:: Nella casa di vetro – Giuseppe Munforte (Gaffi editore 2014), a cura di Alice Strangi

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9788861651456

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Finalista al premio Strega 2014, selezionato per far parte dei 24 titoli della collana speciale #ioleggoperchè, questo qui è un libro difficile. Un andamento lento e sconnesso, affollato dei ritmi e dei sottintesi tipici del flusso di coscienza. Scritto in maniera ricercata e metaforica. Con una trama evanescente, intuita, forse una storia che sarebbe meglio definire una non-storia. Eppure tanto incisivo e affascianate da poter essere incantevole.

La voce di Davide che osserva la sua casa e la sua famiglia dall’esterno, proprio come attraverso un vetro, ci accompagna per quasi tutto il libro, salvo soltanto pochi sprazzi di futuro ben delimitati, che ci mostrano Sara, Andreas e Elena, i protagonisti del racconto, più grandi e più lontani, più forti ma anche più soli, in un’assenza del padre e marito che è stata ormai ricomposta e accettata.
Davide invece ci mostra con accuratezza dolcissima la straordinarietà del quotidiano, l’intimità sognante di una famiglia con le sue complicità e le sue stanchezze, con i suoi limiti e quella gioia imprevista e segreta, che nasce con la naturalezza con cui nasce l’amore e commuove per la sua purezza.

Sullo sfondo di tutto incombe una Milano artificiale e invadente, crudelmente pesante nello squallore opaco di un qualsiasi quartiere dormitorio, che viene però costantemente trasfigurata dallo sguardo del narratore per diventare nido, conforto e memoria. Così il piccolo appartamento sulla tangenziale diventa la loro “casa rombante”, e il rumore di marmitte e clacson si trasforma in un suono energico e magico: tutta la realtà si fa sfuggente e insignificante, si concede mite alla manipolazione dell’immaginazione e del sentimento.

Più che a un vero e proprio romanzo narrativo, “Nella casa di vetro” ha le caratteristiche di un memoriale: i tempi e i momenti di interesse descritti dalla voce narrante si avvicinano e si sovrappongono con poco ordine e con voluta inconsistenza; ogni spazio, oggetto, dettaglio si fa simbolo imperfetto di uno stato d’animo profondo e insondabile; i paesaggi, gli ambienti, le immagini più particolareggiate hanno il tocco impressionista che delega all’emotività la scelta dei colori e del tratto.

Le emozioni dell’autore sono pervasive e struggenti in tutto il libro, la malinconia dolceamara lascia poco respiro al lettore, il desiderio tormentato di Davide lontano dalla sua famiglia mischia passato e presente, sognato e verità in maniera vorticosa, imprimendo in ogni pagina la sensazione penosa dell’assenza. Osservando la moglie e i figli, osservando quel mondo chiuso e protetto che catalizza tutta la sua attenzione, Davide tira le fila della sua stessa vita, ne scopre i significati e si rassegna alle mancanze. Il fatto che manchi una vera e propria trama non è importante, perchè il libro contiene un viaggio diretto a scarnificare le emozioni fino a renderle pure e abbaglianti; in un modo che è tenero e al tempo stesso angosciante perché, appare chiarissimo fin dalle prime righe, ormai tutto è irrimediabilmente perduto.

Quello che Davide ci sussurra o ci urla, quello che può racchiudere il senso di questo viaggio tortuoso sta tutto in una domanda che la voce narrante vorrebbe rivolgere a quella moglie che appare sempre piccola e stanca; una domanda che risuona circa a metà del libro e che rischia di essere assordante. Bisognerebbe fermarsi e chiederlo a se stessi, di tanto in tanto, bisognerebbe avere la sincerità di rispondere e di rispondere magari persino di si.

“Voglio dire: hai avuto la felicità che ti spettava?”

Giuseppe Munforte è nato a Milano nel 1962. Ha pubblicato cinque romanzi: Meridiano (Castelvecchi 1998), La prima regola di Clay (Mondadori 2008), Cantico della galera (Italic peQuod 2011) e La resurrezione di Van Gogh (Barbera 2013). Suoi racconti sono apparsi in diverse riviste quali “Nuovi argomenti” e “Achab”.

Source: acquisto personale.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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2 Risposte to “:: Nella casa di vetro – Giuseppe Munforte (Gaffi editore 2014), a cura di Alice Strangi”

  1. giuseiannello Says:

    Bella recensione, complimenti. Questo libro aveva favorevolmente colpito anche me. https://giuseiannello.wordpress.com/2014/05/19/nella-casa-di-vetro-di-g-munforte-gaffieditore/

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