli stati d’animo di quel suo piccolo amico e di ricostruire, tramite lettera, il mondo pieno di incertezze e paure di quel ragazzino così chiuso in se stesso.

Si intendono così bene, Raimond e Gulli.

Raimond lo comprende al punto da… decidere di andare a trovarlo! Lui e Res partono per aiutare Gulli con quel bullo che a scuola gli dà tanta pena.

Inizia così il viaggio, anzi la traversata, de “L’esercito delle cose inutili”: favola che diventa racconto volta a spiegare che non sempre sentirsi inutili vuol dire per forza essere infelici.

A volte, ciò che sembra inutile è solo piccolo, inesperto o spaventato. E ancora: non è detto che ciò che oggi ci sembra inutile non possa diventare utile, prima o poi.

Esperienze personali e paradosso si incontrano nell’ultimo libro della scrittrice-insegnante Paola Mastrocola in una favola che, qualora si prefiggesse una morale “utile”, come prima cosa mirerebbe al cuore delle persone (bambini, soprattutto) per fare in modo che non si sentano inutili. Soprattutto in una società come quella in cui viviamo in cui tutti, per essere “accettati”, dovrebbero rispettare certi standard.

Questo libro tutt’altro che inutile, di sicuro, vi strapperà un sorriso. In particolare a quelle persone che, come la sottoscritta, si sono sentite per anni e anni veramente… inutili!

Paola Mastrocola, classe 1956, nella sua vita fa quello che le riesce meglio: scrive. Dopo la laurea in Lettere (e la pubblicazione di diversi saggi letterari), ha insegnato al liceo “Augusto Monti” di Chieri (TO). Da subito riesce a coniugare il suo amore per la scrittura con la passione per l’insegnamento, dando vita prima a libri per ragazzi e poi a romanzi che riprendono in chiave allegorica e fantastica tanti di quei problemi che interessano il mondo della scuola. Sono passati ormai quindici anni dal suo primo libro, “La gallina volante”, pubblicato da Guanda, ma da lì al suo ultimo “L’esercito delle cose inutili” il suo stile e la sua verve graffiante non si sono spostati di una virgola.

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Gaia dell’Ufficio Stampa Einaudi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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