:: Lettere a un amore perduto, Iona Grey (Giunti, 2015) a cura di Elena Romanello

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Diciamo la verità: leggere un titolo così da soap o da romanzetto non predispone bene verso il libro in questione, l’originale, Letters to the losts, lettere a chi si è perso, era più incisivo e meno fuorviante. Ma se si ha la pazienza e la voglia di prendere in mano questo romanzo, ci si troverà di fronte ad una storia che non è certo Liala o altre amenità, ma è ricca di vari punti di interesse, tra un passato storico ricostruito con perizia e un presente realistico e non melenso.
Jess, in fuga da un fidanzato violento dopo una vita di espedienti illuminata solo dal suo talento nel cantare, è praticamente una senza fissa dimora quando trova rifugio in una villetta della periferia londinese abbandonata da tempo, cercando un riparo momentaneo. Una lettera che arriva dagli Stati Uniti, scritta da un certo Dan, un veterano ormai anzianissimo, e rivolta ad una Stella che lì viveva durante la guerra aprirà a Jess una nuova curiosità per la vita, che la porterà a dare un nuovo inizio alla sua vita, grazie anche all’intervento di Will, giovane avvocato specializzato in recupero di eredità e da tempo in lotta contro la depressione.
Non è la prima volta che si raccontano storie tra passato e presente, e la Seconda guerra mondiale, tragica ma vittoriosa per gli anglosassoni, è un argomento che periodicamente torna in romanzi, al cinema, in televisione: ma Lettere a un amore perduto sa costruire un intreccio tra un amore impossibile perché schiavo di obblighi e regole oggi arcaiche, quello tra Stella, moglie infelice di un omosessuale represso e di conseguenza violento, e Dan, aviatore americano che non la dimenticherà mai, sa essere interessante, avvincente e mai melenso. La parte migliore e il personaggio meglio tratteggiato è però Jess, ragazza di oggi con nella sua vita disagio e violenza, una dei tanti invisibili che popolano le nostre città e sulle quali non ci si interroga più di tanto.
Iona Grey dimostra nelle pagine del suo romanzo grande interesse per la Storia, sia come accadimenti e eventi, sia come descrizione della vita delle persone, in particolare le donne, comunque grandi protagoniste anche in patria in Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale, dove si distinsero con varie mansioni che aprirono poi loro nuove prospettive verso la modernità.
Tra le pagine del libro, e in maniera non pedante, emergono comunque varie tematiche sociali sempre attuali: la condizione femminile ieri e oggi, la violenza domestica, l’omosessualità quando era reato e oggi, la depressione, il disagio sociale, la ricerca di nuove strade, e questo rende Lettere a un amore perduto decisamente qualcosa di più interessante e profondo di un romanzetto. D’accordo, è un romanzo nato per svagare, ma qualcosa dentro alla fine lo lascia, qualche spunto su cui riflettere e con cui confrontarsi. Traduttore: Silvia Castoldi.

Iona Grey vive nelle campagne del Cheshire. Laureata in Letteratura inglese all’Università di Manchester, ha sempre avuto una grande passione per la storia, in particolare per la vita delle donne nel XX secolo. Una passione che ha ispirato il suo romanzo d’esordio, in corso di traduzione in 12 Paesi presso i marchi editoriali più prestigiosi.

Source: prestito bibliotecario delle Civiche torinesi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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