:: The Squirrel Machine, di Hans Rickheit (Eris, 2017), a cura di Elena Romanello

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Accanto a varie graphic novel a sfondo sociale, la Eris edizioni propone il gotico The Squirrel machine, di Hans Rickett, storia di una vita estrema in un Ottocento fuori dal tempo.
The Squirrel Machine racconta in maniera visionaria il rapporto tra due fratelli geniali e problematici, Edmund e William Torpor, che scuotono il paesino della provincia americana del New England del XIX secolo in cui vivono.
I due protagonisti sono attratti fin da bambini verso tutto quello che è strano e inquietante, fuori dalle regole e al limite della legalità e passano la loro vita giocando e sperimentando la costruzione di astrusi strumenti musicali realizzati con insolite e sconosciute tecnologie e carcasse di animali trafugate dai rifiuti dei mattatoi.
Le loro invenzioni però non piacciono agli abitanti della loro città, con i quali negli anni i due fratelli cercano di costruire rapporti anche di tipo sentimentale, fallendo miseramente, e finendo poi nei guai per le loro attività considerate immorali e al limite della stregoneria in un’epoca positivista ma in cui ci sono ancora presenti superstizioni mai sopite, anche se d’altro canto le sperimentazioini dei fratelli Torpor presentano elementi non certo tranquillizzanti.
Le atmosfere di The Squirrel machine, con uno stile che ricorda le incisioni vittoriane che illustravano la narrativa popolare, sono di chiaro sapore steampunk, il genere del fantastico che immagina un futuro nel passato con le tecnologie di allora. Nelle pagine della graphic novel ci sono anche molte atmosfere gotiche e horror, con il richiamo all’archetipo dello scienziato pazzo, che da Mary Shelley a Wells e fino a storie di oggi torna come monito contro l’onnipotenza della scienza in un mondo in cui la ricerca scientifica diventa fondamentale.
The Squirrel machine immerge in un incubo di follia, con echi di Poe e Wells, visto dagli occhi di Edmund e William, due menti che cercano di manipolare la vita e il mondo a loro modo: e come in tutto il fantastico di qualità, anche The Squirrel machine ha un sottotesto sociale, il dramma della solitudine, la follia, l’emarginazione, all’interno di una storia gotica e affrontabile da più angolazioni.

Hans Rickheit, americano, classe 1973, vive nel Massachussets, dopo essersi diviso tra Boston e Philadelphia, e ha lavorato come gallerista e cartoonista. Ha collaborato e collabora con varie riviste e fanzine, come The Comic Interpreter e The Stranger. The Squirrel machine è e resta il suo più grande successo, pubblicato dalla casa editrice indipendente e specializzata in fumetto underground Fantagraphics Books, ed è stata tradotta in varie lingue.

Source: inviato dalla casa editrice al recensore, si ringrazia l’ufficio stampa Eris.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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