:: Recensione di I baci di una notte di Antonella Boralevi (Rizzoli, 2013)

i baci

I baci di una notte (Rizzoli, 2013) di Antonella Boralevi è un breve romanzo molto particolare, insolito sia per struttura narrativa, in cui il registro poetico ha una parte rilevante,  che per tematiche ed esiti. Se inizia come la più classica storia d’amore – una rivisitazione moderna di una delle fiabe più amate, archetipo di generazioni di sogni femminili, Cenerentola – gli sviluppi sono del tutto inattesi e si discostano grandemente dal tipico romanzo sentimentale. Sì, si parla di sentimenti e paradossalmente anche della negazione degli stessi, ma il fulcro della narrazione ci porta a considerare come l’amore entri nella vita di due persone, diversissime in tutto, per condizione sociale, sensibilità, aspettative, e rivoluzioni i punti di vista. Protagonisti di questo romanzo sono due ragazzi: Santina e Sigieri. Vent’anni. Niente che li unisca se non uno scherzo del caso, che li fa incontrare la notte di Capodanno in un rifugio di Cortina. Santina è una ragazza semplice, di modeste origini, nata in Sicilia. Una ragazza dei nostri giorni che ha toccato con mano gli effetti della crisi dello stabilimento Fiat di Termini Imprese. La fabbrica è chiusa, solo cartacce trasportate dal vento al suo ingresso, e suo padre è una delle tante vittime: disoccupato, passa il tempo a giocare a carte con gli amici in cerca di un lavoro che non c’è. In cerca di un futuro, di una speranza per il domani Santina si trasferisce a Milano e qui lavora in un fast-food. Si accontenta di poco: vestiti presi a pochi euro nei grandi magazzini, la compagnia della sua migliore amica Gessica, con il ciuffo fucsia, il sogno di fare studiare il fratellino, bravissimo in matematica, e di incontrare l’amore, quello che ti cambia la vita, quello che ti da una ragione per esistere. Sigieri al suo opposto ha perso la capacità di sognare. La vita gli ha dato tutto, bellezza, salute, ricchezza ma non gli ha impedito di fare i conti con la noia, l’egoismo e il cinismo che contamina il suo ambiente, la sua famiglia, il suo intero mondo. Quando vede per la prima volta Santina, seduta ad un tavolo, in una festa privata in cui non dovrebbe stare, nei suoi poveri vestiti dozzinali, così diversa dalle ragazze che è solito frequentare, qualcosa scatta, l’istinto del predatore, o forse l’amore stesso anche se lui non se ne rende conto. L’avvicina per una scommessa crudele con un amico, più cinico e infelice di lui, e questo incontro sfocia in un atto d’amore, consumato sotto la fredda luce di un bagno, in cui tenerezza e aggressività si scontrano facendo dubitare alla ragazza stessa che sia stato amore. Ma non si abbandonano mai le persone che si amano.  E questa verità emergerà dolorosa nelle pagine seguenti fino al non scontato e imprevedibile finale.

3 Risposte to “:: Recensione di I baci di una notte di Antonella Boralevi (Rizzoli, 2013)”

  1. Enrica Says:

    Ho letto questo libro in una notte,il mio fidanzato me lo ha donato per San Valentino. Non potevo trovare migliore interpretazione di questo libro di questa recensione.Mi ha colpito dritto allo stomaco e al cuore. Complimenti

  2. liberdiscrivere Says:

    https://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2013/02/20/un-intervista-con-antonella-boralevi/

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