:: L’amore che dura di Lidia Ravera (Bompiani, 2019) a cura di Eva Dei

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L'amore che dura

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Sono passati vent’anni da quando si sono trovati nello studio di un avvocato per mettere la parola fine al loro matrimonio. Da allora Carlo ha continuato la sua carriera da regista, ma soprattutto ha girato Kids: ha ricostruito i quartieri di Roma in un teatro di posa a New York e ha rievocato sulla pellicola gli anni Settanta, quell’amore appena sbocciato e la nostalgia di un tempo che non c’è più. Lei, Emma, è rimasta a Roma a insegnare, ad aiutare i suoi “figli per finta”, ma non si è risparmiata di stroncare su una rivista online proprio quel film che lui ha dedicato a lei, a loro:

Un film sentimentale e freddo, nostalgico e inesatto, il film di un uomo maturo che cerca qualcosa da rimpiangere per illudersi d’aver vissuto un’età dell’oro.”

Nonostante tutto questo, Emma è agitata la mattina del loro incontro. Si sorprende allo specchio a farsi bella proprio per Carlo. Si rivedranno dopo tanti anni ed è pronta a scusarsi di quell’articolo, anche se forse c’è qualcos’altro, qualcosa di più grande, di più importante per cui scusarsi. Trovare le parole non sarà facile, forse è per quello che ha scritto una lettera e sempre per lo stesso motivo ha infilato nella borsa di tela anche alcuni dei suoi quaderni, quelli che compila da anni, dove annota tutto quello che le succede e che le passa per la testa. Magari le parole impresse sulla carta la aiuteranno a farsi capire. Nello stesso momento Carlo si è già pentito di tutto: di essere tornato in Italia e di aver dato quell’appuntamento a Emma; però è già là al tavolino del bar ad aspettarla e quando la vede sulla stessa bicicletta nera non può fare a meno di sorriderle.
Da quell’esatto momento il tempo narrativo va in frantumi e ci ritroviamo tra le mani una storia che salta tra passato e presente. Il passato scorre fra le pagine dei quaderni di Emma, salta da un ricordo a un altro; la scrittura intima della Ravera ci fa sentire un po’ come degli intrusi che spiano un diario segreto. Fin dall’inizio si avverte il peso di un segreto nascosto nell’animo della protagonista, che solo la lettura di quei diari potrà svelarci, ma l’autrice è brava ad orchestrare il tempo narrativo, tanto da non farci staccare dal romanzo fino alla fine.
La storia di Emma e Carlo è la storia del primo amore, di due ragazzi di sedici anni legati da un sentimento travolgente, assoluto.

“Posso chiederle che cosa rappresenta questa persona per lei?”
“L’amore. L’amore della mia vita.”
“Il primo amore?”
“Non ce n’è mai un secondo, ti innamori quando è il momento giusto per innamorarti. E ce n’è uno solo, di amore, nella vita.”
“E posso chiederle qual è questo momento?”
“Presto, molto presto, a sedici anni, a tredici…prima che la vita cominci.”

Proprio la vita si mette in mezzo, soprattutto quando si è così giovani. Crescendo si definisce il carattere, la personalità si plasma e non è raro che accada quello che descrive l’autrice: si finisce per andare avanti a ritmi differenti, desiderando o dando priorità a spinte diverse che portano inevitabilmente ad allontanare due strade che sembravano intrecciate. Spesso l’amore non basta, ma in questo caso Lidia Ravera decide di raccontare un legame che non si esaurisce nonostante la distanza e il dolore, subito o inflitto che sia.

“A parlare sono capaci tutti. Noi dobbiamo essere più bravi. Perché lo sappiamo che litigare è parlare da soli. Perciò. Abbiamo parlato da soli per tutta la notte e adesso andiamo a tacere insieme.”

Lidia Ravera è nata a Torino. Ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d’esordio Porci con le ali, manifesto di una generazione e longseller con tre milioni di copie vendute in quarant’anni (oggi disponibile nei Tascabili Bompiani e in versione graphic novel sempre presso Bompiani). Ha scritto trenta opere di narrativa (gli ultimi tre romanzi, Piangi pure, Gli scaduti e Il terzo tempo, sono nel catalogo Bompiani). Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione. Da Piangi pure è stato tratto lo spettacolo teatrale Nuda proprietà, per la regia di Emanuela Giordano, con Lella Costa e Paolo Calabresi.

Source: richiesto all’editore, che ringraziamo.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: L’amore che dura di Lidia Ravera (Bompiani, 2019) a cura di Eva Dei”

  1. giusymar Says:

    Una copertina speciale, mi ricorda un erbario.
    Della Ravera ho letto soltanto “Piangi pure”. Libro che mi ha fatto molto pensare a quanto la vecchiaia ti possa disarmare anche in ambiti inaspettati.

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