
“Ma Andrè era una storia a parte. Viveva lì, con sua moglie Camille, e a quanto pareva stava scalando la piramide sociale che mai quanto a Marsiglia era scivolosa e impervia. Per uomini e donne come loro, provenienti da famiglie umili e povere. La povertà era un’onta, ma ormai era un ricordo lontano. L’Atelier rendeva bene: dava lavoro a una quindicina di lavoranti, e due stiliste, e a diverse mannequin fisse, per le sfilate interne all’Atelier. Aveva una clientela molto esclusiva e selezionata, le donne più ricche e in vista di Marsiglia si vestivano da lei. Non confezionava solo abiti, ma articoli in pelle, borse, valigie, foulard, gioielli. Era una donna di successo, aveva realizzato i suoi sogni giovanili. Era se non proprio ricca, benestante. Ma Andrè, no, non era suo.”
Marsiglia, il più grande porto del Mediterraneo che movimenta più di cento milioni di tonnellate di merci all’anno. La città più antica della Francia, patria dell’inno francese.
Siamo nel 1957. Marie, dopo essersi lasciata alle spalle gli Stati Uniti e la dolorosa scomparsa della madre, gestisce uno dei più ricercati atelier della città, con 15 lavoranti alle sue dipendenze.
Ma la lontananza da André la rende infelice.
Si amano, hanno un figlio, François, che odia a morte il padre, e possono vedersi pochissimo. Vederli insieme darebbe scandalo e sarebbe controproducente per entrambi, soprattutto per André Durand, sposato a Camille, che è appena stato eletto sindaco. Per questo e per un sacco di altri motivi i due amanti devono continuare a frequentarsi di nascosto come ladri nel solito albergo, anche se non possono fare a meno l’uno dell’altra. Né con te né senza di te direbbero i protagonisti de La signora della porta accanto, il bellissimo film di Truffaut del 1981.
Marie detesta il ruolo dell’amante ma continuerà a sacrificarsi pur di non compromettere la carriera di André, e suo figlio François continuerà a disprezzarlo con tutte le sue forze.
E adesso Marie piange nel fissare la foto sul giornale di André accanto a Camille e si domanda se la moglie ignori ancora la loro relazione. No, non la ignora, infatti quando André cerca Marie per fissare un nuovo incontro, Camille, che ha ascoltato la telefonata, è già pronta a giocarsi il tutto per tutto per riconquistare il marito.
E i guai non vengono mai soli.
Appena André prende posto nel nuovo ufficio arriva una misteriosa busta contenente le prove del suo oscuro passato. Chi lo sta ricattando?
Se quei documenti venissero resi noti sarebbe la fine della sua carriera…
Dopo i primi due episodi ambientati nella Marsiglia del 1937 e del 1945, con Marsiglia 1957 si chiude la trilogia di Shanmei che vede ancora una volta protagonista l’affascinante cinquantenne André Durand, un tempo noto nella mala marsigliese come l’Alsaziano.
Una storia di riscatto, amore, gelosia, vendette e infedeltà.
Una scrittura coinvolgente che materializza la narrazione davanti agli occhi del lettore come in un film.
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Tag: Marsiglia 1957, Paola Rambaldi, Shanmei
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