:: Guest post – Niente di Janne Teller (Feltrinelli 2012) di Emanuela Brumana

nientePensare di scrivere un romanzo sul senso della vita deve far paura. Paura perché il tema trattato rischia di essere così immenso da non portare da nessuna parte. Paura perché c’è la seria possibilità di diventare pesanti e autoreferenziali. Paura, soprattutto, di andare in cerca di una risposta fenomenale, che apra a tutti gli occhi, ma di non riuscire a trovarla e doversi così arrendere all’idea che niente, nella vita, ha senso. Scusate il gioco di parole, ma questo non è il caso di Niente.
Leggere Niente è un’esperienza davvero forte: si tratta di un centinaio di pagine, ma diventano via via più dense man a mano che la lettura prosegue.
La storia in sé è semplice è lineare: un giorno un ragazzo di nome Pierre Anthon si alza dal suo banco di scuola e afferma che nulla ha senso, quindi piuttosto che far qualcosa, meglio adattarsi da subito e non far più niente. Questa affermazione scuote i compagni, tutti così presi dal proprio cammino volto a diventare qualcuno, a fare qualcosa. La questione potrebbe chiudersi così, ma Pierre Anthon sale su un albero lungo la via che i suoi compagni fanno per andare a scuola e da lassù demolisce ogni loro progetto. Stanchi di farsi prendere di mira dalle invettive dell’ex compagno, i ragazzi decidono di dimostrargli che nella vita, un senso c’è. Per scovarlo, elaborano un meccanismo all’apparenza funzionale ma che si trasformerà via via in un gioco al massacro: ognuno dovrà consegnare al gruppo un oggetto che per lui ha un significato. Si comincia con oggetti materiali, come una palla o un paio di sandali, ma il climax cresce sempre più e chi è stato derubato indica a un altro che cosa deve sacrificare, alzando di volta in volta la posta in gioco. Prende vita un gioco chirurgico, dove si vuole infliggere la stessa sofferenza che si è sperimentata su di sé, ma aumentata di un pizzico di crudeltà.
Sorge così una catasta del significato, dove si possono vedere oggetti, ma anche animali morti, una bara di bambino e tanti altri frammenti che rappresentano non solo il significato, ma anche la cattiveria e l’orrore di cui branco è capace.
L’effetto dilaniante è ottenuto dal contrasto tra il tono di voce della protagonista, una delle ragazzine che partecipano alla costruzione della catasta del significato, che si colloca sul labile confine tra l’infanzia e l’età adulta, e le terribili azioni che narra. Se all’inizio si legge il libro con fame di sapere che risposta darà all’importante quesito posto, man a mano che la ricerca dei ragazzi prosegue si ha paura di voltare pagina e scoprire in quale inquietante luogo andranno a cercare il significato della vita.
Niente è un libro che ti mastica e ti fa a pezzetti, inquieta e dà spunti di riflessione, perché è inevitabile che alla fine il lettore si chieda a sua volta qual è il senso della vita, che cosa abbia davvero significato per lui e soprattutto se è pronto a rinunciarvi.

L’autrice, Janne Teller è nata nel 1964 e dopo diversi anni passati lavorando per le Nazioni Unite, dal 1994 si dedica alla scrittura, scegliendo di declinare in diverse forme narrative (saggi, romanzi per ragazzi, racconti) i grandi interrogativi dell’esistenza.

Guest blogger:

Sono Emanuela Brumana.
Sono una redattrice e copywriter.
E sono anche molto di più…

Da piccola passavo le giornate inventando storie e leggendo quelle create da altri.
Oggi, dopo una maturità artistica, due lauree in Filosofia con indirizzo Estetica e diversi anni di esperienza lavorativa nel mondo che ho sempre amato, quello editoriale, lavoro come freelance.

Per scoprire che cosa faccio e le ultime novità, seguitemi sul sito: emanuelabrumana.wordpress.com

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Una Risposta to “:: Guest post – Niente di Janne Teller (Feltrinelli 2012) di Emanuela Brumana”

  1. Niente – Teller | Emanuela Brumana Says:

    […] Trovate la mia recensione per Liberi di scrivere a questo link. […]

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