:: Il silenzio che resta di Giuliano Pasini (Piemme, 2026) a cura di Massimo Ricciuti

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Elena Dal Pozzo è stata, tempo addietro, una brava giornalista del Corriere della Sera, con una folgorante carriera in arrivo. Poi è nato Mattia e la donna ha deciso di occuparsi solo della famiglia. All’inizio del romanzo la troviamo nello studio di una nota dottoressa che la sta sottoponendo a una seduta d’ipnoterapia. Questo perché un anno prima, nel 2017, Mattia è sparito, lasciando Elena nello sconforto. Per cercare di distrarsi, adesso lavora in un’emittente locale che il suo nuovo compagno ha creato appositamente per lei. Quando il dolore si fa insopportabile, Elena ricorre a un mix di farmaci e di alcolici che, di certo, non l’aiuta. A peggiorare le cose, nel giorno del primo anniversario della scomparsa di Mattia, si perdono le tracce di un altro bambino. Stesso nome, stessa età (sei anni) e stesso luogo, a Treviso lungo il fiume Sile. Il caso viene seguito da due persone che la donna conosce bene: il borioso questore Sernagiotto e il vice questore Santo Mixielutzi. Il primo non ha mai perdonato la giornalista per alcuni articoli scritti in passato. L’altro, un sardo tutto d’un pezzo, è soprannominato la Sfinge, perché sembra non lasciar trasparire alcuna emozione. La sparizione del secondo bambino rischia di far crollare il castello accusatorio che aveva portato all’arresto di un colpevole. Le nuove indagini faranno venire a galla alcune scioccanti verità che riguardano tutti i protagonisti della vicenda.

Il silenzio che resta potrebbe, in parte, spiazzare i lettori di Giuliano Pasini. Questo è un vero e proprio thriller psicologico, che si discosta un po’ dai romanzi precedenti. In realtà, l’autore è sempre stato molto attento alla caratterizzazione interiore dei personaggi e lo dimostra ancora di più nel suo ultimo lavoro. Le figure che emergono maggiormente sono due, entrambe segnate da dolorose vicende personali. Elena è una donna fragile, con un padre assente e una madre che non l’ha mai sostenuta. Attanagliata dal senso di colpa per aver perso di vista il figlio, giusto il tempo che sparisse, trova conforto solo nelle lunghe telefonate con la misteriosa amica Giulia, che vive in Grecia. Insieme alla dottoressa che l’ha in cura, sta cercando di attraversare le cinque fasi del lutto, che sono anche le parti in cui è suddiviso il romanzo: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. L’altra figura centrale è quella di Santo Mixielutzi, già presente, anche se non come protagonista, in alcune opere precedenti. Legato alla sua terra da un rapporto di amore e odio, il vice questore reca sulle spalle un tragico evento del passato, legato all’ex compagna Dora. Per tale motivo comprende il dolore di Elena e si avvicina sempre di più a lei, fin quasi a superare i limiti imposti dalle circostanze. Al romanzo fa da sfondo Treviso (con una breve “parentesi” veneziana), città che l’autore conosce molto bene. Lo stesso Pasini ha raccontato che l’idea di questo lavoro gli è balenata in testa dieci anni fa e che non l’ha mai abbandonato, pur scrivendo altro nel frattempo. Noi lettori dobbiamo ringraziarlo per la sua testardaggine nell’aver voluto portare alla luce la storia di Elena e per averla narrata in modo così intenso e profondo.

Giuliano Pasini Nato a Zocca in provincia di Modena, è un orgoglioso uomo d’Appennino che vive in pianura, a Treviso. Socio di Community, una delle più importanti società italiane che si occupano di reputazione, è presidente del Premio Letterario Massarosa e in giuria di altri concorsi italiani e internazionali. Il suo esordio, Venti corpi nella neve (ora Piemme), diventa subito un caso editoriale, tradotto in diversi Paesi. Seguiranno Io sono lo straniero e Il fiume ti porta via, tutti con protagonista Roberto Serra, poliziotto anomalo e dotato di grande umanità, in perenne fuga da sé stesso e dal male che lo affligge. È così che si muore ne segna il ritorno a Case Rosse, dieci anni dopo il primo romanzo. Un’ambientazione che ritroviamo, così come la coppia Serra e Tonelli, nell’ultimo appassionante thriller di Pasini, L’estate dei morti.

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