:: La lunga estate dei gelsomini, Licia Tumminello (Nord 2026) A cura di Viviana Filippini

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È la Milazzo del 1945 lo sfondo del romanzo storico “La lunga estate dei gelsomini” di Licia Tumminello, edito da Nord. La vicenda ambientata nell’immediato dopoguerra racconta le vicende di questo luogo dove le donne lavorano la notte nei campi, raccogliendo i gelsomini. Sono giovani, anziane e pure bambine che affrontano turni massacranti facendo andare veloci le loro mani. Lavorano di notte, da giugno a ottobre, con i piedi nel fango, un solo giorno di riposo e una paga misera.  Ci sono donne che hanno lasciato gli studi per lavorare e quell che lo fanno per poter sostenere la famiglia. Tra di loro c’è Grazia, sposata, raccoglitrice di gelsomini impegnata a dare attenzione al prossimo e consapevole che ci sono troppe cose che non vanno per il loro lavoro.  C’è la sua amica Nedda con la piccola Vita legate alla protagonista da un legame profondo; c’è il ritorno di Francesco, l’amico d’infanzia partito ragazzo e tornato medico e ci sono loro, quei padroni terrieri che non guardano in faccia a nulla e a nessuno pur di ottenere ciò che vogliono dal lavoro di queste donne e non solo.  Il romanzo della Tumminello, ispirato a fatti storici realmente accaduti, racconta uno spaccato della provincia italiana dal quale emerge il coraggio delle donne di scioperare per avere una maggiore tutela e diritti in quanto lavoratrici. Sì perché in Grazia scatta qualcosa dopo il ritorno dell’amico medico, dopo i fatti tremendi che accadono alla piccola Vita, e dopo aver contato tutte quelle cose che al lavoro nei campi non vanno. Ecco Grazia trova un coraggio dentro di lei che non credeva di avere e che le permette di affrontare il marito e, soprattutto, quello che non va nei campi di raccolta di gelsomini. Un’audacia che porterà allo sciopero e alla protesta per cambiare le cose. Dalle pagine del libro  emergere un quadro sociale di una Italia post bellica nella quale i padroni,  possidenti terrieri, decidevano del destino dei loro lavoratori. Nella vicenda narrata dalla Tuminello non solo sfruttano, ma abusano di chi lavora per loro facendo mancare le principali tutele (vedi la disinfestazione dei campi per evitare le punture di insetti), attuando violenze psicologiche e  fisiche, indipendentemente dall’età della donna o bambina che si trovano davanti.  “La lunga estate dei gelsomini” racconta una pagina di storia d’Italia dimenticata, una vicenda corale, dove la fatica  e il dolore sono molto presenti, ma  l’alleanza, l’amicizia e la forza che lega Grazia alle altre donne crea un sottile e solido legame che permetterà loro di compiere il passo verso il cambiamento, verso la libertà e la dignità.

Licia Tumminello è palermitana di nascita e cremasca di adozione. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per anni in ambito bancario, prima di dedicarsi alla scrittura. Fin dai suoi primi passi nella narrativa ha ottenuto vari riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Giorgione, il Premio SquiLibri e la segnalazione del Comitato di Lettura del Premio Calvino, XXXV edizione.


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